Lavoro di squadra e umanità, quante storie ruotano intorno a un salvataggio col defibrillatore: le emozioni del Memorial Saltarelli – AUDIO e FOTO

Lavoro di squadra e umanità, quante storie ruotano intorno a un salvataggio col defibrillatore: le emozioni del Memorial Saltarelli AUDIO e FOTO

Dietro un defibrillatore non ci sono soltanto una macchina, una scarica elettrica e una procedura di emergenza. Ci sono persone.

Chi improvvisamente cade a terra, chi chiama il 118, chi comincia un massaggio cardiaco, chi corre a prendere un DAE e chi, magari per la prima volta nella propria vita, si trova a doverlo utilizzare.

E poi, qualche mese dopo, può esserci un incontro. Quello tra una persona che è ancora qui e coloro che hanno contribuito a salvarle la vita.

Il 18° Memorial “…Ricordando Maurizio Saltarelli”

È questo il significato più profondo del 18° Memorial “…Ricordando Maurizio Saltarelli”, che si è tenuto nella Sala Piana dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. L’appuntamento annuale ricorda Maurizio Saltarelli, che aveva creduto nella defibrillazione precoce e che fu egli stesso vittima di un arresto cardiaco.

A condurre la serata Nicoletta Bracchi, con al tavolo dei relatori Daniela Aschieri, Ernesto Grillo, Paolo Rebecchi e il prefetto A condurre la serata Nicoletta Bracchi, con al tavolo dei relatori Daniela Aschieri, Ernesto Grillo, Paolo Rebecchi, Gaetano Rizzuto e il prefetto Patrizia Palmisani. Al centro della serata, dopo l’intervento della responsabile scientifica di Progetto Vita Daniela Aschieri, sono state soprattutto le storie dei sopravvissuti e dei loro soccorritori.

Storie diverse per luogo, età e circostanze, ma accomunate dalla rapidità della catena del soccorso e, in molti casi, dall’impiego tempestivo di un defibrillatore.

Michele Corti salvato per la seconda volta con un defibrillatore

Una delle più particolari è quella di Michele Corti, 62 anni: già salvato con un defibrillatore nel 2007, il 13 ottobre dello scorso anno è stato colpito da un nuovo malore mentre era in auto con la moglie Mariuccia Gnocchi.

Dopo la chiamata al 118, la donna ha fermato un’auto di passaggio: a bordo c’erano tre giovani atleti del Calenduskies basket, Stefano Carone, Mattia e Filippo Alessandrini.

I ragazzi hanno recuperato il DAE pubblico collocato alla pizzeria Sammy e lo hanno utilizzato: una scarica ha fatto ripartire il cuore di Corti.

Le manovre sono proseguite, sotto la guida telefonica del 118, fino all’arrivo dei soccorritori. Al Memorial, Corti ha potuto ritrovare e ringraziare la moglie e le persone intervenute quel giorno.

Il racconto di Mariuccia Gnocchi

Mariuccia Gnocchi, moglie di Michele Corti, è tornata con la memoria a quei minuti drammatici. Aveva frequentato un corso di rianimazione, che si è rivelato prezioso, ma l’emergenza è cominciata in una situazione particolarmente difficile: mentre la coppia era in auto, il marito ha accusato il malore e ha perso il controllo della vettura.

“Io non sapevo cosa fare”, ha raccontato Mariuccia.

Una volta riuscita a fermare l’auto, però, è arrivato un aiuto tanto provvidenziale quanto inatteso. Dietro di loro viaggiavano infatti i tre giovani atleti Stefano Carone, Mattia e Filippo Alessandrini. Mariuccia li ha fermati e i ragazzi hanno immediatamente compreso la situazione, recuperando il defibrillatore pubblico più vicino e intervenendo su Michele.

“Sapevano cosa fare, hanno saputo esattamente come muoversi. In pratica gliel’hanno salvata loro la vita”, ha ricordato.

