Lega e Fratelli d’Italia: “I treni Rock fanno flop, pendolari stremati”

Lega e Fratelli d’Italia: “I nuovi treni “Rock” si stanno rivelando un vero flop. Sia chiaro: i nuovi convogli sono confortevoli, tuttavia sono “corti”. Stando a quando dice Trenitalia non consentono l’aggiunta di carrozze ulteriori. Il risultato è quello di un treno moderno, confortevole, ma che non risolve il problema del pendolarismo fra Piacenza e Milano”.

I consiglieri regionali della Lega, Matteo Rancan, e di Fratelli d’Italia, Giancarlo Tagliaferri e Fabio Callori sono critici sui nuovi treni Rock; il nuovo convoglio regionale a doppio piano progettato e costruito da Hitachi Rail Italy. Convoglio che può essere a 4, 5 o 6 carrozze con prestazioni paragonabili a quelle di una metropolitana.

“I nuovi convogli continuano a non essere sufficientemente capienti rispetto alle esigenze del flusso di viaggiatori che percorre quotidianamente la tratta Piacenza-Milano; tant’è che sono ancora troppe le persone costrette a rimanere in piedi sul vagone anche per lunghe tratte. La situazione è già insostenibile oggi, ad alcune settimane dalla messa su rotaie dei nuovi convogli. Figuriamoci quando saremo a metà mese quando l’affluenza sul treno aumenterà sensibilmente in concomitanza con le ferie estive” sottolineano i consiglieri.

“Benché abbiamo portato il tema del pendolarismo all’attenzione della Giunta, con la quale abbiamo anche seriamente collaborato per arrivare a percorsi condivisi, oggi possiamo dire che la risposta dei treni “Rock” alle esigenze dei pendolari non è stata affatto risolutiva. Ora non ci resta che intraprendere un’azioen politica forte nei confronti del governo regionale, affinché si arrivi alla risoluzione del problema dei pendolari che sulla tratta Piacenza-Milano sono costretti a patire condizioni insostenibili. Del resto non abbiamo mai tollerato, né tollereremo mai che i nostri pendolari vengano considerati – e trattati – come fossero di serie “B” rispetto a quelli del resto del territorio dell’Emilia-Romagna” concludono.