«Tarasconi antepone il proprio interesse elettorale al bene della città. Su Piazza Cittadella la sindaca ha scelto la strada dell’operazione elettorale, perdendo un’occasione storica per la città, invece di cogliere l’opportunità per realizzare una piazza moderna, verde e realmente capace di rispondere alle sfide climatiche del nostro tempo».
Parte da qui l’intervento di Massimo Trespidi, consigliere comunale della civica di centrodestra, sulla decisione dell’Amministrazione Tarasconi di procedere con la gara per l’appalto integrato relativo alla riqualificazione di piazza Cittadella.
LA NOTA DI MASSIMO TRESPIDI
«Quello che contesto – spiega Trespidi – non è la volontà di riqualificare Piazza Cittadella, che è necessaria e attesa da anni, ma il modo in cui questa Amministrazione ha scelto di farlo. Tarasconi aveva davanti un’occasione storica per ripensare uno dei luoghi più importanti della città e trasformarlo in una vera piazza del futuro. Invece ha preferito correre, infischiandosene dei suggerimenti, delle idee e delle proposte dei cittadini di Piacenza, e chiudere il progetto. Una piazza contemporanea dovrebbe essere progettata innanzitutto per le persone e per il clima: più alberi, più ombra, più verde, più capacità di contrastare le isole di calore. Piazza Cittadella, invece, sarà una grande spianata pavimentata. È un’impostazione che appare già superata rispetto alle esigenze delle città moderne».
«E c’è un altro aspetto che non può essere ignorato – aggiunge Trespidi –: Piacenza, nelle progettazioni urbanistiche, con Piazza Cittadella poteva essere tra le prime città a fare un vero salto di qualità. Occorre un cambio radicale dei criteri nell’affrontare tutte le progettazioni urbanistiche, mettendo al centro il verde, l’ombra, la qualità dello spazio pubblico e la capacità di affrontare i cambiamenti climatici. Invece rischiamo di spendere male risorse pubbliche per realizzare opere che guardano al passato».
«Parliamo di 1,1 milioni di euro per una riqualificazione che fa pena – sottolinea Trespidi – e di altri 100mila euro affidati ad Arcadis per realizzare un’idea di piazza vecchia di almeno 50 anni. Sono cifre importanti, che avrebbero dovuto essere utilizzate per progettare una Piazza Cittadella all’altezza delle esigenze della Piacenza di oggi e dei prossimi decenni».
Secondo Trespidi, il problema è anche politico: «La sensazione è che la sindaca abbia anteposto la necessità di poter rivendicare rapidamente un’opera alla qualità dell’opera stessa. La sindaca vuole poter arrivare al voto dicendo di avere finalmente fatto Piazza Cittadella. Ma una città non può essere progettata in funzione del calendario elettorale».
«Tarasconi dovrebbe chiedersi che cosa serve a Piacenza nei prossimi trent’anni, non quale opera può permetterle di tagliare un nastro prima delle elezioni. Se l’obiettivo è soltanto mettere una firma su un progetto e capitalizzarlo politicamente, allora questa è una scelta legittima dal punto di vista della propaganda, ma profondamente sbagliata dal punto di vista dell’interesse pubblico. Piacenza aveva bisogno di una Piazza Cittadella davvero innovativa, verde, ombreggiata. Invece – conclude Trespidi – rischia di ritrovarsi con una piazza che nasce già vecchia».
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