Il pubblico delle grandi occasioni ha applaudito e si è emozionato, lunedì sera a XNL Piacenza, in occasione dell’evento speciale “Aspettando Medea. La ferita dell’amore fatale / La tragedia di Euripide dal mito alla scena”, un simposio con protagonisti Paola Pedrazzini, direttrice artistica di Bottega XNL e del Festival di Teatro Antico di Veleia, Leonardo Lidi regista e “maestro” dell’edizione 2026 di Bottega XNL-Fare Teatro e la ‘madrina’ della serata, Lella Costa, artista che tanto si è confrontata con le eroine femminili.
L’introduzione dell’incontro, legato all’imminente apertura del bando per accedere al percorso di alta formazione Bottega XNL – Fare Teatro, è stata affidata al vicepresidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Mario Magnelli, che di questa progettualità ha sottolineato il successo e i riconoscimenti conquistati in pochi anni dal suo avvio.
“Raccontare attraverso le tragedie come siamo ancora oggi”
“C’è un legame sicuramente con Baccanti nel senso che se lì avevamo un dio che scatenava una festa che poi finisce anche lì in tragedia, quest’anno quello stesso dio dell’amore scatena la tragedia vera e propria. Quindi andiamo nell’indicibile, in quello che non si può dire: compiere un infanticidio così e andarsene su questo carro al lato del sole”.

“Sicuramente ci sarà una visione contemporanea non tanto per partire dalla cronaca ma soprattutto perché la grandezza di Euripide è quello di raccontare attraverso le tragedie come siamo ancora oggi, come siamo fatti. Quindi il pensiero sta proprio lì, nel mettere al centro l’amore un’altra volta, questa volta un amore sicuramente più nero”, commenta Leonardo Lidi.
Un teatro che guarda alle giovani generazioni
“Cerco sempre di conoscere le nuove generazioni, anche di spettatori, chi sono, a chi dobbiamo dedicare il nostro tempo e il nostro pensiero in teatro, se non alle nuove generazioni. In questo mi sento molto vicino al progetto di Bottega proprio perché le energie si incentrano rispetto a chi inizia un percorso”.

“Quindi questo concederà al teatro e allo spettacolo di essere contemporaneo perché fatto da chi ha le mani conficcate nel presente e ci può raccontare la propria contemporaneità. Piuttosto che pensare come snellire o come rendere più agile una tragedia, chiediamo ai giovani e chiediamo ai ragazzi che cosa vogliono dal teatro e cerchiamo di seguire le loro intuizioni”.
Lella Costa: “Medea tocca nervi scoperti”
Ed è stata appunto Lella Costa l’ospite d’onore per quella che potremmo definire la serata inaugurale di questa nuova edizione di Bottega XNL-Fare Teatro. Lungo il suo percorso artistico l’amatissima attrice italiana si è confrontata con tante eroine dagli amori tragici, ha dato voce a stupende, modernissime figure femminili, reali o letterarie, sempre attraverso la sua cifra ironica e dissacrante e la sensibilità che la contraddistingue.
“Medea è uno dei personaggi archetipici che forse ci ha influenzato e ha affascinato tantissimi autori”, commenta Lella Costa. “Credo che tocchi anche dei nervi scoperti in noi: l’immagine della donna che uccide i propri figli che noi vediamo succedere anche molto recentemente è qualcosa che ci turba profondamente, una specie di gesto intollerabile. Ma chissà come è andata veramente. Medea è sicuramente una donna che ha pagato un prezzo altissimo per amore, per il suo talento e per il suo eros e questo è qualcosa su cui non possiamo smettere di interrogarci: le donne che pagano prezzi troppo alti per le loro scelte e la dipendenza d’amore. Sembrano queste le caratteristiche di Medea che la rendono come se fosse un personaggio storico reale, mentre è frutto del mito e questa è davvero la magia straordinaria dei classici”.
Il progetto Bottega XNL è promosso da Rete Cultura Piacenza, che comprende Fondazione di Piacenza e Vigevano, Comune di Piacenza, Provincia di Piacenza, Regione Emilia-Romagna, Camera di Commercio dell’Emilia e Diocesi di Piacenza-Bobbio.
MEDEA
A seguire si è innescato uno racconto a più voci, moderato dalla giornalista Donata Meneghelli, attorno alla figura di Medea, così come è stata raccontata da Euripide e dalle narrazioni che lo hanno preceduto. In apertura la lectio magistralis di Paola Pedrazzini, anche autrice del denso volume Medea fra tipo e arche- tipo edito da Carocci, ha guidato il pubblico con rigore e creatività nei misteriosi territori del mythos, spostando l’asse tragico dalla prospettiva infantidiocentrica agli antefatti.
Ne è scaturito un viaggio affascinante lungo la parabola d’amore e morte di Medea, in cui Pedrazzini ha rintracciato il copione di una dolorosa ‘schiavitù’ amorosa di cui la principessa colchica può essere considerata tipo e arche-tipo, e insieme ha tratteggiato un affresco di ciò che rappresentava il teatro nell’Atene del V secolo, colorato da rimandi e inediti approdi nella letteratura moderna e nel cinema: da Pasolini a Truffaut.
«Rileggendo la Medea euripidea – ha sottolineato –, in quella donna che lascia tutto per un uomo appena conosciuto e tanto diverso da lei, che si annulla per lui, che ne fa il suo signore e padrone e che precipita nella disperazione quando lui la abbandona, sembra di vedere i profili di tante altre figure femminili, di carta e di carne, da Adele H. a Madame Bovary, a Camille Claudel».
Talento femminile, dipendenza amorosa, condizione della donna, mito, nascita della tragedia, sono stati gli argomenti ripresi anche da Lella Costa con la cifra dell’ironia e una ricchezza di riferimenti che hanno spaziato da Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare a Lisistrata (l’eroina della commedia di Aristofane che, in versione di teatro di narrazione, la Costa ha presentato nell’edizione 2025 del Festival di Veleia), fino all’oggi, per avvicinare la più tragica delle eroine al nostro tempo, non facendone un simbolo astratto ma una figura attraversata da passioni estreme e contraddittorie.
La tragedia, lasciando aperto il conflitto senza offrire una conclusione rassicurante, continua a generare domande. Dentro questa stessa complessità prenderà forma l’edizione 2026 di Bottega XNL – Fare Teatro, nuovamente affidata da Pedrazzini a Leonardo Lidi, in qualità di regista e Maestro di Bottega, che ha ribadito come il percorso con gli attori e le attrici selezionati partirà dall’attraversare insieme il testo, lasciando che sia l’ascolto della parola tragica e della sua forza emotiva a guidare il lavoro, “perché anche la sofferenza possa diventare materia viva di ricerca scenica”.







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