«Nel bacino di Piacenza i numeri sono chiari: 7 aggressioni nel triennio 2023–2025. Sono dati ufficiali, tracciati e trasmessi formalmente. A Parma, invece, il problema non è solo negli episodi ma nel metodo di rilevazione», dichiarano i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri e Priamo Bocchi.
Dai dati forniti da SETA emergono:
- 2023: 2 aggressioni (Piacenza)
- 2024: 2 aggressioni (Piacenza)
- 2025: 3 aggressioni (Piacenza)
Totale Piacenza: 7 episodi nel triennio.
Per quanto riguarda TEP (Parma), è stato precisato che non vengono classificati come dato statistico gli interventi delle Forze dell’Ordine che non abbiano prodotto una denuncia formale.
«Questo significa che il fenomeno rischia di essere sottostimato. La sicurezza non si misura solo con le sentenze, ma con tutti gli episodi di aggressione e minaccia», proseguono i consiglieri.
Fratelli d’Italia ha chiesto formalmente:
- un sistema regionale uniforme di raccolta dati;
- un report annuale comparativo per provincia e azienda;
- l’audizione in Commissione dei vertici di SETA e TEP.
«Non si tratta di polemica, ma di metodo. Se Piacenza ha dati completi, anche Parma deve avere la stessa trasparenza. La Regione non può limitarsi a rinviare ai tavoli ministeriali: la competenza sul TPL è anche regionale».
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