Per Mariuccia, ritrovarsi al Memorial insieme ai ragazzi che quel giorno si trovavano casualmente sulla stessa strada ha significato poter incontrare ancora una volta coloro che, nel momento decisivo, non hanno esitato a fermarsi e intervenire.

Angelo Balordi, l’arresto cardiaco durante una partita di calcetto

C’è poi la storia di Angelo Balordi, 76 anni. Il 22 ottobre 2025 stava giocando a calcetto alla Vittorino da Feltre e si preparava a battere un calcio d’angolo. Poi il vuoto. Colpito da un arresto cardiaco, è stato immediatamente soccorso dai compagni di gioco. Il defibrillatore presente nella struttura ha indicato la necessità della scarica e, dopo l’erogazione, il cuore ha ripreso a battere.

In pochi minuti Balordi ha ripreso conoscenza direttamente sul campo, prima dell’arrivo e dell’intervento degli equipaggi di soccorso.

Francesco Fidone, il malore al ristorante Torretta

Francesco Fidone, invece, era a pranzo con alcuni amici al ristorante Torretta di Chiavenna Rocchetta quando, l’8 marzo scorso, è stato colpito da arresto cardiaco.

Tra i presenti c’era Massimo Nolli, già direttore della Rianimazione di Piacenza, che ha iniziato il massaggio cardiaco, mentre veniva chiamato il 118 e Roberto Pollaroli recuperava il DAE pubblico collocato all’esterno del ristorante.

Le prime scariche hanno fatto ripartire il cuore, poi sono intervenuti Pubblica Assistenza, 118 ed Elisoccorso.

Federico Molinari salvato durante una serata a Bettola

Un’altra serata che avrebbe potuto avere un epilogo completamente diverso è quella dell’8 dicembre 2025 a Bettola. Federico Molinari, 81 anni, stava ballando nella sala Polivalente quando è stato colpito da un malore. Massimo Ghidini, Gimmy Zanellotti e Paolo Mutti hanno recuperato il defibrillatore del vicino campo sportivo.

Dopo la scarica Molinari ha riaperto gli occhi. Oggi sta bene: non ha partecipato al Memorial perché, come ricorda la stessa scaletta della manifestazione, si trova al mare in Liguria.

Mauro Prati e il DAE che aveva voluto per il quartiere

Particolarmente recente la vicenda di Mauro Prati, avvenuta appena il 12 settembre.

Di quei minuti Mauro non conserva alcuna immagine. “Non ricordo niente. Mi ricordo il prima e il dopo, ma di quella mezz’ora, tre quarti d’ora non ho nessun ricordo”, ha raccontato.

A ricostruire per lui quanto accaduto sono stati soprattutto la moglie Giusy Gualla e i colleghi soccorritori della Croce Bianca, di cui Mauro è volontario da dieci anni.

C’è poi una coincidenza che rende la sua storia ancora più significativa.

Quando Progetto Vita aveva avviato il progetto per cardioproteggere la zona di via Dante, non tutti i condomìni avevano aderito.

Proprio Mauro, conoscendo bene l’importanza della defibrillazione, aveva chiesto che uno dei DAE fosse collocato sulla sua proprietà e restasse a disposizione di tutti.

Anni dopo, quel defibrillatore è servito a salvare proprio lui.

L’intervento della moglie Giusy e del vicino Marco Trivini

A utilizzarlo sono stati la moglie Giusy e il vicino di casa Marco Trivini. Giusy, che ogni anno frequenta il corso di rianimazione, si è trovata improvvisamente a dover mettere in pratica ciò che aveva imparato sulla persona a lei più cara.

“Questa volta l’ho dovuto usare su mio marito ed è stata una cosa un po’ forte”, ha ricordato. Le sue urla hanno richiamato Marco, che ha capito immediatamente la gravità della situazione. I due hanno liberato Mauro dalla cintura, lo hanno adagiato fuori dall’auto e Trivini è corso a prendere il DAE.

“Ho cominciato il massaggio, abbiamo attaccato le piastre e ha cominciato a respirare”, ha raccontato.

