Raccolta rifiuti, Iren: “Sistema strutturato per coprire le esigenze delle famiglie”. Soresi (FdI): “Le bollette dicono un’altra cosa, cittadini presi in giro”

In questi giorni sono in corso di consegna a Piacenza le fatture in acconto relative alla Tariffazione Corrispettiva Puntuale (TCP) del primo semestre 2026. Iren, a tal proposito, invia una nota per chiarire i dettagli della tariffazione.

LA NOTA DI IREN

È utile ribadire un elemento fondamentale del sistema, già illustrato in fase di presentazione e approvato dal Consiglio comunale: la tariffa prevede, per ogni utenza, un numero minimo di vuotature dell’indifferenziato, definito in base al numero dei componenti del nucleo familiare e ad altri parametri. Questo numero non rappresenta le vuotature effettivamente effettuate, ma costituisce una componente del servizio.

In altre parole, ogni nucleo familiare ha a disposizione un numero minimo di vuotature all’anno: utilizzarne meno non comporta riduzioni in bolletta, mentre eventuali vuotature in più rispetto a quelle previste saranno conteggiate e addebitate successivamente. Si tratta quindi di un sistema che definisce a monte un livello minimo di servizio, uguale per tutte le utenze con caratteristiche analoghe.

La bolletta riporta quindi anche la quota relativa alle vuotature minime previste, suddivisa su base semestrale. Le vuotature eccedenti rispetto a quelle incluse verranno invece conguagliate nella prima fatturazione utile dell’anno successivo, sulla base dei conferimenti effettivamente registrati.

Sistema a misura di famiglia

Va inoltre sottolineato un aspetto che sta emergendo proprio in queste settimane: nella fase iniziale di introduzione del sistema, una delle principali preoccupazioni riguardava il numero ritenuto troppo basso di vuotature minime disponibili. L’esperienza concreta sta invece evidenziando che molti nuclei familiari utilizzano un numero di vuotature inferiore rispetto a quello previsto.

Questo conferma che il sistema è strutturato per coprire le esigenze ordinarie delle famiglie, sulla base di parametri definiti e uguali per tutti, e che il numero minimo di vuotature assegnato rappresenta al momento una soglia adeguata per la maggior parte delle utenze domestiche.

SORESI (FDI: “CITTADINI PRESI IN GIRO DUE VOLTE”

Sulla nota interviene Sara Soresi, consigliere comunale di Fratelli d’Italia.

Dopo aver letto il comunicato di Iren (e concordato con il Comune di Piacenza che – all’evidenza – ha scelto di non esporsi in prima battuta, nonostante il rapporto diretto con i cittadini sia in capo proprio al Comune), non posso che constatare come i cittadini siano stati presi in giro non una, ma due volte.

La prima, quando nel 2024, questo nuovo sistema di raccolta veniva presentato come un’importante occasione di risparmio per le famiglie, salvo poi cambiare progressivamente narrativa man mano che ci si avvicinava all’attuazione concreta del servizio e spostando l’attenzione non più sul risparmio quanto sulla tutela ambientale.

Bollette invariate o più care e città più sporca

Peccato che, oggi, assistiamo al fallimento di entrambi gli obiettivi: l’importo delle fatture non si è ridotto ma è restato invariato e, in molti casi, è aumentato. Dal punto di vista ambientale, è sotto agli occhi il netto peggioramento delle condizioni della città: Piacenza oggi appare oggettivamente più sporca, con abbandoni, sacchi lasciati fuori posto e situazioni di degrado sempre più frequenti.

La seconda presa in giro riguarda invece le c.d. “vuotature minime”, inizialmente presentate come una sorta di “bonus” compreso nel servizio base, un beneficio incluso per le famiglie: ancora oggi, sul sito del Comune di Piacenza, si legge chiaramente che “la quota base copre un numero di vuotature definito in base ai componenti dei nucleo famigliare”.

Peccato che le bollette giunte ai piacentini raccontino una realtà ben diversa: vi è una voce dedicata alla “quota base” ed una alla quota variabile, ove appunto sono conteggiate le vuotature minime, addebitate anche se non effettuate.

L’ambiguità della comunicazione del Comune di Piacenza è inoltre dimostrata dall’Amministrazione stessa laddove, nel febbraio di quest’anno, rivendicava come un grande risultato politico il fatto che il sindaco Tarasconi avesse ottenuto da Iren un aumento delle vuotature minime disponibili. Peccato però che oggi sia la stessa Iren (in accordo con l’Amministrazione) a chiarire che quelle vuotature minime vengono comunque pagate dai cittadini anche se non utilizzate: in sostanza, il presunto beneficio ottenuto dal Sindaco consiste in un numero maggiore di vuotature minime che, tuttavia, i piacentini pagano comunque in bolletta, indipendentemente dal loro utilizzo.

Una gestione che, tra promesse disattese, comunicazione opaca e costi invariati se non aumentati, ha determinato un aggravio di incombenze per i cittadini – chiamati ad una gestione più complessa dei rifiuti – ed un peggioramento evidente del decoro urbano, con una città più sporca e meno ordinata rispetto al passato.

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