Benessere equo sostenibile: sicurezza e lavoro punti di forza, permangono criticità per innovazione e ambiente

L’Amministrazione Provinciale di Piacenza ha pubblicato sul proprio sito istituzionale la nuova edizione 2025 del rapporto BES, che aggiorna il quadro degli indicatori sul benessere equo e sostenibile del territorio provinciale e il loro confronto con l’Italia e con l’Emilia-Romagna.

Il progetto BES

Il progetto BES delle Province nasce dalla collaborazione tra gli uffici di statistica provinciali (riuniti nel CUSPI), l’Unione delle Province Italiane e l’ISTAT, con l’obiettivo di misurare in modo sistematico e comparabile le condizioni di benessere dei territori italiani. L’edizione 2025 ha visto la partecipazione di 43 enti (34 province e 9 città metropolitane) in 9 regioni, confermando la presenza di tutte le province dell’Emilia-Romagna e del Lazio. Tutti i report 2025 sono consultabili in versione pdf sul sito del CUSPI al link www.besdelleprovince.it, dove è possibile effettuare anche l’esportazione dei dati.

Nel confronto tra la realtà locale e i contesti regionale e nazionale, il rapporto BES 2025 della provincia di Piacenza, giunto alla settima edizione, si propone di monitorare l’evoluzione del benessere del territorio sotto il profilo economico, sociale e ambientale, con particolare attenzione ai temi della disuguaglianza, della sostenibilità, della solidarietà e dell’inclusione, nonché alla riduzione dei divari di genere.H

Gli indicatori

Lo fa quest’anno attraverso una batteria di 89 indicatori (sette in più rispetto all’anno precedente), riferiti ai consueti 11 domini tematici del BES, presentati secondo l’ordine adottato nel fascicolo. Gli indicatori analizzati riguardano la Salute (9), l’Istruzione e formazione (9), il Lavoro e conciliazione dei tempi di vita (10), il Benessere economico (7), le Relazioni sociali (8), la Politica e istituzioni (4), la Sicurezza (8), il Paesaggio e patrimonio culturale (7), l’Ambiente (11, di cui 9 confrontabili con Emilia-Romagna e Italia), l’Innovazione, ricerca e creatività (7) e la Qualità dei servizi (9).

In questo contesto, l’Ufficio Statistica della Provincia di Piacenza, componente del gruppo nazionale di lavoro del CUSPI, ha contribuito all’edizione 2025 del rapporto attraverso la predisposizione e l’aggiornamento dei dati relativi ai nove indicatori della dimensione “Qualità dei servizi”.

I risultati

Venendo ai risultati conseguiti, essi confermano nel complesso, anche nell’edizione 2025, quanto emerso nelle annualità precedenti: da un lato, un posizionamento complessivamente favorevole della provincia di Piacenza nel confronto con la media nazionale, con una netta prevalenza di indicatori migliori; dall’altro, il permanere di significativi margini di miglioramento nel confronto con l’Emilia-Romagna, dove continuano a prevalere gli indicatori in cui il territorio provinciale si colloca al di sotto della media regionale.

Anche nell’edizione 2025 il confronto con l’Italia restituisce un quadro complessivamente favorevole per la provincia di Piacenza, che si colloca al di sopra della media nazionale nel 67% degli indicatori, a fronte del 31% di indicatori peggiori e dell’1% in linea con la media. Di segno opposto è invece il confronto con l’Emilia-Romagna, nel quale prevalgono gli indicatori al di sotto della media regionale (55%), rispetto a quelli migliori (42%), con un residuo 3% di indicatori in posizione di sostanziale allineamento.

Al di là di questo dato di sintesi, che rappresenta ormai un elemento strutturale del profilo BES della provincia di Piacenza, risulta particolarmente significativo approfondire l’analisi dei risultati attraverso la lettura delle singole dimensioni tematiche.

Gli ambiti in cui Piacenza spicca a livello nazionale

Da questo punto di vista, gli ambiti che nell’edizione 2025 riportano una condizione migliore di Piacenza rispetto a quella nazionale sono stati in particolare questi:

