Modellistica per la salute delle piante, recentemente all’Università Cattolica si è svolto un Forum che ha messo sotto i riflettori gli strumenti, i metodi e le nuove sfide del settore. Sul tema è intervenuta a Radio Sound Paola Battilani direttrice del Centro di Ricerca per la modellistica per la salute delle piante.
L’evento ha permesso di analizzare gli aspetti più rilevanti e il futuro della modellistica per la salute delle piante, analizzando strumenti e metodi. Lo sviluppo e l’applicazione di modelli utilizza dati meteorologici e relativi alla salute delle piante.
Il forum è stato un momento molto interessante – spiega Paola Battilani – in cui abbiamo visto come i partecipanti, rappresentanti di vari mondi, si sono confrontati sul significato e sull’utilizzo dei modelli per la salute delle piante. Sicuramente abbiamo visto crescere l’interesse sul tema negli ultimi tempi. Infatti diverse figure credono nel supporto che i modelli possono dare per gestire al meglio la salute delle piante. Questo mi pare un ottimo risultato.
Cos’è cambiato rispetto al passato?
Prima si cercava di avere dei modelli che descrivessero quanto era successo. Poi abbiamo capito che soprattutto in un contesto di cambiamento climatico è meglio comprendere i fenomeni, più utili a livello previsionale.
L’organizzazione di queste due giornate mirava a raggiungere una molteplicità di attori, coinvolti in vario modo sul tema della salute delle piante, dal settore pubblico a quello privato, per stimolare un confronto sulla validità degli strumenti disponibili e sul percorso futuro.
Durante il Forum, poi, si sono susseguite due tavole rotonde che hanno affrontato temi attuali. Non poteva mancare una discussione su “Il contributo dell’intelligenza artificiale nello sviluppo di modelli per la salute delle piante”,connessa anche al secondo tema: “DSS e salute delle piante: come sviluppare strumenti di nuova generazione”. Nonostante l’inevitabile sottolineatura dei limiti e dell’attenzione che si deve porre nell’impiego dell’intelligenza artificiale, sono stati evidenziati aspetti che aiuteranno a migliorare i modelli e, in particolare, la possibilità di imparare dall’uso che ne fanno settori totalmente diversi da quello agronomico, a sostegno del ruolo cruciale dell’interazione fra saperi.
L’intelligenza artificiale – conclude Battilani – è efficientissima nell’elaborare informazioni esistenti e quindi in questo ci può dare un grossissimo aiuto.Naturalmente per avanzare nelle conoscenze è necessaria la presenza del ricercatore, dell’umano, che vede dove possiamo approfondire e prendere aiuti nuovi per ottimizzare le nostre attività. Nel Forum è stato sottolineato come l’intelligenza artificiale sia utilizzata in tanti settori e noi possiamo prendere spunto da ambiti anche completamente diversi da quelli agronomici per capire come l’intelligenza artificiale ci può aiutare.
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