Al via i Venerdì Piacentini, 250 eventi gratuiti animeranno il centro: “Record assoluto”. Indotto da 10 milioni di euro per il territorio – AUDIO

I Venerdì Piacentini tagliano un nuovo traguardo storico. Dal 19 giugno al 17 luglio 2026 il centro storico ospiterà la quattordicesima edizione del festival ideato e organizzato da Blacklemon, che quest’anno raggiunge quota 250 eventi gratuiti distribuiti in cinque venerdì consecutivi, che trasformano la prima città dell’Emilia in un grande palcoscenico urbano dove convivono musica, cultura, sport, spettacolo, gastronomia, arte e intrattenimento per tutte le età. È il numero più alto mai registrato dalla manifestazione. Nelle precedenti edizioni il programma aveva raggiunto al massimo quota 200 eventi. L’edizione 2026 segna quindi un incremento del 25% rispetto ai precedenti risultati e conferma la continua crescita di un format nato nel 2011 e diventato nel tempo uno degli appuntamenti estivi più importanti del Nord Italia.

“I Venerdì Piacentini rappresentano molto più di una manifestazione estiva,” spiega Katia Tarasconi, Sindaco di Piacenza. “Sono uno straordinario strumento di marketing territoriale che da quindici anni contribuisce a promuovere l’immagine di Piacenza ben oltre i confini provinciali, attirando visitatori, sostenendo il commercio locale e generando importanti ricadute economiche per l’intero territorio provinciale”.

I numeri raccontano la dimensione raggiunta dal festival: non solo 250 eventi, ma oltre 70 attività commerciali coinvolte direttamente nell’organizzazione, più di 60 accordi e trattative commerciali con aziende e partner, decine di location distribuite nel centro storico, all’interno delle antiche mura Farnesiane, centinaia di artisti, tecnici e operatori piacentini impegnati nella realizzazione del programma.

“I risultati raggiunti,” continua Katia Tarasconi, “dimostrano come una visione chiara, unita alla collaborazione tra pubblico e privato, possa trasformare un evento culturale in una concreta opportunità di sviluppo per una città. I Venerdì Piacentini sono oggi uno dei simboli più riconoscibili della capacità di Piacenza di accogliere, innovare e fare rete.”

UN FESTIVAL CHE GENERA RICCHEZZA PER IL TERRITORIO

I Venerdì Piacentini non rappresentano soltanto un appuntamento culturale e turistico. Sono anche uno dei più importanti motori economici dell’estate piacentina.

Le stime elaborate sulla base dei flussi turistici e delle ricadute economiche generate dalla manifestazione negli ultimi anni indicano un indotto complessivo superiore ai 10 milioni di euro per il commercio locale. Una cifra che comprende i consumi generati nei pubblici esercizi, nei ristoranti, nei bar, nelle attività commerciali, nelle strutture ricettive, nei servizi turistici e nelle numerose attività economiche che beneficiano dell’arrivo di decine di migliaia di visitatori.

Ogni serata richiama infatti tra le 50.000 e le 60.000 persone. Circa la metà proviene da fuori provincia, in particolare dalle aree di Milano, Lodi, Cremona, Brescia e dalle province limitrofe. “Se una quota significativa di visitatori scegliesse di pernottare a Piacenza e nel suo territorio, rimanendo anche nel fine settimana successivo all’evento, si genererebbero ulteriori ricadute economiche che i calcoli stimano intorno ai 30 milioni di euro,” suggerisce Simone Fornasari, presidente di Visit Emilia, l’ente per la promo-commercializzazione turistica del territorio delle province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, e assessore al Commercio. “In una città di poco più di centomila abitanti, si tratta di un fenomeno capace di modificare concretamente i flussi turistici e commerciali dell’intero territorio”.

UN MODELLO CHE SI REGGE SENZA SOLDI PUBBLICI

Uno degli aspetti più significativi dei Venerdì Piacentini è rappresentato dal suo modello economico.

