“È vergognoso che la situazione sia ancora uguale a distanza di tre mesi dal tragico incidente mortale”. Parte da qui l’intervento di Massimo Trespidi, consigliere comunale della civica di centrodestra, che torna ad accendere i riflettori sull’area del polo logistico di Piacenza, all’altezza della parallela via Martelli, tra San Lazzaro e Montale, dove lo scorso aprile un giovane operaio ha perso la vita dopo essere stato travolto da un treno mentre cercava di oltrepassare la linea ferroviaria per raggiungere il luogo di lavoro.
Una tragedia che avrebbe dovuto rappresentare un punto di svolta
Una tragedia che, secondo Trespidi, avrebbe dovuto rappresentare un punto di svolta per intervenire con decisione sulla sicurezza dell’area. «Invece, a distanza di mesi, ci troviamo ancora davanti allo stesso scenario: la recinzione ferroviaria risulta danneggiata e il varco continua a rappresentare un pericolo concreto per chi, ogni giorno, attraversa abusivamente i binari per raggiungere il polo logistico».
Per il consigliere comunale non è più rinviabile un intervento strutturale da parte dei soggetti competenti. «La ferrovia deve garantire che il proprio perimetro sia completamente sicuro, impedendo accessi impropri che possono trasformarsi in tragedie come quella già avvenuta. Ma la sicurezza non si ottiene soltanto chiudendo una recinzione: servono infrastrutture adeguate che permettano ai lavoratori di arrivare al posto di lavoro senza mettere a rischio la propria vita».
Un problema che riguarda molti giovani operai
Trespidi sottolinea come il problema riguardi in particolare molti giovani operai, spesso stranieri, che si spostano quotidianamente in bicicletta o con il monopattino per raggiungere i magazzini logistici. «Sono persone che lavorano, spesso in condizioni economiche difficili, e che hanno diritto a poter arrivare al proprio posto di lavoro attraverso percorsi sicuri e dignitosi. Non possiamo accettare che l’unica alternativa veloce, per alcuni di loro, sia passare sopra i binari attraverso un varco nella recinzione».
Un collegamento dedicato e protetto
La soluzione, secondo Trespidi, deve essere un collegamento dedicato e protetto. «Serve realizzare un sovrappasso o un sottopasso che consenta di superare la linea ferroviaria in sicurezza. Un’opera che dovrebbe vedere il coinvolgimento diretto delle aziende del polo logistico e di Ferrovie, con il Comune di Piacenza chiamato a incalzare tutti i soggetti competenti affinché si assumano le rispettive responsabilità e si arrivi in tempi rapidi a una soluzione concreta. La sicurezza dei lavoratori non può essere scaricata da un ente all’altro».
Il consigliere richiama anche la situazione della pista ciclabile presente nella zona: «È paradossale che una pista lunga e ben illuminata finisca praticamente nel nulla, in una piccola area boschiva, proprio dove si trova la recinzione rotta che consente il passaggio verso i binari. Dopo la morte di quel giovane operaio ci si aspettava un intervento immediato e risolutivo – conclude Trespidi –. Il fatto che ancora oggi ci siano lavoratori che attraversano i binari dimostra che il problema non è stato affrontato alla radice. Non si può aspettare un’altra tragedia per intervenire».
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