Eolico sull’Appennino, Tagliaferri (FdI): “Tra Piacenza e Parma 47 pale, bene la transizione ma nel rispetto dei territori”

“Il Governo sta lavorando per coniugare sviluppo delle rinnovabili e tutela del paesaggio. Ora tutti gli enti coinvolti facciano la propria parte con trasparenza e responsabilità”

«La grande partecipazione registrata a Morfasso dimostra che i cittadini vogliono essere informati e coinvolti nelle scelte che riguardano il futuro dei loro territori. È un segnale importante che le istituzioni devono saper ascoltare».

Lo afferma il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri, intervenuto all’assemblea pubblica dedicata al progetto eolico “Parma A”, che interessa i crinali tra le province di Piacenza e Parma.

«Occorre chiarire subito un punto fondamentale: questa non è una battaglia ideologica contro le energie rinnovabili. La transizione energetica rappresenta una sfida necessaria e il Governo nazionale sta lavorando per accompagnarla in modo equilibrato, individuando criteri sempre più chiari per garantire la produzione di energia pulita senza compromettere il patrimonio ambientale, paesaggistico e produttivo dei territori».

Secondo Tagliaferri, proprio per questo è necessario affrontare con serietà e senza semplificazioni un progetto che, nella sua configurazione attuale, prevede complessivamente 47 aerogeneratori da 6,2 MW per una potenza pari a 291,4 MW.

«Quando si parla di un intervento di queste dimensioni non si parla soltanto delle pale eoliche. Si parla di nuove infrastrutture, di viabilità di cantiere, di sbancamenti, di fondazioni, di cavidotti, di impatti paesaggistici e ambientali che interessano un territorio vastissimo. Per questo le valutazioni devono essere approfondite e supportate da dati solidi e verificabili».

Il consigliere regionale sottolinea inoltre come il Governo abbia rafforzato negli ultimi anni gli strumenti di valutazione e le procedure autorizzative proprio per garantire il corretto bilanciamento tra sviluppo energetico e tutela dei territori.

«Le verifiche del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, i pareri del Ministero della Cultura e delle Soprintendenze, così come il coinvolgimento degli enti territoriali, rappresentano garanzie fondamentali per arrivare a decisioni fondate e consapevoli. È un percorso che deve essere affrontato con rigore e senza scorciatoie».

Tagliaferri richiama però anche le responsabilità delle istituzioni regionali e locali.

«Sarebbe sbagliato far credere che tutto dipenda esclusivamente dai Ministeri. La Regione Emilia-Romagna partecipa direttamente al procedimento istruttorio e le valutazioni degli enti regionali hanno un peso significativo. Per questo ciascun livello istituzionale deve assumersi le proprie responsabilità e dire con chiarezza quale idea di sviluppo immagina per l’Appennino».

Dall’incontro di Morfasso, prosegue il consigliere regionale, è emersa una forte convergenza tra amministratori, tecnici, associazioni e cittadini.

«Al di là delle appartenenze politiche, è emersa una richiesta comune: avere informazioni complete, valutazioni trasparenti e risposte concrete sulle conseguenze che un intervento di questa portata potrebbe produrre sul paesaggio, sulla biodiversità, sull’agricoltura, sul turismo e sugli equilibri idrogeologici della montagna».

Infine la conclusione.

«La vera questione non è essere favorevoli o contrari alle energie rinnovabili. La vera questione è capire se questo progetto sia realmente compatibile con il territorio che dovrebbe ospitarlo e se i benefici attesi siano proporzionati agli impatti che potrebbe generare. Le montagne dell’Alta Val d’Arda, della Val Nure e dell’Appennino tra Piacenza e Parma rappresentano un patrimonio ambientale, economico e identitario straordinario. Meritano valutazioni rigorose, massima trasparenza e decisioni assunte nel pieno rispetto delle comunità che le vivono ogni giorno».

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