Rifiuti, commercianti preoccupati per l’avvio della raccolta puntuale: “Decoro, contenitori insufficienti, orari inadatti”

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Piacenza ha avviato, a partire da inizio gennaio, il nuovo sistema di raccolta puntuale dei rifiuti, con l’obiettivo di favorire la massima differenziazione possibile e collegare la tariffa Tari alla quantità di residuo indifferenziato effettivamente conferita.

Una rivoluzione già operativa in molte città vicine, che tuttavia sta suscitando dubbi e preoccupazioni non solo tra i cittadini, ma anche tra le categorie economiche, in particolare tra i commercianti del centro storico.

Le principali criticità segnalate riguardano la frequenza e gli orari della raccolta, giudicati poco compatibili le aperture dei negozi, come sottolinea Gianluca Brugnoli, presidente dell’associazione Vita in Centro:

«In alcune zone, ad esempio, i vuotamenti dei bidoni indifferenziati sono previsti il giovedì dalle 18 alle 20, in altre la domenica nello stesso orario, ossia quando gli esercizi sono chiusi ed è dunque materialmente impossibile per i titolari esporre i contenitori».

A queste difficoltà si aggiungono problemi pratici legati alla gestione dei rifiuti: i bidoni disponibili non sempre risultano sufficienti per coprire l’intervallo tra i passaggi, costringendo a trovare spazi provvisori per lo stoccaggio, cosa non semplice, soprattutto in centro storico.

«Alcuni colleghi, in particolare i pubblici esercizi, – racconta Brugnoli – si sono organizzati e a fine giornata caricano i sacchi in macchina e li portano alle campane posizionate in varie zone della città. Si può fare, ma è un ulteriore aggravio che ricade sulle nostre spalle, a fronte di un servizio che già ci costa parecchio e che ora rischia di trasformarsi in disservizio».

«Altri colleghi – continua il presidente di Vita in Centro – segnalano il tema del decoro. Stiamo assistendo a un proliferare di bidoni sui marciapiedi, anche in prossimità delle nostre attività, e purtroppo anche a casi di abbandono selvaggio di sacchi di spazzatura. Non un bel vedere nel salotto buono della città».

Infine, c’è forte preoccupazione per l’impatto economico che questo sistema di tariffazione puntuale avrà sulle attività. Se per i cittadini il vicesindaco Matteo Bongiorni aveva anticipato un costo indicativo di 1,5-2 euro per eventuali svuotamenti supplementari, per le imprese la cifra definitiva sarà definita solo il prossimo aprile.

«È difficile programmare i costi – commenta Brugnoli – se nessuno sa quale sarà l’esborso economico per ogni svuotamento oltre i 12 già compresi. Temiamo una stangata che dovremo pagare fra un anno e di cui, per altri quattro mesi almeno, non avremo alcuna contezza».

Per rispondere ad alcune delle legittime richieste delle categorie economiche, ieri (martedì 13 gennaio) l’assessore all’Ambiente, Serena Groppelli e alcuni rappresentanti di Iren hanno incontrato le associazioni che fanno parte della Cabina di Regia del Comune di Piacenza, nel tentativo di trovare soluzioni condivise per superare le criticità emerse.

Iren e Comune hanno manifestato «la massima disponibilità a venire incontro alle esigenze di commercianti ed artigiani», cercando di individuare aggiustamenti e correttivi per migliorare il servizio. Anche i singoli imprenditori – è stato garantito – possono prendere contatto con l’assessorato o con la società di raccolta per esporre esigenze specifiche e lavorare a una strategia coordinata ed efficace.

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