Celiachia, nuova legge approvata all’unanimità in Regione: “Visite, sicurezza alimentare e farmaci”

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bologna - 29/03/2010 - elezioni regionali 2010 - sede della regione emilia romagna - viale aldo moro -

Garantire equità di accesso alle prestazioni sanitarie e alla sicurezza alimentare, rendere più efficienti i percorsi diagnostico-terapeutici nonché l’assistenza farmaceutica e integrativa, investendo sull’inclusione sociale e sulla formazione degli operatori.  

L’Assemblea legislativa ha approvato il progetto di legge del Partito democratico a prima firma Lodovico Albasi (Pd) a sostegno di chi è affetto da celiachia: l’obiettivo è consolidare e ampliare i servizi esistenti, introducendo strumenti tecnologici e normativi per migliorare la qualità della vita dei celiaci e garantire un accesso equo e sicuro alle cure e ai prodotti senza glutine. La legge, inoltre, vuole promuovere la conoscenza della celiachia nella cittadinanza, il monitoraggio epidemiologico e, infine, introdurre strumenti innovativi come l’interoperabilità del sistema informatizzato per l’erogazione di alimenti senza glutine, in linea con altre Regioni.

Al testo del Pd è abbinata anche una proposta di legge di Fratelli d’Italia, a prima firma Nicola Marcello, che, sempre a proposito di celiachia, mira ad assicurare la piena portabilità del credito mensile proveniente dai buoni per l’acquisto di prodotti senza glutine anche fuori dal territorio regionale.

A presentare il progetto di legge sono stati il relatore di maggioranza Lodovico Albasi (Pd) equello di minoranza Tommaso Fiazza (Lega), che hanno sottolineato l’importanza della nuova legge come possibile soluzione ai problemi dei cittadini. L’unanimità di intenti è emersa anche nel corso del dibattito fra i gruppi consigliari, tanto che il provvedimento è stato approvato all’unanimità.

Soddisfazione per l’approvazione della legge è stata espressa dall’assessore alla Sanità Massimo Fabi per il quale “questo progetto di legge dà risposte ai bisogni delle persone e va nella giusta direzione”.

LE REAZIONI POLITICHE

«Con questa legge scegliamo di stare dalla parte di 60mila persone e delle loro famiglie. Investiamo in prevenzione, inclusione, equità territoriale e qualità della vita, rafforzando diritti e servizi. La celiachia non è soltanto una malattia, ma una condizione che riguarda la vita quotidiana e la piena partecipazione alla comunità. È, a tutti gli effetti, una questione di giustizia sociale».

Così Lodovico Albasi, consigliere regionale del Partito Democratico, primo firmatario e relatore della legge regionale “Interventi per la prevenzione, la diagnosi, la cura e la presa in carico della celiachia e della dermatite erpetiforme”, approvata dall’Assemblea legislativa. «È un risultato importante, frutto di un lavoro lungo e condiviso, nato dall’ascolto delle persone celiache, delle loro famiglie, delle associazioni, dei professionisti sanitari e degli operatori economici. Abbiamo voluto costruire una legge concreta, capace di dare stabilità e maggiore forza a un sistema regionale già avanzato, trasformando esperienze e strumenti esistenti in una politica organica e strutturata».

Il provvedimento consolida i diritti riconosciuti, dà fondamento legislativo alla rete assistenziale e ai Percorsi diagnostici terapeutici assistenziali, introduce nuovi strumenti di coordinamento e monitoraggio e potenzia i buoni elettronici per l’acquisto di alimenti senza glutine, prevedendone la progressiva interoperabilità anche fuori regione. «Un punto fondamentale è garantire che i diritti siano effettivi e uniformi in tutto il territorio regionale, senza differenze legate al luogo di residenza. Vogliamo rendere più semplice la vita delle persone e delle famiglie, assicurando continuità assistenziale e strumenti di sostegno adeguati».

La legge prevede inoltre screening pediatrico per i gruppi a rischio, formazione per gli operatori della ristorazione e del turismo e iniziative per favorire l’inclusione scolastica, sociale, sportiva e lavorativa.

«La qualità della vita si misura anche nelle cose apparentemente più semplici: un bambino che può mangiare insieme ai propri compagni senza sentirsi diverso, una famiglia che affronta con maggiore serenità la quotidianità, una persona che può viaggiare o andare al ristorante in sicurezza. Non possiamo lasciare che una condizione di salute diventi anche una condizione di isolamento sociale».

