Tra partiture e memorie, le voci femminili dell’opera riscoperte al Conservatorio Nicolini

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Tra le pieghe ingiallite di antiche partiture e le voci dimenticate del melodramma ottocentesco, venerdì 30 gennaio l’auditorium del Conservatorio Nicolini si è trasformato in uno spazio di ascolto e riscoperta. “Echi di donna” non è stata solo una conferenza-concerto, ma un viaggio affascinante dentro l’universo femminile dell’opera lirica, riportato alla luce grazie alle carte del prezioso Fondo Giudici e Strada del Conservatorio Nicolini; raccolta di partiture autografe destinate al noleggio teatrale, testimonianza unica dell’attività editoriale di Giovan Battista Giudici e Achille Strada, attivi a Torino dalla metà dell’Ottocento.

L’incontro si inserisce nel progetto PNRR Casta Diva, sostenuto da NextGenerationEU, che punta a restituire centralità alle figure femminili del teatro musicale italiano, spesso relegate ai margini della storiografia. Dallo studio di questo straordinario archivio emergono donne potenti, contraddittorie, tragiche e modernissime: Cleopatra, la Contessa di Amalfi, Susanna, Francesca da Rimini, la Contessa di Mons. Regine, nobildonne ed eroine sospese tra amore e dovere, simboli di una femminilità attraversata dal conflitto e dalla ricerca di autonomia, che nell’opera lirica trovano una voce intensa e senza tempo.

Durante la conferenza sono stati presentati i risultati delle ricerche, coordinate da Patrizia Florio, di Benedetta Broegg, Chiara Foti e Irene Volpi, seguite da un intervento musicale che ha coinvolto anche lo studente Guido Pagani, con il contributo organizzativo di Umberto Viola.

Benedetta Broegg ha analizzato La contessa d’Amalfi di Errico Petrella, mettendo in luce la complessità psicologica di una protagonista lontana dal modello dell’eroina romantica. Irene Volpi si è soffermata su Francesca da Rimini di Antonio Cagnoni, illustrandone la vicenda e la storia editoriale, segnata dalla revisione del 1888 e dalle riprese curate anche da Arturo Toscanini. Chiara Foti ha infine ripercorso la figura di Lauro Rossi, presentando Cleopatra e La contessa di Mons e raccontando alcuni curiosi aneddoti legati ai suoi manoscritti. 

La serata si è chiusa con l’esecuzione di brani tratti dalla riduzione per flauto e pianoforte Cleopatra di Lauro Rossi e una fantasia su L’Ombra di Friedrich von Flotow, con Benedetta Broegg e Guido Pagani al pianoforte, Irene Volpi al violino e Chiara Foti all’ottavino. Echi di donna ha così confermato la forza dell’opera come linguaggio capace di parlare ancora al presente, restituendo spazio e dignità a voci femminili che, dall’Ottocento a oggi, continuano a interrogare il nostro immaginario.

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