Gls, facchini in protesta sul tetto dell’azienda: “Licenziamenti ingiusti” – VIDEO

GLS, i lavoratori salgono sul tetto dell’azienda per protesta. E’ accaduto questo pomeriggio, nello stabilimento di Montale. Si tratta dei facchini recentemente licenziati dalla compagnia di logistica. Un licenziamento ingiusto, secondo il sindacato USB a cui appartengono.

“I licenziati da GLS hanno scelto una forma di lotta molto radicale ed estrema per protestare contro una misura estrema che vivono come estremamente ingiusta”. E’ il commento di Roberto Montanari, segretario provinciale di USB.

“La società SEAM, la fornitrice di servizi nell’hub piacentino della multinazionale della logistica li aveva licenziati perché “troppo conflittuali”, infatti i 33 iscritti ad USB avevano dato corpo ad un ciclo di lotte e scioperi tendenti ad ottenere condizioni di sicurezza sul posto di lavoro dopo che erano stati aggrediti in 3 da un “caporale”. Si trattava solo dell’ultimo di una serie infinita di episodi di aggressione e violenze subite nel magazzino”.

“Quello che comincia a palesarsi è il fatto che questo pretestuoso licenziamento plurimo per motivi disciplinari ha fatto da apripista ad una dichiarazione di esubero per altri 54 lavoratori”.

“Vogliono intimidire i lavoratori e il loro sindacato per far passare misure di ristrutturazione che tagliano posti per aumentare profitti. Hanno fatto male i loro calcoli, e la risposta dei 33 licenziati è nel segno della più ferma determinazione”.

“USB è al loro fianco e chiede l’apertura di un tavolo di confronto per riportare i licenziati al lavoro, per ridare serenità e sicurezza ad un magazzino nel quale il lavoro non manca”.