Il festival viene realizzato senza contributi pubblici diretti. L’intero progetto viene sostenuto attraverso il coinvolgimento di aziende private, sponsor, partner e attività economiche che scelgono di investire nella manifestazione. Non un solo euro viene richiesto dagli organizzatori ai commercianti del centro. Il budget organizzativo complessivo si attesta intorno ai 100.000 euro, più o meno 20.000 euro a serata. A fronte di questo investimento, il festival genera un impatto economico stimato intorno ai 10 milioni di euro. Un moltiplicatore pari a circa cento volte l’investimento iniziale.

Un risultato che rende i Venerdì Piacentini uno dei più efficaci progetti di marketing territoriale realizzati a livello locale negli ultimi anni e un caso di studio particolarmente interessante per chi si occupa di valorizzazione urbana e sviluppo turistico.

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LA SFIDA DI ORGANIZZARE UN FESTIVAL ANCORA AMBIZIOSO

Dietro i numeri e dietro le cinque serate che il pubblico vive passeggiando nel centro storico esiste una macchina organizzativa di enorme complessità.

A coordinarla è Nicola Bellotti, fondatore di Blacklemon e art director dei Venerdì Piacentini da quindici anni.

“La costruzione del festival richiede mesi di lavoro continuo e coinvolge una rete composta da istituzioni, aziende, commercianti, artigiani, artisti, fornitori, tecnici e associazioni”, spiega Bellotti. “Per arrivare all’edizione 2026 sono stati necessari migliaia di contatti tra telefonate, email, videoconferenze, riunioni operative, sopralluoghi e messaggi WhatsApp.

Ogni evento nasce infatti da un processo articolato fatto di progettazione, confronto, verifiche tecniche, autorizzazioni e coordinamento”.

A questo si aggiungono oltre 60 trattative commerciali con aziende e partner per raccogliere quanto necessario, oltre al coordinamento di circa 70 attività del centro storico che partecipano direttamente alla costruzione del programma con suggerimenti o iniziative proprie.

Una parte rilevante del lavoro riguarda inoltre la pianificazione tecnica e amministrativa.

Per mesi il team organizzativo si confronta con gli uffici comunali per la gestione della viabilità, delle modifiche alla circolazione stradale, delle occupazioni di suolo pubblico, del trasporto pubblico e di tutte le attività necessarie per garantire il corretto svolgimento della manifestazione.

Particolarmente impegnativa è la redazione del piano operativo di sicurezza, un documento tecnico in continua evoluzione che viene sviluppato e aggiornato in collaborazione con Questura, Pronto Intervento Sanitario 118 Emilia-Romagna, Croce Rossa Italiana e con tutti gli enti coinvolti nella gestione della sicurezza pubblica.

Durante le serate del festival opera inoltre una rete di steward distribuita in tutto il centro storico. Una squadra che svolge attività di accoglienza, assistenza e supporto ai visitatori, contribuendo al buon funzionamento della manifestazione e alla sicurezza del pubblico.

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IL PROGRAMMA PIÙ RICCO DI SEMPRE

L’edizione 2026 propone la programmazione più ampia mai realizzata.

Come da tradizione, Piazza Cavalli e Piazza Duomo saranno il fulcro della manifestazione.

Il palco all’ombra di Palazzo Gotico ospiterà alcuni dei principali appuntamenti della rassegna. L’area centrale della città sarà inoltre animata da concerti, spettacoli, eventi culturali e grandi appuntamenti popolari destinati ad attirare migliaia di persone ogni sera.

La piazza della Cattedrale conferma invece la propria vocazione musicale e culturale, accogliendo concerti, performance artistiche, iniziative per famiglie e alcuni degli eventi più rappresentativi dell’edizione 2026. Qui troveranno spazio artisti provenienti da differenti generi musicali, dal rock indipendente alla canzone d’autore, dal jazz allo swing, in una programmazione pensata per valorizzare qualità e varietà.

Accanto agli spettacoli, il pubblico potrà vivere esperienze uniche come la visita serale alla Cattedrale, la salita notturna alla Cupola affrescata dal Guercino, l’apertura straordinaria della galleria d’arte contemporanea XNL con la mostra “Oltre le nuvole / Beyond the Clouds” e di alcuni dei luoghi più significativi del patrimonio artistico cittadino.

