Ca’ Torricelle: “Tutele vere e per tutti, senza dimenticare per strada alcun lavoratore”

“Nonostante i tempi stretti (la Regione ha approvato il progetto dell’Ausl di Piacenza di reinternalizzare il servizio psichiatrico Ca’ Torricelle a metà febbraio) e dal primo aprile sarà appunto gestita in modo diretto dall’Ausl. La quasi totalità dei lavoratori è stata accompagnata verso una nuova collocazione lavorativa. E questo – sottolinea Giovanni Baiardi, Responsabile Terzo Settore della Fp Cgil Piacenza – anche grazie alla disponibilità dell’Azienda Usl, con la quale il dialogo non è mancato e che abbiamo incontrato insieme alle altre organizzazioni sindacali la settimana scorsa.”

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Riceviamo e pubblichiamo la nota di Fp Cisl.

Mentre la locomotiva della reinternalizzazione prosegue senza sosta, i lavoratori devono amaramente e drammaticamente fare i conti su cosa gli succederà dal 1 aprile e cioè fra poco meno di due giorni, fatta eccezione per chi, con le proprie forze (senza aiuti da parte dell’Azienda USL, committente del servizio ), è riuscito a trovare una nuova occupazione, anche se a termine o a condizioni contrattuali diverse o inferiori.

Spiace – e non è accettabile – che in una realtà come Piacenza la scelta  fatta dal committente e cioè dalla Azienda USL sia stata quella di non governare e accompagnare un processo con i tempi che erano necessari e lasciando – di fatto – i lavoratori della cooperativa al proprio destino : non si può infatti affermare che un incontro concesso il 22 marzo (quindi una settimana prima dell’avvio dell’internalizzazione) possa essere considerato una vera ricerca di soluzioni occupazionali : auspicare che nel corso del tempo qualcuno si dimetta perché abbia trovato un altro lavoro o indire dei concorsi non risolve il problema urgente e contingente di chi non fra sei mesi, ma fra due giorni, corre il rischio di restare senza stipendio e senza lavoro . In una situazione così delicata ed in presenza di una recessione che sta colpendo tutto il paese,  appare grave ed inspiegabile il comportamento della Cooperativa Ancora, la quale ha già fatto presente che non solo non attiverà gli ammortizzatori sociali, ma che ha in predicato di sospendere a zero retribuzione i lavoratori e di proporre ricollocazioni dove disponibili con un monte ore inferiore a quello attuale e soprattutto in cantieri posti al di fuori della provincia di Piacenza . Appare pertanto del tutto chiaro che le ricollocazioni della cooperativa Ancora siano in realtà finalizzate a far rassegnare le dimissioni al personale ad oggi in esubero in modo tale da bypassare sia il divieto di licenziamento per ragioni economiche previsto dai vari DPCM e Decreti Legge, sia il ricorso agli ammortizzatori sociali che costituisce per l’azienda un costo se pure molto piccolo. Questo per CISL FP è un comportamento cinico ed ingiustificabile per una cooperativa sociale delle dimensioni e dell’importanza che ha Ancora coop.soc.

E chi, ancora una volta, sta pagando il conto più salato di tutti, sono proprio quei  lavoratori maggiormente vulnerabili, ai quali si chiede di confidare nel buon cuore di altre cooperative del territorio o di tentare la fortuna partecipando a un concorso, magari per andare a operare come libero professionista e non come dipendente, oppure chi è già inserito in qualche graduatoria ma adesso potrà contare solo su un contratto a termine, nella migliore delle ipotesi.

Non crediamo che ci sia nulla di cui essere soddisfatti: le tutele , per essere tali, sono frutto di un percorso e di scelte chiare : quando i problemi vanno ad autoriparazione o quando si   risponde ai bisogni dell’oggi invocando soluzioni coniugate al condizionale, si è persa una grande opportunità.

Ecco perché la CISL Funziona Pubblica rinnova la richiesta di proroga del servizio e invita sia l’Azienda USL di Piacenza che la Cooperativa Ancora a passare dalle parole ai fatti: tutele vere e per tutti, senza dimenticare per strada nessun lavoratore: solo così potremo dire di aver fatto un buon lavoro nell’interesse di tutta la collettività piacentina.

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