«Questa legge è il risultato di un confronto aperto e costruttivo, che ha coinvolto anche i colleghi dell’opposizione. Ringrazio le associazioni, a partire da AIC Emilia-Romagna, i professionisti sanitari, gli operatori, la Giunta e l’Assessorato alle Politiche per la Salute, gli uffici regionali e tutti coloro che hanno contribuito alla costruzione del testo. La tutela della salute non ha colore politico e questo provvedimento ne è una dimostrazione».

La legge entrerà in vigore il 1° gennaio 2027. «Oggi compiamo un passo importante: riconosciamo bisogni, diritti e dignità di migliaia di cittadini. Il nostro compito è fare in modo che nessuno si senta solo nell’affrontare la propria condizione. Una Regione più giusta è una Regione che rimuove gli ostacoli alla partecipazione e non lascia indietro nessuno. È questo il senso più profondo della legge che abbiamo approvato».

TAGLIAFERRI (FDI): “LEGGE APPROVATA ANCHE CON IL VOTO DEL CENTRODESTRA“

«L’approvazione della legge regionale sulla celiachia e sulla dermatite erpetiforme rappresenta un risultato importante per migliaia di cittadini e famiglie dell’Emilia-Romagna. Un provvedimento che abbiamo sostenuto convintamente e che è stato approvato anche con il voto favorevole di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, a dimostrazione che sulla tutela della salute è possibile costruire una convergenza nell’interesse dei cittadini».

Lo dichiara Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, commentando l’approvazione del provvedimento da parte dell’Assemblea legislativa.

«È però doveroso ricordare il contributo che Fratelli d’Italia ha portato al percorso legislativo. Il 24 giugno scorso il collega Nicola Marcello, insieme a Marta Evangelisti, Francesco Sassone e Luca Pestelli, aveva già presentato un progetto di legge organico sulla materia. La proposta della maggioranza, successivamente individuata come testo base, è arrivata il 22 luglio. Non rivendichiamo primogeniture per ragioni di bandiera, ma crediamo che il lavoro serio dell’opposizione meriti di essere riconosciuto».

Tagliaferri sottolinea come il Gruppo abbia contribuito al confronto con emendamenti e ordini del giorno dedicati alla diagnosi precoce, al sostegno psicologico e nutrizionale, alla continuità assistenziale, alla sicurezza alimentare e all’inclusione scolastica e sociale.

«La celiachia non è una semplice preferenza alimentare, ma una patologia cronica che accompagna la persona per tutta la vita. Per questo abbiamo sostenuto una legge che interviene non soltanto sugli aspetti sanitari, ma anche sulla qualità della vita, sull’autonomia e sulla piena partecipazione delle persone alla comunità».

Particolare attenzione viene riservata alla questione dei contributi per l’acquisto di alimenti senza glutine.

«Insieme alla collega Marta Evangelisti ho sottoscritto un ordine del giorno per affrontare la rigidità del sistema dei buoni alimentari, chiedendo alla Regione di approfondire la possibilità di riportare al mese successivo, entro limiti prestabiliti, le quote di credito non utilizzate. Non chiediamo nuovi privilegi, ma maggiore flessibilità nell’utilizzo di risorse destinate a un bisogno sanitario reale. Le esigenze delle famiglie non seguono necessariamente le scadenze amministrative».

L’iniziativa chiede inoltre una mappatura aggiornata dei servizi specialistici, delle farmacie e dei punti vendita abilitati, insieme a strumenti informativi digitali e a una verifica della sostenibilità di un’eventuale sperimentazione.

«Abbiamo voluto porre anche una questione di equità territoriale. Una famiglia che vive in montagna, in una frazione o lontano dai principali centri urbani deve poter accedere alle stesse informazioni e opportunità di assistenza. La digitalizzazione deve semplificare la vita delle persone, non limitarsi a sostituire un buono cartaceo con uno elettronico».

Tagliaferri richiama inoltre il lavoro del collega Nicola Marcello sullo screening pediatrico, sul sostegno alle famiglie e sulla continuità assistenziale.

