Allevamento abusivo di pittbull in Valdarda, cani rinchiusi tra feci e sporcizia

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L’attività contro l’abusivismo nel settore degli allevamenti svolta dalle Guardie Zoofile di Enpa ha portato ad un grande risultato; ovvero lo smantellamento di un allevamento completamente abusivo di cani Pittbull nella Val D’Arda, il tutto coadiuvate dalla Polizia locale di Fiorenzuola d’Arda.

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“In questi ultimi mesi il nostro Nucleo si è ritrovato particolarmente impegnato sull’emergenza animali dovuta al Covid-19 in tutta la provincia; ma anche sul versante controlli, particolare riguardo e attenzione ha rivolto laddove vi erano cucciolate. Abbiamo appurato purtroppo che nella stragrande maggioranza dei casi i cuccioli erano privi di iscrizione all’anagrafe canina e di microchip di identificazione”; così commenta il Capo Nucleo delle Guardie Enpa Michela Bravaccini.

“In alcuni casi vi era stata la cessione del cucciolo senza queste due basilari peculiarità che sono indispensabili per tutelate degli abbandoni questi cani”. Il compito primario delle Guardie del Nucleo con le Guardie Elena Anelli, Maria Giovanna Passera e Massimiliano Sartori che ringrazio sentitamente, è stato quello di assicurarsi anche con verifiche postume, della regolare microchippatura di questi animali ai proprietari originali, oppure agli adottanti.”

La coppia di coniugi

Ed proprio durante questi controlli che è emersa una posizione alquanto dubbia di una coppia di coniugi di origine straniera e residenti a Fiorenzuola d’Arda da tempo; infatti al primo controllo delle Guardie, essi avevano tranquillamente ammesso di aver fatto riprodurre il loro cane di razza pitbull e che dei 10 cuccioli nati 7 erano stati dati in vendita a 200 € l’uno senza iscrizione all’anagrafe canina e senza microchip.

Particolarmente grave il fatto che essi non abbiano saputo dare nemmeno un nome, un indirizzo o anche solo un contatto telefonico dei 7 acquirenti dei piccoli Pittbull e che non abbiano potuto quindi fornire nessuna informazione per rintracciare gli animali da loro venduti. Le Guardie zoofile Enpa avevano proceduto con l’ iter di Legge erogando le sanzioni previste dalla stessa, relazionando in modo particolareggiato e attento la situazione dove si paventava ovvero l’inizio di un’attività di allevamento abusivo alle Autorità competenti.

L’intervento

Una volta scoperto il modus operandi di questi due coniugi, le Guardie hanno tenuto “ d’occhio” la situazione con molta discrezione; ecco perché quando su un sito web è riapparso un post di vendita di cuccioli pitbull, sempre nella stessa zona e sempre a 200 euro cadauno, l’intervento delle Guardie questa volta è stato tempestivo e risolutivo; anche grazie anche all’appoggio della Polizia locale di Fiorenzuola D’Arda.

Durante il secondo controllo le Guardie Enpa hanno rinvenuto gli animali; nove piccoli cuccioli di circa 40 giorni tutti Pitbull con la madre rinchiusi in un bagno; la pavimentazione completamente ricoperta di feci e urine. All’interno si levava un odore nauseabondo. La fattrice era la stessa di quattro mesi prima; le sue condizioni sono apparse subito critiche in quanto i due parti consecutivi l’avevano spossata arrivando fin a deformare la struttura corporea della stessa cagna.

Anche questa volta i due coniugi entrambi, hanno tranquillamente ammesso di aver posto in vendita i cuccioli. Non solo, i rimanenti tre cuccioli del parto precedente, malgrado le prescrizioni e le sanzioni sono comunque finiti in vendita anch’essi senza tracciamento e microchip; e anche di essi non hanno saputo dare indicazioni sugli acquirenti. Per la reiterazione di queste infrazioni e altre violazioni le guardie hanno immediatamente disposto il sequestro degli animali.

“Purtroppo queste situazioni sono veramente molto frequenti. Troppo facile, troppo allettante guadagnare sulla pelle degli animali abusivamente, esentasse non preoccupandosi del loro benessere, e che dire degli acquirenti? Personaggi che comprano a 200 euro dei cuccioli, senza microchip, senza vaccinazioni senza nessuna ricevuta, essi sono consapevoli e quindi egualmente… tutto molto miserevole” spiega Bravaccini.

“Riteniamo che queste attività di vendita e detenzione completamente illecite e indisturbate il più delle volte, dovrebbero essere veramente al centro di un’ intensa campagna di controlli.

Le guardie zoofile

“Approfitto dell’occasione, per ricordare che le Guardie zoofile dell’Enpa e le Guardie Eco Zoofile di altre stimate associazioni Nazionali, esercitano secondo i propri Decreti Prefettizi, in tutto il territorio provinciale; non hanno bisogno ne tantomeno sono vincolate da qualsivoglia tipo di convenzione. Se qualcuno afferma il contrario, a meno che non sia l’Autorità Competente, vi sta mentendo, fatevi due domande sul perché.”

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