Lunedì 2 marzo, al Centro Culturale di San Nicolò, si è svolta una serata di approfondimento sul referendum per la riforma della giustizia in programma il 22 e 23 marzo, promossa dal centrodestra unito.
LA NOTA DEL CENTRODESTRA
A moderare gli interventi è stata il sindaco di Rottofreno Paola Galvani, che ha aperto l’incontro con un saluto istituzionale e un forte richiamo al valore del voto: il sindaco ha ricordato che si tratta di un referendum confermativo senza quorum, in cui “conta ogni singolo voto, a prescindere dal numero dei votanti”, invitando i cittadini a informarsi e a non disertare le urne, “qualunque sia la scelta tra Sì e No, perché l’esercizio del voto è un dovere verso chi, prima di noi, si è battuto perché potessimo esercitarlo”.
La parte tecnica: Cattivelli, “separazione delle carriere per un giudice davvero terzo”
Il primo intervento di merito è stato quello dell’avv. Romina Cattivelli, vice presidente della Camera Penale di Piacenza, che ha illustrato i punti principali della riforma dal punto di vista tecnico-giuridico.
Cattivelli ha richiamato il senso del “giusto processo” introdotto dall’art. 111 della Costituzione, spiegando che la separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici è il completamento logico di quel principio: due percorsi distinti, due formazioni diverse, senza possibilità di passaggio da una funzione all’altra, per garantire la reale terzietà del giudice rispetto all’accusa e alla difesa.
La penalista ha illustrato anche la previsione di due distinti Consigli superiori della magistratura e l’istituzione di una Alta Corte disciplinare, organi chiamati a occuparsi in modo più trasparente delle carriere e delle eventuali responsabilità disciplinari dei magistrati, con componenti in parte eletti e in parte sorteggiati, proprio per ridurre il peso delle correnti.
Minari: “Una riforma di buon senso, non di bandiera”
È quindi intervenuto Marcello Minari, coordinatore provinciale di Forza Italia, che ha posto l’accento sul profilo politico-istituzionale della riforma, definita “una riforma di buon senso, non di bandiera”.
Minari ha ricordato come il sostegno al Sì arrivi anche da personalità “esterne al campo del centrodestra”, a conferma del carattere non ideologico dell’intervento sulla giustizia.
Ha inoltre respinto le accuse secondo cui la riforma consegnerebbe la magistratura ai partiti, sostenendo invece che l’obiettivo è de-politicizzare il sistema, limitando il potere delle correnti interne e rendendo più trasparente la composizione del CSM attraverso il sorteggio tra magistrati in possesso dei requisiti.

Tagliaferri: “Più garanzie e meno sperequazioni”
Il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri ha richiamato la necessità di una riforma “attesa da decenni” per restituire ai cittadini la percezione di una giustizia equilibrata.
Tagliaferri ha criticato il tentativo di trasformare il confronto referendario in uno scontro ideologico, sottolineando come la separazione delle carriere e l’Alta Corte disciplinare servano a rafforzare le garanzie di equità per chi viene giudicato e, allo stesso tempo, a valorizzare il lavoro della grande maggioranza dei magistrati che svolgono seriamente il proprio ruolo.
Rancan: “Superare il sistema delle correnti, come già avviene nelle democrazie più avanzate”
Il segretario regionale della Lega Emilia, Matteo Rancan, ha insistito sul tema delle correnti nella magistratura, ritenute uno dei principali fattori di squilibrio del sistema.
Rancan ha ricordato come nei principali Paesi occidentali le carriere di giudici e pubblici ministeri siano già separate e ha messo a confronto l’elenco delle democrazie che adottano questo modello con quello degli Stati in cui tale separazione non esiste, tra cui l’Italia.
Secondo il segretario leghista, l’introduzione del sorteggio per parte dei componenti degli organi di governo autonomo della magistratura è lo strumento più efficace per spezzare i meccanismi di potere consolidati, “restituendo piena libertà a chi vuole giudicare solo secondo legge e coscienza”.
Foti: “Una riforma al servizio dell’Italia, non contro la magistratura”
A chiudere la serata è stato l’intervento del Ministro per gli Affari Europei on. Tommaso Foti, che ha ripercorso le tappe parlamentari della riforma, ricordando come essa si inserisca nel solco del giusto processo già introdotto nel 1999.
Foti ha contestato le “fake news” circolate nelle ultime settimane, chiarendo che l’indipendenza della magistratura resta scolpita in Costituzione e che il sorteggio è già previsto per altri organi di garanzia, come il Tribunale dei Ministri e, in casi particolari, la stessa Corte costituzionale.
Il Ministro ha richiamato il ruolo della cosiddetta “maggioranza silenziosa”:
l’esito del referendum, ha sottolineato, dipenderà dalla partecipazione di chi crede nella necessità di una giustizia più equilibrata e meno condizionata dalle correnti, invitando quindi a recarsi alle urne il 22 e 23 marzo e a votare Sì.
La serata si è conclusa con un lungo applauso ai relatori e con l’impegno, da parte delle forze del centrodestra presenti, a proseguire nei prossimi giorni con ulteriori momenti di informazione sul territorio, affinché ogni cittadino possa maturare una scelta consapevole di fronte a un passaggio ritenuto decisivo per il futuro del sistema giudiziario italiano.
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