Lodovico Albasi esprime piena soddisfazione per l’approvazione definitiva, avvenuta il 12 febbraio 2026, del nuovo Regolamento europeo sulla cooperazione transfrontaliera contro le pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare. «Si tratta di un passaggio storico – dichiara Albasi – perché trasforma una norma tecnica in un vero atto di giustizia economica per gli agricoltori europei. Finalmente si interviene con strumenti concreti contro chi ha costruito rendite di posizione sfruttando la frammentazione dei controlli tra Stati».
Il provvedimento
Il provvedimento, di cui Stefano Bonaccini è stato relatore (Rapporteur) al Parlamento europeo, introduce novità decisive. In primo luogo, viene superato il meccanismo dei cosiddetti “giganti senza frontiere”: le grandi catene della distribuzione non potranno più sottrarsi ai controlli sfruttando sedi legali in Paesi diversi da quelli in cui operano. Le autorità nazionali saranno obbligate a cooperare attivamente, scambiandosi informazioni e intervenendo congiuntamente.
«Per un produttore italiano – sottolinea Albasi – questo significa non essere più lasciato solo davanti a colossi internazionali con sedi in altri Stati membri o addirittura fuori dall’Unione».
Le principali innovazioni
Una delle innovazioni più importanti riguarda inoltre la possibilità per le autorità di intervenire d’ufficio, senza attendere una denuncia formale del produttore. «Quante volte – prosegue Albasi – piccoli agricoltori hanno rinunciato a denunciare per timore di ritorsioni? Oggi questo alibi viene meno».
Il regolamento introduce anche un meccanismo per contrastare i compratori extra-UE che tentano di eludere le sanzioni: dovranno nominare un referente legale nell’Unione, responsabile in caso di violazioni.
Infine, viene rafforzata la tolleranza zero contro i principali abusi lungo la filiera: ritardi nei pagamenti oltre i termini previsti, cancellazioni last minute di ordini di prodotti deperibili, rifiuto di contratti scritti e trasparenti.
Un voto quasi unanime
«Con un voto quasi unanime – 555 favorevoli e nessun contrario – l’Europa manda un messaggio chiaro: il valore lungo la filiera deve essere distribuito in modo più equo. È una scelta che tutela la dignità del lavoro agricolo e difende la qualità delle produzioni che arrivano sulle nostre tavole».
Albasi ricorda inoltre come il sostegno a questo regolamento fosse già stato formalizzato a livello regionale nei mesi scorsi. Nel dicembre 2025, infatti, durante la sessione di Bilancio dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Albasi aveva presentato un Ordine del giorno collegato al Bilancio regionale per sostenere il percorso di approvazione del regolamento europeo contro le pratiche commerciali sleali, atto che fu approvato dall’Aula.
«Con quell’Ordine del giorno – ricorda Albasi – abbiamo voluto riaffermare il valore strategico della filiera agroalimentare per l’Emilia-Romagna e sostenere con convinzione un’iniziativa europea che punta a maggiore equità nei rapporti contrattuali, più trasparenza lungo la catena del valore e una tutela rafforzata dei produttori. Ora, l’approvazione definitiva del regolamento dimostra che quella era una scelta lungimirante e coerente con le esigenze dei nostri territori».
«Per l’Emilia-Romagna, regione con una componente agroalimentare significativa, questo risultato è particolarmente importante. Il lavoro svolto dal relatore Bonaccini insieme ai colleghi in Commissione Agricoltura dimostra che quando l’Europa decide di proteggere chi produce, può fare la differenza concreta nella vita delle imprese e dei territori».
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