Autovelox, in vigore il nuovo decreto: spenti i dispositivi non omologati. Federconsumatori Piacenza: “Chiarita questione che andava avanti da tempo” – AUDIO

Autovelox, in vigore il nuovo decreto: spenti i dispositivi non omologati. Federconsumatori Piacenza: “Chiarita questione che andava avanti da tempo” - AUDIO

È entrato ufficialmente in vigore il decreto Autovelox, che introduce nuove regole per l’omologazione dei dispositivi di rilevazione della velocità. E’ stata stabilita la chiusura di oltre 800 apparecchi che non rispondono ai nuovi requisiti previsti dalla normativa. Le sanzioni elevate da autovelox semplicemente approvati, ma non omologati, non potranno più essere considerate valide.

Purtroppo è stata necessaria la Cassazionespiega Angela Cordani di Federconsumatori Piacenza –  per ottenere un decreto per evitare la marea di contenziosi nati dall’equivoco, tra autovelox semplicemente autorizzati e quelli omologati. Il decreto chiarisce definitivamente la questione, quindi ora speriamo che non ci siano altri problemi.

La distinzione tra approvazione e omologazione degli autovelox aveva alimentato negli ultimi anni numerosi ricorsi e proteste da parte degli automobilisti colpiti dalla sanzione. Con il nuovo decreto, i rilevatori di velocità non potranno più limitarsi a essere approvati, ma dovranno superare un rigoroso iter di omologazione per poter essere utilizzati. In particolare devono avere determinate caratteristiche tecniche, i requisiti e le procedure per l’omologazione, oltre alle modalità di taratura e alle verifiche periodiche di funzionalità.

Elenco AutoveloxMinistero delle Infrastrutture e dei trasporti.

Ma come fa il cittadino a capire se un autovelox è omologato? 

Il cittadino purtroppo deve stare ancora molto attento ai verbali. Soprattutto leggere attentamente quanto scritto, perché il verbale deve riportare il tipo di autovelox utilizzato per la rilevazione della velocità. Se ancora non c’è stato un adeguamento del dispositivo come da decreto, il cittadino può sempre fare ricorso e sappiamo  che la Cassazione in passato ha dato poi ragione a questi automobilisti. Purtroppo però arrivare fino in Cassazione ha costi e tempi piuttosto lunghi. 

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