Una storia nella storia: un volontario che aveva voluto un defibrillatore a disposizione del quartiere è diventato, un giorno, la persona che proprio quel defibrillatore ha contribuito a salvare.

Michele Sponton, il malore sull’A1

Il Memorial ha ripercorso anche la vicenda di Michele Sponton, 53 anni, colpito da malore il 15 novembre 2025 mentre viaggiava sull’A1 nella zona di Cadeo.

Gli amici Giovanni Ginepro e Massimo Castagnone lo hanno portato fuori dall’auto e hanno iniziato le manovre di rianimazione seguendo le indicazioni del 118.

All’arrivo della Pubblica Assistenza di Fiorenzuola è stato applicato il defibrillatore, con diverse scariche, prima della stabilizzazione e del trasporto in ospedale.

Le storie di Umberto Ballabio, Maurizio Molinari ed Ettore Zanotti

Sono state ricordate anche le storie di Umberto Ballabio, colpito da malore mentre cenava al ristorante dell’NH Hotel di Piacenza; di Maurizio Molinari, 68 anni, soccorso all’Osteria di Santimento e ripresosi senza danni; e di Ettore Zanotti, 45 anni, colpito da arresto cardiaco mentre pranzava a casa con i genitori e soccorso dagli equipaggi della Croce Bianca e del 118.

Angelina Paraboschi, il malore al supermercato

Tra le persone presenti al Memorial anche Angelina Paraboschi, 57 anni.

Il 6 giugno scorso stava facendo la spesa al Lidl di Ponte dell’Olio quando è improvvisamente caduta a terra.

I presenti hanno iniziato la rianimazione guidati in videochiamata dagli operatori del 118, fino all’arrivo della Pubblica Assistenza Valnure, che ha applicato il defibrillatore ed erogato le prime scariche.

Raphael Auguste Maiocchi soccorso a Fontana Fredda

L’ultima storia di salvataggio inserita nel programma è quella di Raphael Auguste Maiocchi, colpito da malore nella propria abitazione a Fontana Fredda di Cadeo il 3 agosto.

Quando i soccorritori della Croce Rossa di Roveleto sono arrivati, l’uomo era privo di segni vitali.

L’applicazione del DAE e alcune scariche hanno permesso al cuore di ripartire; il paziente è stato quindi stabilizzato dagli equipaggi del 118 e trasportato in ospedale.

Il riconoscimento a Metronotte Piacenza

Non soltanto singoli interventi.

Nel corso della serata è stato consegnato anche un riconoscimento a Metronotte Piacenza per la collaborazione assicurata negli anni a Progetto Vita e ad Andrea Gatti, protagonista dell’ultimo intervento con il defibrillatore.

Due nuovi defibrillatori per l’Università Cattolica di Piacenza

Il Memorial è stato anche occasione per compiere un nuovo passo nella diffusione dei DAE sul territorio: due defibrillatori sono stati donati dal professor Daniele Fornari all’Università Cattolica del Sacro Cuore per la sede di Piacenza, con la consegna al professor Angelo Manfredini.

Riconoscimenti sono andati inoltre a Leonardo Garilli e Martina Santoro, organizzatori del “Side by side World Meeting 2026”, per la donazione a Progetto Vita, e ai partecipanti del torneo di padel organizzato a favore dell’associazione.

Le storie dei sopravvissuti e il valore della defibrillazione precoce

A restare, al termine del Memorial, sono soprattutto le storie.

Un campo da calcetto, un ristorante, un supermercato, un’autostrada, una sala da ballo, la propria casa: l’arresto cardiaco può avvenire ovunque.

E le vicende raccontate alla Cattolica mostrano concretamente quanto possano diventare decisivi quei minuti che separano il malore dall’arrivo dei soccorsi.

È il messaggio che, anno dopo anno, accompagna il Memorial dedicato a Maurizio Saltarelli: un defibrillatore disponibile, una persona pronta a intervenire e una catena del soccorso che si attiva rapidamente possono trasformare un’emergenza in una storia che, mesi dopo, può essere raccontata insieme.

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