Tra le aree più amate dal pubblico torna la grande discoteca a cielo aperto di Piazzetta Plebiscito, nella suggestiva cornice dei Chiostri di San Francesco. Per cinque venerdì consecutivi la piazzetta si trasformerà in uno dei punti nevralgici della vita notturna del festival, con dj set, musica dal vivo, intrattenimento e format speciali capaci di coinvolgere migliaia di giovani in un’atmosfera unica nel suo genere. Un luogo simbolo dei Venerdì Piacentini, dove la musica incontra la bellezza del centro storico creando una delle immagini più iconiche dell’intera manifestazione.

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Grande attenzione anche alle nuove culture urbane grazie all’Urban Underground Street Fest di via San Donnino. L’area ospiterà un programma dedicato alla scena street contemporanea, con tattoo, piercing, rap, hip hop, dj set, arte urbana, videomapping, performance dal vivo, esposizioni e iniziative pensate per valorizzare i linguaggi creativi delle nuove generazioni.

Uno spazio che rappresenta il volto più contemporaneo dei Venerdì Piacentini e che negli ultimi anni ha saputo conquistare un pubblico sempre più numeroso.

Tra gli elementi distintivi dell’edizione 2026 vi è ancora una volta la presenza di numerose discipline sportive trasformate in spettacolo.

Torna infatti il grande wrestling targato ICW, ormai diventato uno degli appuntamenti più attesi dell’intera manifestazione, che approda in Piazza Cavalli. Atleti professionisti, sfide spettacolari e titoli in palio porteranno nel cuore della città uno show capace di coinvolgere appassionati e curiosi.

Grande attesa anche per i combattimenti agonistici in armatura medievale, disciplina spettacolare e sorprendente che vedrà atleti specializzati confrontarsi in duelli e sfide di squadra utilizzando armature storiche e tecniche ispirate alla scherma medievale.

Accanto a questi appuntamenti, il programma comprende pattinaggio artistico a rotelle, mini-motociclismo per bambini, danza, attività sportive aperte al pubblico e numerose dimostrazioni che trasformeranno il centro storico in una grande palestra a cielo aperto.

MUSICA DIFFUSA, PER TUTTI I GUSTI

La musica resta il linguaggio universale dei Venerdì Piacentini.

L’edizione 2026 propone una straordinaria varietà di generi e atmosfere: rock, pop, jazz, swing, musica d’autore, country, dance, hip hop, elettronica, dj set in vinile, concerti acustici, musica classica e performance itineranti.

Una programmazione costruita per valorizzare artisti locali (oltre il 90% degli artisti coinvolti è di Piacenza), offrendo ogni sera decine di occasioni diverse per vivere la musica in tutte le sue forme. “Il principio alla base dei Venerdì Piacentini è semplice ma estremamente efficace: distribuire centinaia di eventi in tutto il centro storico affinché il pubblico non si concentri esclusivamente nelle piazze principali, ma sia naturalmente incentivato a esplorare la città”, racconta Susanna Pasquali di Blacklemon. “Concerti, spettacoli, mostre, dj set, iniziative culturali e gastronomiche diventano così una rete di attrazioni diffuse che accompagna visitatori e turisti lungo le vie del commercio, favorendo acquisti, aperitivi, cene e la scoperta delle attività locali”. Un modello che trasforma l’intrattenimento in uno strumento concreto di valorizzazione economica e turistica dell’intero centro storico.

UNA CITTÀ CHE LAVORA INSIEME

I 250 eventi dell’edizione 2026 rappresentano certamente un record numerico. Ma raccontano soprattutto la capacità di un intero territorio di lavorare insieme. Imprese, commercianti, sponsor, artisti, professionisti, volontari e istituzioni contribuiscono ogni anno alla realizzazione di un progetto che da quattordici edizioni porta Piacenza all’attenzione di un pubblico sempre più ampio.

Per cinque venerdì consecutivi il centro storico diventa il luogo in cui cultura, economia, turismo e intrattenimento si incontrano, dimostrando come la collaborazione tra soggetti diversi possa generare valore per l’intera comunità.

Con 250 eventi gratuiti, oltre 10 milioni di euro di indotto stimato e una crescita costante che dura da quindici anni, i Venerdì Piacentini si confermano non soltanto come il più grande festival della città, ma come uno dei più significativi progetti di promozione territoriale dell’Emilia-Romagna, secondo solo – per numeri – alla Notte Rosa di Rimini.

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