«Il Parlamento e il Governo nazionale hanno già avviato un percorso importante, a partire dalla legge 130 del 2023 sullo screening pediatrico per celiachia e diabete di tipo 1. Ora anche la Regione deve fare la propria parte, traducendo le disposizioni in percorsi organizzativi concreti, con il coinvolgimento dei pediatri, degli specialisti e dei servizi territoriali».

Infine, il consigliere sottolinea la necessità di verificare l’effettiva applicazione delle nuove disposizioni.

«La legge entrerà in vigore il 1° gennaio 2027. Da quel momento sarà fondamentale monitorare le risorse disponibili, i tempi di attuazione, il funzionamento dei percorsi diagnostici e la reale accessibilità dei servizi. Una legge non si giudica soltanto il giorno della sua approvazione, ma soprattutto quando gli impegni assunti diventano tutele effettive per i cittadini.»

«Fratelli d’Italia ha dimostrato che è possibile contribuire responsabilmente anche dai banchi dell’opposizione, senza rinunciare al proprio ruolo di proposta e controllo. Il nostro voto favorevole è un’assunzione di responsabilità verso le famiglie. Ora chiediamo alla Giunta di trasformare questo risultato legislativo in risposte concrete, omogenee e verificabili su tutto il territorio regionale», conclude Tagliaferri.

MURELLI (LEGA): “ANCHE L’EMILIA-ROMAGNA RAFFORZA LE TUTELE. IL LAVORO IN PARLAMENTO STA SENSIBILIZZANDO LE REGIONI“

«Accolgo con grande soddisfazione l’approvazione della legge dell’Emilia-Romagna a tutela delle persone celiache. È un ulteriore segnale di come il lavoro che portiamo avanti da anni in Parlamento, con il contributo delle associazioni dei pazienti, stia trovando risposte concrete nei territori e stia contribuendo a una nuova sensibilità istituzionale. La Lega si è sempre battuta in ogni sede per portare avanti questa sensibilità ora trasversale. La celiachia non è soltanto una questione sanitaria, ma anche sociale: nessuno deve sentirsi escluso o discriminato nella vita quotidiana».

Lo dichiara la senatrice piacentina Elena Murelli (Lega), presidente dell’Intergruppo parlamentare Celiachia, Allergie Alimentari, Intolleranza al Lattosio e AFMS, e prima firmataria del DDL 623, che punta ad aggiornare la legge 123 del 2005, rafforzando prevenzione, formazione, sicurezza alimentare e inclusione sociale. «Con questa legge non si tutela solo la salute fisica, ma anche la qualità della vita», afferma, «perché essere celiaci non deve significare rinunciare a una cena al ristorante, a una festa di compleanno o a una vacanza».

Infatti, la legge di bilancio 2026 aveva già rinnovato l’attenzione legislativa sull’argomento, «prevedendo la dematerializzazione dei buoni per alimenti senza glutine e la loro circolarità nazionale», ricorda la senatrice Murelli, prima sostenitrice di queste battaglie. «L’approvazione del DDL 623 è cruciale per il completamento e l’attuazione di una normativa nazionale più moderna, che superi le differenze territoriali e garantisca maggiore libertà di spostamento alle persone celiache per lavoro, studio e turismo».

Molte regioni hanno già adottato disposizioni specifiche sulla celiachia, come Veneto, Calabria e Molise, a cui hanno fatto seguito Marche, Lombardia, Lazio, ieri la Liguria, e adesso anche l’Emilia-Romagna. «Ringrazio i consiglieri regionali Lodovico Albasi (PD), relatore del provvedimento, Tommaso Fiazza (Lega), relatore di minoranza, e Nicola Marcello (FdI), proponente del progetto di legge abbinato, per il lavoro e il contributo offerto all’iter legislativo. Un particolare ringraziamento anche a Simonetta Mastromauro, per l’aiuto concreto e l’impegno profuso al fine di realizzare questa legge», afferma la parlamentare leghista.

La tutela della salute «non può cambiare da una Regione all’altra e l’inclusione non deve dipendere dal luogo in cui si vive. Continueremo a lavorare affinché tutte le Regioni seguano questo percorso e l’Italia diventi un modello di riferimento nella tutela delle persone celiache. Perché una società davvero inclusiva è quella in cui nessuno deve sentirsi diverso o limitato a causa della propria patologia», conclude Murelli.

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