«La peste suina africana continua a rappresentare una minaccia concreta per il nostro territorio e per una filiera strategica dell’economia piacentina ed emiliano-romagnola. Gli ultimi casi segnalati tra Bettola, Vernasca e l’Alta Val Tidone confermano che l’emergenza non può essere archiviata con leggerezza».
Lo dichiarano Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia in Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, e Giampaolo Maloberti, consigliere comunale a Rivergaro (PC) ed esponente di Fratelli d’Italia.
«Non da mesi, ma da anni – sottolineano Tagliaferri e Maloberti – Fratelli d’Italia richiama l’attenzione della Regione Emilia-Romagna sulla necessità di affrontare la peste suina africana con serietà, continuità e rigore scientifico. Attraverso atti ispettivi, comunicati e proposte operative abbiamo più volte evidenziato come l’emergenza non possa essere gestita a fasi alterne né con messaggi rassicuranti che rischiano di abbassare la guardia».
«Il fine da perseguire è chiaro ed è quello indicato dal primo commissario straordinario per la peste suina africana, Angelo Ferrari, nel 2022: depopolare almeno l’80% della popolazione di cinghiali, procedendo agli abbattimenti necessari in quanto vettori del virus. Ogni esitazione o applicazione parziale di questo indirizzo compromette l’efficacia delle misure di contenimento e mette a rischio allevamenti, occupazione e intere filiere produttive».
«Servono controlli costanti, biosicurezza reale, coordinamento tra enti e il pieno coinvolgimento di cacciatori e volontari, che in Appennino svolgono un ruolo fondamentale di presidio territoriale. In linea con quanto ribadito dal Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, la sicurezza sanitaria e il futuro della filiera suinicola non possono essere affidati alle rassicurazioni: servono scelte concrete e responsabilità istituzionale».
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