Autobus e studenti, Cisl: “Caos al Cheope, Seta ha ignorato i nostri allarmi”

Il caos registrato in questi giorni alle fermate degli autobus piacentini, con centinaia di studenti lasciati a terra o ammassati sui mezzi all’uscita delle scuole, non è un’emergenza imprevedibile, ma il risultato di una gestione logistica fallimentare che la Fit Cisl aveva denunciato in tempi non sospetti.

​A intervenire duramente è Salvatore Buono, segretario della Fit Cisl di Piacenza, che unisce i puntini tra i disservizi di queste ore e le denunce sindacali mosse pochissimi giorni prima:

​”Solo pochi giorni fa avevamo lanciato un allarme chiarissimo: a Piacenza mancano all’appello circa 20 autisti. Avevamo inoltre denunciato pubblicamente che l’azienda ha avviato il turno scolastico senza incontrare la ‘Commissione turni’, l’organo contrattuale preposto proprio a verificare la fattibilità del servizio e a proporre migliorie a tutela di passeggeri e lavoratori. L’azienda ha preferito il silenzio. Oggi, le scene di ragazzi stipati all’inverosimile o costretti ad aspettare ore per tornare a Bettola, Bobbio o Agazzano, sono l’esito matematico di quell’arroganza gestionale.”  

​Il sindacato chiama in causa direttamente i vertici politici e amministrativi del territorio:

​”Non possiamo accettare che le istituzioni restino a guardare. Chiediamo l’intervento immediato del Sindaco di Piacenza, oltre che della Provincia e dell’Agenzia per la Mobilità. Quello che accade ogni giorno al polo Cheope non è solo un disservizio, ma un problema di ordine pubblico e sicurezza urbana che si consuma nel cuore della città. Il Comune non può voltarsi dall’altra parte mentre le strade diventano teatro di assalti ai bus da parte di minorenni”.

​La Fit Cisl sottolinea come il problema del sovraffollamento si scontri con il tema, ormai cronico, dell’attrattività della professione:

​”Ci troviamo di fronte a un paradosso amaro: c’è chi prende la patente e il CQC tramite l’Academy aziendale e poi preferisce andare a lavorare nella logistica o da McDonald’s. Il motivo? Le condizioni lavorative di un conducente di bus oggi sono insostenibili.”  

​Il sindacato accende infine i riflettori sul tema della tutela dei lavoratori, veri e propri capri espiatori di questa situazione:

​”Siamo totalmente solidali con i docenti, gli studenti e le loro famiglie, giustamente esasperati. Ma vogliamo essere chiari: gli autisti sono vittime esattamente come i ragazzi. Sono loro che, guidando mezzi sovraccarichi oltre ogni limite, rischiano in prima persona. Sono loro che devono assumersi l’onere psicologico di chiudere le porte in faccia a minorenni, per colpa di un’azienda che non programma autobus aggiuntivi negli orari di punta. Esigiamo l’attivazione immediata delle corse bis e la convocazione urgente di un tavolo istituzionale. Il diritto alla mobilità e la sicurezza dei lavoratori non sono voci su cui fare cassa con risparmi ingiusti.”

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