Si è svolta martedì 26 maggio la giornata conclusiva della IV Edizione del progetto “Sulla Strada Giusta – Insieme per la Sicurezza Stradale”, organizzato dall’associazione Sonia Tosi. Un’iniziativa che, ancora una volta, ha saputo unire istituzioni, scuole, associazioni e cittadini attorno a un messaggio fondamentale: la sicurezza stradale è una responsabilità condivisa, che riguarda ciascuno di noi.
Attraverso dimostrazioni di primo soccorso, simulazioni di guida e momenti di dialogo con operatori e volontari, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di comprendere concretamente quanto ogni scelta sulla strada possa fare la differenza tra la vita e la tragedia. Particolarmente coinvolgenti sono stati i simulatori in grado di riprodurre gli effetti alterati causati dall’assunzione di alcool o droghe: un’esperienza forte, capace di lasciare un segno soprattutto nei più giovani.
Dalle ore 9.00 alle ore 12.00, Piazza Cavalli e Piazza Mercanti a Piacenza hanno ospitato stand e spazi espositivi a cura di Polizia Locale, Polizia Stradale, Carabinieri, Vigili del Fuoco, ACI, Croce Rossa Italiana, Pubblica Assistenza Croce Bianca, FIAB Piacenza, Progetto Vita, UNASCA, NRG Driving Simulation Center, Associazione Sonia Tosi e Fondazione LHS.
La giornata ha rappresentato non solo un momento educativo, ma anche un’occasione autentica di riflessione collettiva sul valore della prevenzione, del rispetto delle regole e della tutela della vita umana.
I vincitori del concorso “Sicurezza e Giustizia fuori dagli sche(R)mi”
Alle ore 10.00, presso il Salone Monumentale di Palazzo Gotico, si è tenuta inoltre la premiazione delle classi partecipanti al concorso di idee “Sicurezza e Giustizia fuori dagli sche(R)mi”, dedicato alla realizzazione di Reel e Spot Radiofonici sul tema della sicurezza stradale.
Terzo posto per la 3^ BS del Liceo Gioia. Secondi classificati i ragazzi della 4^ B dell’Istituto Tecnico A. Tramello. Mentre il primo posto è stato conquistato dalla 3^ BS del Liceo Gioia.
PREMIO Speciale Radio Sound per la realizzazione di uno spot radiofonico alla Web Radio Liceo Melchiorre Gioia.
Grazie al contributo della Banca di Piacenza, sono stati consegnati tre buoni del valore di 1.000 euro ciascuno agli Istituti Scolastici delle tre classi classificatesi ai primi posti, da destinare a progetti e strumenti legati alla sicurezza.
Una significativa occasione di incontro, formazione e sensibilizzazione che ha contribuito a rafforzare una cultura della sicurezza più consapevole e condivisa, nel ricordo di Sonia, Daniele e di tutte le vittime innocenti della violenza stradale.
“Abbiamo voluto coinvolgere tutti gli operatori che svolgono volontariato nell’ambito della sicurezza stradale, le forze dell’ordine, e c’è stata una risposta veramente eccezionale. Di conseguenza è un’iniziativa per far conoscere le tante persone che intervengono quando succedono disastri o quando avvengono incidenti stradali. Veramente sono molto contento del risultato”, commenta Danilo Tosi.
All’evento era presente anche Unasca (Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistica), rappresentata da Monica Giarola, segretario provinciale.
“Unasca si occupa di formazione non solo nelle nostre sedi ma anche in queste bellissime iniziative o presso le scuole. Vogliamo quindi fare un po’ di formazione, non come facciamo in autoscuola ma educazione stradale in un contesto più vario con tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine e delle varie associazioni. Quindi oggi abbiamo portato il monopattino e spieghiamo le nuove regole dei codici della strada sia ai ragazzi che alla cittadinanza”.
Se si parla di sicurezza stradale non possono mancare i vigili del fuoco, rappresentati dall’ispettore antincendio Massimiliano Clini.
“Abbiamo accolto l’invito volentieri perché crediamo molto in questo progetto, la sicurezza stradale, soprattutto quando ci si rivolge ai giovani, è fondamentale. Formando i giovani sulla sicurezza stradale avremo sicuramente degli adulti molto più sereni e consapevoli.
“Negli incidenti stradali il problema grosso è quando si trovano dei giovani, perché la presenza di ragazzi tocca anche le persone che come noi devono per forza mantenere un po’ il cuore “duro” per cercare di fare il migliore intervento possibile”.






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