Rifiuti dalla Liguria, Europa Verde: “La giunta monetizza la salute dei piacentini, una decisione presa senza partecipazione”

Si torna a parlare dei rifiuti liguri che dovrebbero essere smaltiti dall’inceneritore di Piacenza. Riceviamo e pubblichiamo la nota di Europa Verde.

LA NOTA DI EUROPA VERDE

Nel 2023 sappiamo bene quanto e come i rifiuti possano essere un danno per il pianeta. La parola stessa “rifiuto” indica qualcosa, di solito uno scarto, di ci si vuole liberare (normalmente) nella forma più consona, cercando di ridurre al minimo la sua produzione.

Questa piccola osservazione, per un certo senso banale, in realtà banale non è visto che ci riguarda in prima persona.

Europa Verde infatti, partendo dall’ articolo apparso sul quotidiano on line “Piacenzasera” e dalle dichiarazioni lasciate dall’ Ass. all’ Ambiente Groppelli Serena in merito alla famigerata richiesta di aiuto della Regione Liguria di bruciare 7000T di rifiuti, non riesce a comprendere il non-sense di una questione “rifiuti” tanto delicata.

Si, proprio un non-sense, visto che pare non sia stato interpellato nessuno con cui discutere ed affrontare/valutare la questione. Questa amministrazione che vuole fare della “partecipazione” il suo fiore all’ occhiello, a quanto pare, non ha portato la richiesta fatta dalla Regione Liguria in consiglio comunale (organo democraticamente eletto e luogo e preposto a dare la voce ai cittadini mediante consiglieri democraticamente eletti).

Inoltre, come chiarire l’affermazione in cui la decisione non poteva essere portata in consiglio quando la stessa regione con Delibera N° 2256 e sed N° 52 del 19/12/2022 a pag 3 ultimo capoverso che recita testualmente “Acquisito per via brevi l’ Ass. dell’ Amministrazione comunale sede dell’ impianto di termovalorizzatore si è resa disponibile all’ accoglimento della richiesta” ?

Ciò dimostrerebbe che è stata presa una decisione, senza neppure consultare il consiglio comunale e che non è imputabile all’amministrazione regionale, facendosi beffe della più elementare delle regole democratiche.

Colpisce pure il silenzio assordante dei consiglieri cosidetti “coraggiosi” (la lista rosso-verde della coalizione della sindaco Tarasconi) rappresentati da Boris Infantino e da Matte Anelli front-man della logistica di Roncaglia o della Costanza Poli dei Frady For Future. Silenzio, anche questo, definibile non-sense.

Parliamo di un inceneritore che avrebbe dovuto terminare il suo ciclo di vita già da tempo (ricordiamo che la vita di un inceneritore è di 20 anni) e che, con la scusa del teleriscaldamento, non si è fatto altro che prolungarne la vita spacciandolo (da affermati ex-politici piacentini oggi direttori di coop) come fonte ecologica.

Bruciare rifiuti è una scelta ecologista? Valutiamo bene. Bruciamo rifiuti, che producono polveri sottili e sostanze nocive che circolano nell’aria che respiriamo (e forse qualcuno dimentica che viviamo nella pianura padana (una fossa in cui non circola aria), zona tra le più inquinate d’ Europa per le polveri sottili..)

Ma qualcuno pensa solo che bruciamo rifiuti per produrre calore e che, quasi quasi, ci conviene bruciare più rifiuti per produrre più calore. Oddio, altro non-sense. I Rifiuti che non dovremmo produrre per non rovinare il pianeta ce li fanno desiderare per produrre calore. Forse sembra un cane che si rincorre la coda.

Ricordiamo inoltre che l’ acqua calda che esce dall’ inceneritore deve a sua volta essere riscaldata (vedi la centrale di riscaldamento posto in via diete di roncaglia) poiché, vista la distanza dal centro, troppo lontana arriverebbe nelle abitazioni a temperatura bassa.

Concludiamo ricordando all’Assessore Groppelli che, se vuole dare solidarietà alla Regione Liguria, nessuno glielo vieta , ma anzi siamo pronti ad aiutare il prossimo. Ma  si tratta davvero di semplice solidarietà? Se così fosse non avrebbero senso i 20€ a T di rifiuto conferito che la società IREN versa nelle casse del comune di Piacenza. Se invece dobbiamo dare un senso a questi 20€ riusciremmo solo a pensare che si sta monetizzando la salute dei piacentini e trasformando in una mega pattumiera di rifiuti  la nostra amata Piacenza per i prossimi 30 anni a favore degli utili di IREN e delle tasche di pochi altri.

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