  • Salute (con 9 indicatori sopra la media Italia su 9 complessivi, soprattutto con riguardo ai più contenuti tassi di mortalità – complessiva, nella popolazione anziana e per tumore)
  • Lavoro e della conciliazione dei tempi di vita (9/10, specialmente per il tasso di disoccupazione e di occupazione giovanile e il tasso di inattività giovanile e complessivo)
  • Istruzione e formazione (7/9, in particolare per la minore dispersione scolastica implicita, la più bassa incidenza di giovani NEET e il più elevato passaggio all’università)
  • Politica e istituzioni (4/4, specialmente per la capacità di riscossione e la minore incidenza delle spese rigide sulle entrate correnti delle amministrazioni provinciali)
  • Sicurezza (6/8, sia rispetto ai temi della criminalità – omicidi, rapine e truffe – sia rispetto alla incidentalità su strade extraurbane)
  • Benessere economico (5/7, soprattutto per il più contenuto tasso di ingresso in sofferenza dei prestiti bancari alle famiglie, il maggiore importo medio annuo delle pensioni e la minore differenza di genere nella retribuzione di lavoratori dipendenti)
  • Qualità dei servizi (6/9, soprattutto con riguardo alla ridotta incidenza di interruzioni del servizio elettrico senza preavviso, alla minore durata dei procedimenti civili e alla presenza dei servizi per l’infanzia).

Le condizioni di maggiore fragilità

Al contrario, emerge una condizione di maggiore fragilità del territorio piacentino rispetto al contesto regionale per le dimensioni della

  • Ricerca e innovazione (7 indicatori su 7 sotto media, con riferimento in particolare alla mobilità dei laureati, alla propensione alla brevettazione e alla presenza di start-up innovative)
  • Salute (7/9, laddove risultano meno favorevoli i tassi di mortalità generale e quelli specifici per tumore maschili e per la fascia 20-64 anni)
  • Paesaggio e patrimonio culturale (6/7, specialmente per la densità di verde storico e la rilevanza del patrimonio museale)
  • Ambiente (6/9, con criticità legate in particolare ai superamenti dei limiti di PM2,5, agli impianti fotovoltaici installati per km2, alla loro produzione lorda e alla disponibilità di verde urbano)
  • Istruzione e formazione (6/9, in particolare per la partecipazione degli adulti ai percorsi di istruzione e formazione, la quota di laureati STEM e di laureati in generale)
  • Benessere economico (5/7, con riferimento al tasso di turisticità, al reddito medio disponibile e alle pensioni di basso importo).

I principali punti di forza

La lettura congiunta dei due confronti – nazionale e regionale – porta a considerare come principali punti di forza del territorio piacentino, nell’edizione 2025 del BES, in particolare la Sicurezza, dove 6 indicatori risultano migliori sia rispetto alla media regionale sia rispetto a quella nazionale, seguita dal Lavoro e conciliazione dei tempi di vita (7 indicatori con performance superiori a entrambe le medie) e dalla Qualità dei servizi (4 indicatori). Un posizionamento complessivamente solido emerge anche per Politica e istituzioni (2 indicatori migliori su entrambi i fronti e 2 migliori rispetto alla sola Italia) e, in misura più articolata, per le Relazioni sociali, che presentano 3 indicatori migliori rispetto a entrambe le medie ma anche alcune criticità nel confronto regionale.

La debolezza strutturale

Sul versante opposto, risultano invece dimensioni di maggiore debolezza strutturale – con una prevalenza di indicatori inferiori sia alla media regionale sia a quella nazionale – soprattutto la Innovazione, ricerca e creatività (5 indicatori sotto entrambe le medie su 7 complessivi), seguita dall’Ambiente (4 indicatori su 9) e dal Paesaggio e patrimonio culturale (3 su 7). Più articolata la situazione per l’Istruzione e formazione e il Benessere economico, dove convivono indicatori superiori al dato nazionale ma inferiori a quello regionale, evidenziando un posizionamento intermedio tra i due livelli di confronto.

Considerando, infine, i 79 indicatori confrontabili con il 2024, la dinamica degli indicatori nell’ultimo anno appare nel complesso positiva: 46 indicatori risultano in miglioramento (58%), 20 in peggioramento (25%) e 13 stabili (17%).

Le performance più favorevoli si registrano in Innovazione, ricerca e creatività (tutti gli indicatori sono in aumento) e in Lavoro e conciliazione dei tempi di vita (80% in miglioramento). Andamenti prevalentemente positivi emergono anche in Politica e istituzioni, Benessere economico e Ambiente, dove oltre due terzi degli indicatori mostrano un progresso.

La Salute mantiene un saldo positivo, pur con un peggioramento di un terzo degli indicatori, mentre in Qualità dei servizi l’evoluzione è bilanciata tra miglioramenti e arretramenti. Le maggiori criticità dinamiche si concentrano in Istruzione e formazione e soprattutto nella Sicurezza, unica dimensione in cui prevalgono gli indicatori in diminuzione (57%).

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