Un luogo sicuro dove donne vittime di violenze o maltrattamenti possono trovare casa. Rinasce così un bene confiscato alla mafia e restituito alla comunità grazie al progetto di recupero degli immobili espropriati.
L’edificio recuperato, “Casa Rifugio Donne”, grazie ai fondi regionali e comunali è stato trasformato in un grande appartamento con tre camere da letto, un soggiorno, una cucina e due bagni, pronto per ospitare fino a tre nuclei familiari composti da donne in difficoltà o in pericolo.
L’inaugurazione oggi a Carpaneto Piacentino (Pc) in un incontro pubblico con il sindaco, Andrea Arfani, e l’assessora regionale alla Legalità, Elena Mazzoni, nell’ambito delle iniziative promosse nella Settimana della legalità. Con loro anche gli assessori comunali di Carpaneto Silvia Rapaccioli (politiche per le Famiglie) e Mario Pezza (Lavori pubblici), il Consigliere delegato alle Politiche socio-sanitarie di Carpaneto, Maria Luisa Rossi, e la direttrice del Distretto di Levante, dottoressa Evelina Cattadori.
Andrea Arfani Sindaco di Carpaneto
La struttura ospiterà delle donne con o senza figli in situazioni di difficoltà, come chi è stata vittima di violenza. Quindi passata la fase del codice rosso, quando si tratterà di costruire un progetto per loro di carattere stabile, continuo, con un obiettivo di reinserimento, di tutela, questo immobile sarà a disposizione per essere un luogo sicuro dove stare durante la fase di ricostruzione della loro vita.
Un luogo sicuro è importante più che mai in questo presente
L’idea di questo tipo di destinazione per l’immobile ci è venuta proprio perché qualche anno fa abbiamo avuto un episodio di questo tipo a Carpaneto. In particolare si trattava di una ragazza con un bimbo che era stata allontanata da casa e non sapevamo dove farla stare. Memori di quell’esperienza abbiamo pensato a un progetto proprio per le persone che hanno questa necessità.
Il progetto di recupero e ristrutturazione edile “Dalla mafia alla rinascita per le donne in difficoltà”ha avuto un costo totale di 92mila euro di cui 73.600 di contributo regionale. È la prima struttura di questo tipo nel territorio di Carpaneto.
“Nell’ambito della Settimana della Legalità 2026- ha affermato Mazzoni-, presentiamo un progetto fondamentale: la realizzazione di una Casa Sicura dedicata all’accoglienza e alla protezione delle donne vittime di violenza. La legalità non è solo rispetto delle regole, ma cura della comunità e protezione dei più fragili. Il contrasto alle mafie si misura nei territori, giorno dopo giorno, con azioni concrete e scelte coerenti. Solo unendo istituzioni, associazioni, scuole, imprese e cittadini possiamo costruire comunità più forti e meno esposte ai tentativi di infiltrazione”.
Beni immobili confiscati: l’impegno della Regione
L’Emilia-Romagna è la terza regione del Nord Italia per numero di beni immobili confiscati alla criminalità organizzata. A oggi, 49 sono i beni immobili recuperati con il sostegno della Regione e riutilizzati per finalità sociali in Emilia-Romagna. Dal 2011, la Regione è intervenuta con finanziamenti per oltre 7,8 milioni di euro. per favorirne il riutilizzo per finalità sociali.
In provincia di Piacenza i beni recuperati sono due, a Calendasco e a Carpaneto Piacentino con contributi regionali complessivi per oltre 442mila euro.
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