Occupazione ancora in calo ad aprile nelle PMI e nell’artigianato, Cna: “Servono sgravi e incentivi per favorire le assunzioni”

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La preoccupante tendenza negativa dell’andamento occupazionale nelle imprese artigiane micro e piccole, già registrata a febbraio e a marzo, si è ulteriormente consolidata, purtroppo, nel mese di aprile.

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La pandemia, quindi, ha impattato pesantemente sull’occupazione tanto che dopo anni di crescita, il segno negativo diventa prevalente: tra marzo e aprile, infatti, si è perso più di un punto percentuale di occupati che tradotto in numeri significano 13.500 addetti nel solo mondo dell’artigianato. Negli stessi mesi, gli anni scorsi, l’occupazione realizzava aumenti di pari misura.

“Purtroppo – commenta il Presidente provinciale di CNA, Giovanni Rivaroli – si tratta di un vistoso passo indietro nonostante il massiccio ricorso agli strumenti di integrazione del reddito che, nel caso dell’artigianato, ha permesso a oltre 730mila dipendenti di ottenere il contributo del Fondo di solidarietà bilaterale dell’artigianato, l’istituto di cassa integrazione del settore. Si tratta di una tendenza negativa che potrebbe ulteriormente peggiorare nei prossimi mesi, per questo credo che per invertire la rotta e dare un segnale forte al mondo produttivo, il Governo dovrebbe introdurre sgravi fiscali e incentivi concreti per favorire le assunzioni”.

Il calo dell’andamento occupazionale di aprile è stato rilevato dall’Osservatorio mercato del lavoro CNA, curato dal Centro studi della Confederazione, che analizza mensilmente le tendenze dell’occupazione nell’artigianato e nelle micro e piccole imprese, su un campione di quasi 20mila imprese associate con circa 140mila dipendenti.

“Il preoccupante dato di aprile, mese interamente in lockdown – spiega il Direttore di CNA Piacenza, Enrica Gambazza – porta in terreno negativo la variazione tendenziale che registra un -0,8% contro il +2,8% di un anno fa. Il regresso è il frutto di una drastica diminuzione delle assunzioni, calate in aprile dell’81% dopo il -24,7% di marzo, non compensata dal robusto decremento delle cessazioni, scese del 37,1%. Molte imprese continuano a lamentare cali nei ritmi di attività, anche a causa delle nuove e stringenti misure di sicurezza. Sull’andamento dell’economia, e quindi dell’occupazione, è probabile inoltre che possa incidere il calo della domanda derivato dalla forte incertezza, dalla riduzione dei consumi, dall’aumento dei listini. Un combinato disposto di fattori che può solo favorire l’ulteriore riduzione dell’occupazione”.

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