Il Movimento 5 Stelle di Piacenza segue con attenzione il confronto apertosi in Consiglio comunale sulla Pertite e sull’emendamento presentato nell’ambito della discussione del nuovo PUG.
LA NOTA DEL MOVIMENTO 5 STELLE
«Su un punto crediamo che non debbano esserci divisioni: la Pertite deve diventare un grande parco urbano pubblico e questo obiettivo deve essere tutelato nel modo più chiaro possibile negli strumenti urbanistici della città», afferma Fabio Magistrati, coordinatore provinciale del Movimento 5 Stelle di Piacenza.
Il confronto di questi giorni sembra concentrarsi soprattutto sul significato da attribuire a espressioni come “rigenerazione” e “ricucitura urbana”. L’Amministrazione ha spiegato che per ricucitura intende il collegamento, attraverso il verde, dei quartieri oggi separati dall’area militare. È una lettura che prendiamo atto essere stata chiarita pubblicamente.
Allo stesso tempo, comprendiamo le preoccupazioni del Comitato Pertite, di Legambiente e dei cittadini che chiedono che negli elaborati del PUG non rimangano formulazioni suscettibili, oggi o in futuro, di interpretazioni differenti.
L’emendamento depositato, infatti, non interviene soltanto sulla parola “ricucitura”: propone di eliminare la “propensione alla rigenerazione” riferita alla Pertite, sostituire “verde attrezzato” con “verde pubblico”, cancellare la possibilità di una restituzione dell’area solo “in parte”, togliere il riferimento all’“imprenditoria immobiliare privata” e precisare che gli eventuali interventi avvengano senza incremento della densità edilizia.
Se l’obiettivo comune è davvero quello del parco urbano pubblico, rendere gli atti coerenti e inequivocabili non dovrebbe essere motivo di scontro politico.
Per il Movimento 5 Stelle questa non è una battaglia dell’ultima ora.
Già nel 2017, nel Consiglio comunale di Piacenza, il Movimento partecipò alla battaglia perché la classificazione della Pertite fosse quella di “verde pubblico”, superando l’ambigua definizione di “verde attrezzato”. La storia della Pertite insegna proprio che, quando si parla di urbanistica, le parole contenute negli atti hanno un peso e devono essere il più possibile chiare.
Anche negli anni successivi il Movimento ha continuato a seguire concretamente la vicenda. Nel gennaio 2022, l’allora senatore M5S Gabriele Lanzi, dopo i contatti con la presidente del Comitato Parco Pertite Maria Pia Romano, incontrò al Ministero della Difesa il Capo di Gabinetto e il responsabile della struttura competente per la valorizzazione degli immobili militari, per verificare direttamente lo stato del percorso di dismissione.
Da quegli incontri emergeva già chiaramente il vero nodo: la disponibilità della Difesa alla dismissione dell’area doveva essere accompagnata dall’individuazione di una soluzione alternativa per la pista prova carri, dalla definizione dei costi e delle bonifiche e da un protocollo tra Difesa, Demanio e Comune. Pochi mesi dopo, anche una risposta ufficiale del Ministero della Difesa in Parlamento confermò che la cessione parziale presentava problemi di sicurezza legati alla pista carri e che si stava lavorando alla dismissione complessiva attraverso un nuovo accordo istituzionale.
È dunque importante non perdere di vista la questione fondamentale: la classificazione urbanistica è essenziale, ma da sola non realizza il parco.
La Pertite appartiene ancora alla Difesa. Occorre proseguire con determinazione il confronto con Ministero e Agenzia del Demanio, arrivare all’acquisizione dell’area, risolvere definitivamente il problema della pista carri, affrontare bonifiche e risorse necessarie e costruire un progetto complessivo del futuro parco.
Per questo condividiamo la richiesta che la Pertite non venga trattata semplicemente come una delle tante aree militari da “rigenerare”, ma come un caso specifico, con una vocazione chiaramente definita: un grande parco urbano pubblico per Piacenza.
«Non ci interessa alimentare uno scontro tra maggioranza, opposizioni e associazioni – conclude Magistrati –. Ci interessa arrivare al risultato. Se tutti vogliono il parco, lavoriamo perché negli atti non ci siano ambiguità e soprattutto perché riparta con forza il percorso istituzionale con Difesa e Demanio. I piacentini aspettano da troppi anni: la Pertite deve passare finalmente dalle parole ai fatti».
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