«Quando chiude un bar o un negozio non perdiamo soltanto un’attività economica: perdiamo un servizio, un luogo di incontro e un presidio che contribuisce a mantenere vivi e sicuri i nostri paesi. Per questo servono meno costi, meno burocrazia e strumenti concreti che permettano alle piccole attività di continuare a lavorare e investire».
Lo afferma la senatrice della Lega Elena Murelli, che questa mattina, a Carpaneto Piacentino, ha firmato la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità.
«Ho voluto sottoscrivere questa proposta – spiega Murelli – perché ritengo importante che possa arrivare in Parlamento e diventare occasione di confronto. Il commercio di prossimità è particolarmente importante per realtà come quelle del territorio piacentino, fatto di tanti piccoli Comuni e frazioni. Qui il negozio, il bar o la bottega rappresentano spesso molto più di un esercizio commerciale: sono punti di riferimento per anziani e famiglie, creano relazioni e contribuiscono alla qualità della vita delle comunità».
I dati delle Camere di commercio elaborati da Confesercenti e diffusi oggi fotografano con chiarezza il fenomeno: tra il 2019 e il 2025 in Italia sono scomparsi oltre 24mila bar, circa 11 al giorno. Le imprese del settore sono passate da 169.839 a 145.766, con una riduzione del 14,2%. Secondo le stime di Confesercenti, questa contrazione si traduce in un impoverimento dei territori di oltre 7,2 miliardi di euro in sei anni, tra minori consumi, occupazione e gettito fiscale.
Anche l’Emilia-Romagna è fortemente interessata dal fenomeno: in sei anni sono scomparsi 1.916 bar. Un dato che conferma quanto sia necessario intervenire per tutelare una rete di attività che, soprattutto nei piccoli centri, svolge anche una fondamentale funzione sociale.
«Dietro questi numeri ci sono imprenditori, famiglie e lavoratori – sottolinea Murelli – che devono fare i conti con l’aumento dei costi di gestione, dall’energia alle materie prime, con il costo del lavoro e con il cambiamento delle abitudini di consumo. Dobbiamo creare condizioni migliori perché queste imprese possano continuare a lavorare e perché anche un giovane possa scegliere di aprire un’attività in un piccolo Comune senza essere scoraggiato da costi e procedure troppo pesanti».
Il cuore della proposta di Confesercenti è l’istituzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZESpro), aree nelle quali potranno essere previsti un regime fiscale di vantaggio, misure di sostegno finanziario e semplificazioni amministrative per sostenere le attività di vicinato e favorire nuovi insediamenti.
«Dobbiamo creare le condizioni – conclude Murelli – perché chi alza una saracinesca ogni mattina possa continuare a farlo. Difendere il commercio di prossimità significa investire nei nostri territori: un paese con le vetrine accese è un paese più vivo, più sicuro e più attrattivo. Ringrazio Confesercenti Piacenza per la raccolta firme e per il lavoro di sensibilizzazione che sta portando avanti».
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