Trent’anni fa la prima Placentia Marathon, mille atleti sfidarono la grande nevicata e il gelo: “Il tè caldo per lavarsi le mani”. Una targa in Largo Anguissola – FOTO, VIDEO, AUDIO

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“C’era talmente freddo che ci lavavamo le mani con il tè caldo”. Una frase che inquadra alla perfezione lo spirito di quella prima edizione della Placentia Marathon di trent’anni fa.

E’ il 6 gennaio 1996. La Placentia Marathon for Unicef esordisce nel territorio piacentino. E’ l’inizio di una tradizione sportiva, la nascita di quello che oggi è uno dei simboli del nostro territorio.

La prima edizione

E le circostanze che accompagnano quella storica giornata contribuiscono alla leggenda. Già perché la prima Placentia Marathon si corre sotto una nevicata intensa che accompagna gli atleti lungo tutto il percorso, rendendo la gara impegnativa e spettacolare.

L’azzurro Davide Milesi prende il comando fin dalle prime fasi e vince in solitaria, mentre Subacchi è costretto al ritiro. Sorprende il marocchino Boulboul, brillante secondo al debutto, e si mette in evidenza il giovane piacentino Ferracuti, nono assoluto e primo degli atleti locali.

In campo femminile brilla Giuseppina Cecco, capace di imporsi con decisione nonostante il tracciato innevato e il freddo pungente. Oltre mille iscritti sfidano condizioni difficili in una giornata leggendaria. L’arrivo nella Galleria e la grande partecipazione di pubblico rendono questa prima edizione un momento fondativo della storia della manifestazione.

Oggi, 6 gennaio 2026, Piacenza sceglie di ricordare quel giorno. In Largo Anguissola, dove tutto è iniziato, organizzatori di ieri e di oggi, istituzioni, associazioni, sponsor storici hanno voluto celebrare la Placentia Marathon (oggi Placentia Half Marathon) con una targa che ne celebra il ricordo. Durante la mattinata hanno preso la parola anche gli atleti che allora erano presenti e che hanno sfidato il gelo per contribuire a scrivere una pagina leggendaria della nostra Piacenza.

Non poteva mancare un ricordo di Gianni Cuminetti, storico presidente provinciale dell’Unicef. La manifestazione, infatti, prese vita insieme a lui. Radio Sound, che ha seguito in diretta la mattinata, ha poi raggiunto telefonicamente alcuni protagonisti di quel giorno, tra cui l’ex questore Adamo Gulì e il vincitore di quella edizione, il già citato Milesi.

Michele Marescalchi, figura storica e coordinatore della Placentia Half Marathon, ha invitato Milesi alla prossima edizione della manifestazione, in programma il 10 maggio, ospite speciale per celebrare degnamente i trent’anni.

Il ricordo degli atleti che c’erano

“La prima gara non si scorda mai. È stata la famosa maratona bianca, è stata bellissima. Già in partenza non si sapeva se saremmo riusciti a partire. Poi siamo partiti finalmente, è stata bella”.

“Ricordo che si scivolava, non si stava in piedi, però siamo arrivati. L’importante è sempre arrivare, in quel caso era ancora più importante. Per fortuna non ci sono stati problemi. La prima è indimenticabile, secondo me è ripetibile un’emozione del genere”.

“Che ricordo ho di quel giorno? Le temperature, tra l’altro io ero in maglietta e pantaloni corti. È andata bene tutto perché ero in forma quel periodo lì. E’ stata un’emozione incredibile, poi arrivare al traguardo insieme agli amici è stata una cosa bellissima”.

Il ricordo degli organizzatori

“Quel giorno abbiamo trascorso 48 ore interrotte guardando il cielo, sperando che smettesse di nevicare. Allora non c’erano ancora delle previsioni così certe come oggi e si andava un po’ a guardare, ascoltare un po’ le nuvole, commenta Alessandro Confalonieri, storico organizzatore insieme a Pietro Perotti.

“Fu una notte molto impegnativa per tutti, noi eravamo già qui allo stadio da tre o quattro giorni per l’accoglienza degli atleti e fino alla mattina, proprio alle 8 non avevamo idea se la manifestazione potesse partire. Dalle 8 alle 9 abbiamo visto la città di Piacenza, il mondo del volontariato, le associazioni. Arrivavano persone da ogni angolo con le scorpe, i badini per la neve e con un grandissimo lavoro, non ho idea neanche come sia stato possibile, è stato sgombrato il piazzale, gli ultimi 100 metri di pista atletica all’interno dello stadio Garelli per l’arrivo”.

“C’erano davvero più di 30 centimetri e continuava a nevicare. Poi al momento della partenza, con la polizia municipale sono arrivati i mezzi spalaneve e siamo riusciti a far partire la gara che si proiettava verso la Graziano Visconti. Su 700 partenti, 477 eroi sono arrivati in piazza Cavalli. Abbiamo contato circa una quarantina di piacentini, sono quasi tutti qua oggi e questa è una cosa meravigliosa”.

“Molti ancora, da allora, la chiamano la Maratona della Neve, non la Maratona della Piacenza, la Maratona della Neve. Devo dire che la neve ha rappresentato un vero lancio promozionale, forse meglio di un grande risultato tecnico. È stato uno spettacolo, ha fatto la storia”, commenta Michele Marescalchi.

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