Città a misura di bimbi, Piacenza solo 84esima. In consiglio comunale critico il centrodestra. Corvi replica: “Abbiamo investito, lo dicono i numeri”

Coppia piacentina sceglie di non vaccinare i figli

É Firenze la provincia dove vivono meglio i bambini. I dati raccolti dal Sole 24 Ore raccontano la qualità della vita dei più piccoli su base territoriale: 20 indicatori misurano servizi, opportunità e condizioni di vita. Piacenza non se la passa bene. Su 107 province, infatti, Piacenza è 84esima. Un dato che è approdato anche in consiglio comunale, con il centrodestra che ha puntato il dito contro l’amministrazione. La prima a introdurre la questione è stata Patrizia Barbieri, civica di centrodestra. In particolare, Barbieri ha focalizzato l’attenzione sullo stato dei parchi pubblici.

“E’ frequente sentire lamentele in merito alla gestione dei parchi: vengono considerati impraticabili, sia dal punto di vista delle frequentazioni in talune zone, sia dal punto di vista manutentivo in tante altre. Dicono che sono difficili da gestire soprattutto con dei bambini piccoli”.

Sara Soresi, Fratelli d’Italia, ha invece portato all’attenzione della giunta il caso di un bimbo disabile che per accedere all’asilo nido avrebbe bisogno di una speciale sedia. Ma il Comune, secondo la consigliera, non avrebbe ancora dato il via libera all’acquisto.

“Città a sostegno dei bambini, si legge quando entriamo a Piacenza e lo leggiamo all’ingresso della città, lo troviamo nei messaggi istituzionali, nei comunicati e in qualche dichiarazione anche della maggioranza che costantemente ci racconta un’amministrazione attenta ai servizi per l’infanzia. Quando poi si entra nella realtà quotidiana emergono invece situazioni che raccontano un aspetto diverso rispetto alle narrazioni di questa maggioranza. Faccio un esempio”.

Il caso

“Una famiglia con un bimbo affetto da una disabilità complessa attende da mesi risposte dagli uffici comunali per l’inserimento al nido, in un percorso che coinvolge tra l’altro anche l’ASL per la formazione del personale dedicato. In questo contesto emerge anche una situazione che solleva una serie di questioni di priorità amministrativa, perché il bimbo per la frequentazione del nido necessiterebbe di un seggiolone posturale, il cui costo è stimato tra i 4 e i 5 mila euro. Dagli uffici del Comune viene però rappresentato un problema di budget, con il rischio concreto che questo minore non possa frequentare il nido. Io personalmente lo trovo inaccettabile, soprattutto se consideriamo quanto investe questo Comune per spese che non rivestono, invece, carattere prioritario rispetto ai servizi essenziali”.

Le parole di Soresi innescano la reazione dell’assessore al Welfare, Nicoletta Corvi.

“Più 69 posti dall’inizio del mandato ad oggi sono un fatto, non un’opinione, sono un fatto, quindi questa è la prima cosa. Nel caso di specie, io ho ben presente questa situazione: abbiamo fatto un incontro con tutti gli operatori sanitari dedicati a questa situazione e in quell’incontro sono emerse delle piste di lavoro che stiamo approfondendo. Quindi l’affermazione che non si potrà garantire la frequenza ad un bimbo perché il Comune ha detto che non spenderà per questo bimbo è un’affermazione falsa”.

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