A Marco Bellocchio la Palma d’Oro d’Onore al Festival di Cannes

A Marco Bellocchio, il regista del Principe di Homburg, della Balia, dell’Ora di Religione, di Vincere e del Traditore, per citare solo alcuni dei film presentati al festival, andrà la Palma d’oro alla carriera durante la serata finale. Lo ha annunciato oggi il festival di Cannes che dopo Jodie Foster, rende noto il secondo premio onorario dell’edizione 2021 in programma dal 6 al 17 luglio.

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Bellocchio presenterà anche, nella sezione Cannes Premiere, il suo nuovo atteso film: “Marx può aspettare”.

Venerdì 16 luglio, l’81enne regista di Bobbio, incontrerà il pubblico nell’ambito del “Rendez-vous avec…”.

Marx può aspettare è un documentario dolorosamente personale in cui Bellocchio cerca di capire retrospettivamente, umilmente, il suicidio del fratello gemello all’età di 29 anni. Una tragedia familiare dalla quale non si è mai davvero ripreso, diventata allo stesso tempo fonte di senso di colpa e di ispirazione. Mescolando estratti dei suoi film e conversazioni con i suoi parenti, Bellocchio indaga sulla figura fraterna che più o meno direttamente è dentro la sua filmografia.

Le felicitazioni dell’assessore Jonathan Papamarenghi

Interviene l’assessore alla Cultura del Comune di Piacenza Jonathan Papamarenghi a felicitarsi con il grande maestro Marco Bellocchio perché dieci anni dopo il Leone d’oro alla carriera a Venezia, il 16 luglio riceverà la Palma d’oro d’onore al Festival di Cannes: “Un riconoscimento che rende onore non solo a uno dei più grandi registi viventi, che con le sue opere lascia un profondo segno nella storia del cinema, ma anche all’intera comunità piacentina.

Questo riconoscimento è la conferma delle tante sfide che il regista piacentino ha affrontato attraverso i suoi film, scavando nel profondo, lavorando con passione e dedizione, regalando opere che appartengono alla nostra storia”. Conclude l’assessore: “Il fatto che la Palma d’oro d’onore nei 74 anni della storia del Festival di Cannes sia stata assegnata soltanto cinque volte e precisamente ai registi Clint Eastwood, Agnés Varda, Francis Ford Coppola, Bernardo Bertolucci e Manoel de Oliveira, conferma il prestigio di Marco Bellocchio e l’importanza di questo riconoscimento. Ergo, le felicitazioni più autentiche e sincere”.

I complimenti della Regione

“I più sinceri complimenti a Marco Bellocchio, un Maestro del cinema internazionale. Si tratta di un riconoscimento prestigioso e meritatissimo, che ci riempie di orgoglio, perchè va a premiare un regista emiliano-romagnolo intimamente legato alla sua terra, e a Bobbio in particolare”. Così il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicori, dopo la notizia che Bellocchio riceverà la Palma d’Oro d’Onore del 74esimo Festival di Cannes, che riaccenderà gli schermi Oltralpe dal 6 al 17 luglio.

L’annuncio è arrivato dal direttore della manifestazione, Thierry Frémaux, che si è detto onorato di poter conferire questo prestigioso riconoscimento al talento e alla carriera di un Maestro che ha percorso oltre mezzo secolo di storia. La cerimonia di premiazione avverrà nella serata finale del festival.

“Bravissimo Bellocchio, che con i suoi film- aggiungono Bonaccini e Felicori- è riuscito a raccontare con profonda lucidità l’incessante fluire della storia italiana e dei suoi protagonisti, con le loro mille contraddizioni. Un riconoscimento meritato a cui la Regione aggiunge la gratitudine per le opere compiute e l’attesa per le storie da raccontare ancora sul grande schermo, oltre che per l’impegno in importanti rassegne nel territorio. Le sue opere rappresentano un esempio peri i giovani che si avvicinano alla regia e un racconto che tutti vorremmo non finisse mai”.

Verso la fine del Festival è prevista l’anteprima mondiale di “Marx può aspettare”, film con cui il cineasta di Bobbio esorcizza, come mai ha fatto prima, il dolore mai sopito per il suicidio del gemello Camillo, morto il 27 dicembre 1968 a soli 29 anni. La sua storia rivivrà attraverso la memoria familiare e la ricostruzione di un’epoca rivoluzionaria, intrecciando idealmente il lavoro e il pensiero di una vita.

Il film, prodotto da Kavac Film, IBC Movie e Tender Stories con Rai Cinema, sarà nelle sale italiane dal 15 luglio, grazie a 01 Distribution.  

Autore e regista di capolavori che spaziano dagli esordi de “I Pugni in tasca” (1965) all’acclamato “Il Traditore” (2019), Bellocchio – 82 anni il prossimo novembre – è sempre rimasto legato alle proprie origini. 

Nel 2014 è stato nominato infatti Presidente della Fondazione Cineteca di Bologna e, nella natia Bobbio – in Val Trebbia, Appennino piacentino -, il cineasta ha fondato e presiede la Fondazione “Fare Cinema”, centro di alta formazione cinematografica che offre ogni anno corsi progettati e costruiti coinvolgendo, nella direzione didattica e nella docenza, registi, sceneggiatori, autori e professionisti del settore, di altissimo profilo artistico.

Grazie a lui, è attivo da anni il Bobbio Film Festival, manifestazione che ogni anno propone la migliore cinematografia italiana di recente produzione.   

Dopo “Marx può aspettare”, che ha anche ricevuto il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, Bellocchio sta ultimando una serie su Aldo Moro e sta già lavorando a un progetto importante che troverà realizzazione proprio in Emilia-Romagna.

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