“Come Commissione Politiche per la Salute e Politiche Sociali dell’Assemblea legislativa abbiamo approvato oggi il progetto di legge regionale sul suicidio medicalmente assistito. Un provvedimento importante che rafforza le tutele per i cittadini e garantisce regole chiare, uniformi e trasparenti nell’attuazione di un diritto già riconosciuto dalla Corte costituzionale”.
Lo dichiara il consigliere regionale Lodovico Albasi (pd), componente della Commissione Sanità e tra i firmatari della proposta di legge approvata oggi, che nelle prossime settimane sarà sottoposta al voto definitivo dell’Assemblea legislativa.
LA NOTA DI ALBASI
“La Corte costituzionale ha già individuato con precisione le condizioni nelle quali è possibile accedere al suicidio medicalmente assistito. Ciò che ancora manca è una legge nazionale capace di disciplinare in modo organico questa materia. In attesa di tale provvedimento nazionale ormai atteso da troppo tempo, come Regione Emilia-Romagna abbiamo scelto di intervenire nell’ambito delle nostre competenze per organizzare il percorso sanitario e garantire uguali diritti e uguali garanzie a tutti i cittadini, da Piacenza a Rimini.”
“La legge – prosegue Albasi – rende concretamente esigibile un diritto già riconosciuto dalla Corte costituzionale, definendo modalità organizzative certe e uniformi su tutto il territorio regionale. Al centro del provvedimento restano la persona, la sua dignità e il diritto all’autodeterminazione, sempre nel pieno rispetto delle rigorose condizioni stabilite dalla Consulta.”
Il consigliere regionale ricorda che potranno accedere al percorso esclusivamente le persone in possesso di tutti i requisiti individuati dalla Corte costituzionale: essere tenute in vita da trattamenti di sostegno vitale, essere affette da una patologia irreversibile fonte di sofferenze fisiche o psicologiche ritenute intollerabili, essere pienamente capaci di assumere decisioni libere e consapevoli e avere ricevuto un’informazione completa su tutte le alternative terapeutiche disponibili, comprese le cure palliative.
“La proposta di legge istituisce inoltre un percorso rigoroso di verifica attraverso le Commissioni di Valutazione Multidisciplinari di Area Vasta (CoVam), composte da professionisti di diverse discipline sanitarie, e prevede il parere obbligatorio del Comitato Regionale per l’Etica nella Clinica (COREC). Sono garantiti in ogni fase la massima attenzione clinica, il pieno accesso alle cure palliative e la possibilità per il paziente di revocare in qualsiasi momento la propria richiesta.”
“Parliamo di un tema che richiede estremo rispetto, sensibilità e responsabilità istituzionale – conclude Albasi -. Proprio per questo abbiamo scelto di costruire una legge equilibrata, rigorosa e rispettosa delle numerose pronunce della Corte, capace di assicurare certezza delle procedure, uniformità sul territorio regionale e tutela della dignità delle persone nelle situazioni peggiori che la vita possa porre davanti. Auspichiamo che anche il Parlamento possa finalmente approvare una legge nazionale.”
I Gruppi di Maggioranza in Assemblea Legislativa (PD, AVS, M5S e Civici) hanno depositato il progetto di legge regionale nel mese scorso, intitolato “Modalità organizzative per l’attuazione delle sentenze della Corte costituzionale 242/2019 e 135/2024 in materia di suicidio medicalmente assistito” ed è stato sottoscritto dai consiglieri regionali: Trande, Parma, Gordini, Paldino, Casadei, Larghetti, Calvano, Castellari, Burani, Lori, Zappaterra, Ancarani, Arduini, Bosi, Costa, Proni, Carletti, Donini, Albasi, Fornili, Critelli, Valbonesi, Sabattini, Lucchi, Muzzarelli, Lembi, Massari, Petitti.
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