In riferimento alla segnalazione relativa a presunte violazioni urbanistico-edilizie in località Costa Chiappona, nel Comune di Gazzola, e in relazione ad alcune notizie pubblicate da media locali, la Provincia di Piacenza precisa di aver trasmesso il 15 luglio scorso una nota alla Regione Emilia-Romagna, inviata per conoscenza anche al Sindaco di Gazzola e alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Parma e Piacenza, con l’obiettivo di chiarire il quadro delle competenze previsto dalla normativa regionale.
Nella propria comunicazione la Provincia evidenzia che l’eventuale esercizio dei poteri sostitutivi provinciali può essere attivato esclusivamente in presenza di un accertamento formale da parte del Comune competente dell’effettiva sussistenza di un abuso o di una violazione urbanistico-edilizia: le valutazioni richiamate nella nota regionale, formulate in termini di ipotesi o presunzione, non costituiscono infatti l’accertamento richiesto dalla legge quale presupposto necessario per l’adozione di un provvedimento di sospensione dei lavori. Non è in sostanza possibile emanare un provvedimento di sospensione in assenza di un accertamento formale dell’abuso che spetta al Comune, titolare del titolo edilizio.
Regione Emilia-Romagna ha infatti demandato al Comune il procedimento di riesame del permesso di costruire.
In assenza dell’accertamento comunale richiesto dalla legge, la Provincia di Piacenza non dispone dei presupposti giuridici necessari per adottare direttamente un’ordinanza di sospensione dei lavori, trattandosi di un potere che la normativa attribuisce in prima istanza al Comune competente.
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