“A Piacenza, come in tutta l’Emilia-Romagna, gli agricoltori sanno distinguere molto bene tra i fatti e la propaganda. Per questo non possiamo lasciare passare senza replica dichiarazioni che parlano di tagli alla PAC scongiurati e di più risorse ottenute grazie al Governo. Mettiamo in fila i numeri, una volta per tutte”. Così inizia la nota di Lodovico Albasi, consigliere regionale del Pd.
LA NOTA DI LODOVICO ALBASI
La proposta della Commissione europea non introduce nemmeno un euro in più per l’agricoltura rispetto al bilancio già previsto. I cosiddetti 45 miliardi non sono nuovi fondi, non sono risorse aggiuntive e non derivano da alcun accordo speciale con l’Italia.
Si tratta esclusivamente di un’anticipazione temporale di risorse già esistenti, dentro il negoziato sul nuovo bilancio europeo 2028-2034, che riguarda tutti i 27 Stati membri. Dire che “Bruxelles ha cambiato idea su richiesta dell’Italia” significa travestire una normale trattativa multilaterale europea da successo nazionale. È una forzatura politica che non trova riscontro nei documenti ufficiali e che rischia di ingannare chi lavora nei campi e nelle aziende agricole.
Qui, nel Piacentino, sappiamo cosa significa fare i conti ogni giorno con l’aumento dei costi di produzione, gli effetti sempre più pesanti dei cambiamenti climatici, l’incertezza sui contributi e sulla programmazione futura.
A queste difficoltà non si risponde con i titoli a effetto, ma con politiche agricole solide e risorse certe nel tempo. Anticipare oggi una parte dei fondi per poi ridurli domani non equivale a rafforzare la PAC: equivale a spostare il problema più avanti, lasciando aperta l’incognita su cosa accadrà negli anni successivi.
Per questo è sbagliato parlare di “tagli scongiurati”: il confronto sul bilancio europeo è ancora aperto e nessuna partita è chiusa. Così come è scorretto intestarsi politicamente risorse che non sono state né aumentate né negoziate unilateralmente dall’Italia. Gli agricoltori piacentini meritano rispetto e verità, non narrazioni costruite per attribuirsi meriti. Quello che è certo invece è che insieme dovremo continuare a difendere la Politica agricola comune come pilastro europeo fondamentale e a batterci perché le risorse siano adeguate, stabili e realmente utili ai territori, senza scorciatoie comunicative, così come la Regione Emilia-Romagna fa da tempo. In agricoltura, come nella politica seria, i conti devono tornare davvero, non solo nei comunicati.»
“Inoltre, diversi agricoltori piacentini domani saranno in piazza a Milano per manifestare per la tutela del loro lavoro e della nostra agricoltura. A loro la mia piena solidarietà e sostegno: difendere chi coltiva la terra significa difendere la nostra comunità e il nostro futuro”.
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