Si chiama “Home Visiting”, il nuovo servizio rivolto ai nuclei genitoriali che stiano vivendo l’ultimo trimestre della gravidanza o abbiano figli sino ai sei mesi di età, per orientare e accompagnare neo-mamme e neo-papà, mediante brevi percorsi domiciliari, nell’affrontare le difficoltà, insicurezze e fragilità di un momento così delicato. Un progetto scaturito dall’intesa tra Amministrazione comunale e Azienda Usl, che proprio questa mattina, nell’aula consiliare del Municipio, hanno siglato il protocollo con l’intervento dell’assessora al Welfare e alle Politiche per l’Infanzia Nicoletta Corvi e la direttrice del Distretto Città di Piacenza Anna Maria Andena.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Casa Morgana, coinvolgerà una équipe multidisciplinare di professionisti del sistema sanitario territoriale, il Centro per le Famiglie e l’Unità operativa Minori del Comune, prevedendo un ciclo di incontri a domicilio a cura di un educatore specializzato, progettati, coordinati e monitorati da un team composto da figure sanitarie professionali e figure socio-educative con adeguata specializzazione in materia. A partire dai bisogni e dalle risorse che la famiglia esprimerà, si lavorerà insieme per incoraggiarne l’autonomia nell’esercizio della genitorialità e nella consapevolezza sui servizi che il territorio mette a disposizione, sostenendone e rafforzandone la relazione con i figli. Di norma, sono previsti 10 incontri della durata di due ore ciascuno.
Le proposte per l’attivazione dei percorsi saranno valutate all’interno dell’équipe e potranno pervenire su segnalazione della referente ostetrica o psicologica all’interno dell’Ospedale o del Consultorio, su indicazione del Centro per le Famiglie (nell’ambito delle attività di sostegno alla genitorialità già in essere) o da parte delle assistenti sociali dell’Unità operativa Minori del Comune di Piacenza. I neo genitori potranno anche richiedere l’accesso al servizio rivolgendosi direttamento allo Sportello InformaFamiglie&Bambini, presso la Galleria del Sole in via Marinai d’Italia (tel. 0523-492380, informafamiglie@comune.
L’équipe multiprofessionale, che si incontera a cadenza regolare una volta al mese, è costituita dalla psicologa coordinatrice del servizio “Home Visiting”, l’ostetrica Case Manager del percorso nascita dell’Azienda Usl di Piacenza, le psicologhe del Consultorio Familiare Ausl (che offrono consulenza psicologica all’interno del Progetto Disturbi Emozionali in Gravidanza e Puerperio dell’azienda sanitaria), un’educatrice professionale e le operatrici del Centro per le Famiglie, sempre in relazione con il Servizio Sociale del Comune di Piacenza. In caso di necessità, inoltre, il servizio si potrà avvalere del contributo professionale di mediatrici linguistico-culturali.
“Il principio fondamentale – sottolinea Nicoletta Corvi – è quello di non lasciare che un passaggio delicato e travolgente nella vita di tutti, qual è il diventare genitori, sia vissuto in solitudine, senza punti di riferimento. Un cambiamento così grande può comportare per chiunque un senso di sopraffazione, di inadeguatezza che richiede un sostegno; da oggi, accanto a tutti gli altri servizi sociosanitari già attivi, da quelli del Centro per le Famiglie a quelli garantiti dall’Ausl, c’è la possibilità di ricevere ascolto, aiuto e accompagnamento nel contesto familiare della propria casa: l’Home Visiting garantisce un sostegno temporaneo molto importante, in una fase di vita particolarmente sensibile per tutti i neo genitori. Anche grazie a questo percorso, la rete dei servizi si consolida ulteriormente attraverso il dialogo tra tutte le sue componenti”.
Nel ringraziare tutte le professionalità socio-sanitarie che danno vita insieme a questo nuovo progetto, anche Anna Maria Andena ha rimarcato “il valore di un sistema territoriale che garantisce accompagnamento e sostegno, da tutti i punti i vista, nell’affrontare la genitorialità. La solida collaborazione tra tutte le realtà coinvolte permette di creare una vera e propria rete solidale, che può contribuire positivamente a invertire la progressiva tendenza a una riduzione della natalità, legata anche a fattori psicologici e sociali di incertezza e paura nella scelta di avere un figlio. All’entusiasmo che caratterizza l’avvio di questa iniziativa, si affianca anche l’auspicio che possa espandersi sempre più, per garantire un supporto costante e una copertura capillare dei servizi a protezione della genitorialità e ad altri setting di persone che beneficeranno dell’azione congiunta di tutti i professionisti sociali e sanitari e del volontariato”.
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