Nel contesto di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Piacenza, i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Fiorenzuola d’Arda hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Piacenza, nei confronti di due giovani marocchini, ritenuti responsabili di una attività di spaccio di sostanze stupefacenti in una zona della Val d’Arda.
L’indagine
L’indagine ha permesso di accertare che i due pusher, di 18 e 21 anni, irregolari e senza fissa dimora, operavano con ruoli ben definiti all’interno di una loro rete stabile e strutturata. Le cessioni di cocaina, eroina e hashish avvenivano prevalentemente nella zona rurale denominata “I Martani” nel Comune di Castell’Arquato, luogo scelto per la sua posizione isolata e per la possibilità di sfruttare boschi e campi come nascondigli e vie di fuga.
Uno degli indagati gestiva i contatti telefonici con gli acquirenti, raccogliendo ordinazioni e fornendo indicazioni logistiche, mentre l’altro usciva dal bosco al momento dello scambio, consegnando la sostanza e riscuotendo il denaro.
L’operazione dei carabinieri
Alcuni giorni fa, i carabinieri della Val d’Arda hanno così predisposto un’operazione di cinturazione dell’area, sorprendendo sul posto uno dei due trovato e fermato nei pressi della zona di spaccio. Il secondo giovane, che si era immediatamente dato alla fuga, è stato attivamente ricercato nelle ore successive e infine fermato due giorni dopo presso l’aeroporto di Bergamo-Orio al Serio, dove stava tentando di imbarcarsi su un volo diretto all’estero.
Le segnalazioni dei cittadini
L’indagine ha avuto origine a seguito di ripetute segnalazioni da parte dei cittadini, preoccupati dal via vai di auto sempre nella stessa zona e dalla continua presenza di noti tossicodipendenti. I militari quindi hanno avviato attività di osservazione e, in varie occasioni, hanno proceduto a controlli d’iniziativa, utili a ricostruire ed individuare gli strumenti chiave per la gestione delle ordinazioni di stupefacente ai due pusher. L’analisi dei tabulati telefonici ha permesso di ricostruire la fitta rete di contatti mantenuti dagli indagati con numerosi acquirenti.
Complessivamente, sono state identificate oltre quindici persone, perlopiù abituali assuntori di droga, che hanno ammesso di aver acquistato sostanza stupefacente dagli indagati con cadenza regolare, in alcuni casi anche due o tre volte a settimana.
Lo spaccio
L’attività di spaccio è risultata attiva nel corso degli ultimi mesi del 2025 e si è protratta senza interruzione fino ai primi giorni di gennaio 2026. In tale arco temporale sono state documentate numerose cessioni di cocaina, eroina e hashish, per un volume stimato di oltre cento dosi complessive, con un rilevante giro economico illecito. Uno degli episodi più significativi risale proprio al 9 gennaio 2026, giorno in cui è stato controllato e fermato un furgone appena uscito dalla zona boschiva.
Il passeggero, già noto ai militari, ha consegnato spontaneamente alcune dosi di cocaina appena acquistate dai due giovani pusher. Con l’arresto di entrambi i giovani si è posto fine a una rete di spaccio attiva da tempo in quella zona della Val d’Arda. I carabinieri rinnovano l’impegno quotidiano nella tutela della sicurezza e della legalità, ringraziando la cittadinanza per le segnalazioni che hanno dato impulso a questa operazione
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