Come Legambiente Circolo di Piacenza “E. Politi” desideriamo esprimere la nostra posizione circa l’iter autorizzativo in corso sul Progetto di Parco Eolico tra Ferriere e Santo Stefano che in queste settimane ha giustamente catturato l’attenzione di tantissimi cittadini e forze politiche.
LA NOTA DI LEGAMBIENTE
Siamo da sempre favorevoli alle politiche verso la transizione energetica e la uscita dalla dipendenza dalla fonti fossili tramite tutte le tipologie di fonti rinnovabili, ma come ben sanno non solo i nostri soci ed amici ma soprattutto anche i nostri detrattori, le nostre posizioni nei confronti di qualunque scelta di installazione industriale, di qualsiasi tipologia, sono da sempre improntate ad un approccio scientifico e non dogmatico. Valutandone serenamente i benefici e i costi attesi così come le alternative possibili.
Il Progetto di eolico sul Crociglia non fa eccezione. Legambiente ritiene che il progetto proposto da Ferriere Wind Srl non sia sostenibile per molte ragioni che esprimeremo dettagliatamente nelle osservazioni. Non è sostenibile soprattutto perché costruito sulla necessità di un vantaggio privato a discapito di un territorio fragile e che rappresenta un patrimonio naturalistico e identitario della comunità piacentina. Non è affatto una posizione incoerente. Siamo assolutamente favorevoli allo sviluppo delle rinnovabili ma quando rappresentano la concretizzazione di un prevalente interesse pubblico, che qui non c’è.
Elenchiamo velocemente alcune delle molte ragioni tecniche e ambientali che vanno in senso contrario alla realizzazione del progetto: dalla probabile assenza di ventosità sufficiente, non provata da rilevazioni puntuali ma sulla base di modelli matematici teorici con gradi di incertezza elevati e tra l’altro non pienamente illustrate nella documentazione, alla contrarietà a normative regionali e nazionali, all’impatto straordinario, su un territorio delicato e paesaggisticamente tutelato, delle previste importanti modifiche della viabilità esistente.
Le attuali strade forestali e i sentieri di crinale verrebbero convertiti in piste di cantiere con carreggiate larghe fino a 5 metri. Nei punti di svolta verrebbero realizzati imponenti sbancamenti per consentire il passaggio dei bilici speciali per il trasporto delle pale e del materiale necessario per l’elevazione delle torri che incideranno in modo permanente sulla morfologia dei luoghi e allo snaturamento della preziosa sentieristica storica. Senza parlare degli sbancamenti e scavi per i plinti di cemento (centinaia di migliaia di metri cubi) che determineranno prevedibili gravi effetti sull’assetto idrogeologico del territorio.
Ciò che è importante in progetti di questo genere è pesare attentamente i costi dell’operazione rispetto ai vantaggi collettivi. Confronto che nel progetto, dalle prime valutazioni sembra assente ed inoltre difficile da effettuare nell’ambito di procedure che – in nome della semplificazione – hanno reso quasi impossibile una valutazione oggettiva, a causa sia degli scarsissimi tempi per formulare le osservazioni da parte dei cittadini e del continuo indebolimento degli enti di controllo che devono esprimere i pareri sul progetto.
E’ evidente, considerate le mancanze di queste tipologie di progetti, che occorra in generale riequilibrare e correggere il concetto di “prevalente interesse pubblico” che la legge nazionale riserva a questa tipologia di impianti, facilitandone le approvazioni, attraverso l’adozione di una puntuale normativa e cartografia delle aree idonee che la Regione dovrà affrontare a breve, normativa che ne definisca i limiti, coinvolgendo attivamente, attraverso percorsi partecipati, i territori.
C’è una ragione ulteriore che impone di contrastare questo progetto oltre alle mancanze ed alle evidenti incompatibilità normative. Dalla veloce e corposa raccolta di firme, dalla ferma presa di posizione delle amministrazioni della montagna e delle associazioni escursionistiche, emerge chiaramente che il Crociglia e tutto il crinale della val Nure, quello che tantissimi piacentini hanno percorso – almeno una volta nella vita – con la “marcia longa”, è un ambiente il cui valore quasi sacrale, impone una cura che va ben oltre alle norme del Piano Paesaggistico.
Si fa spesso abuso del termine “bene comune” ma mai come in questo caso è il più adatto per qualificare questa magnifica porzione di territorio; un luogo del cuore oltre che un immenso e pregiato patrimonio naturalistico. La realizzazione di questo progetto eolico rappresenterebbe uno sfregio difficilmente rimediabile e non compensato dai benefici energetici ed economici, vantati dal proponente.
E’ da queste prime considerazioni che esprimiamo una valutazione negativa e contraria a questo Progetto, fermo restando la nostra convinzione della necessità di una forte accelerazione verso la transizione energetica e le fonti rinnovabili per uscire dalla dipendenza dal fossile, sempre improntata ad una sostenibilità prima di tutto ambientale e paesaggistica. Passi in avanti si sono fatti in questi anni ma tanta strada, soprattutto dalla politica, deve ancora essere percorsa.
Iscriviti per rimanere aggiornato!
Compilando i campi seguenti potrai ricevere le notizie direttamente sulla tua mail. Per garantire che tu riceva solo le informazioni più rilevanti, ti chiediamo gentilmente di mantenere aggiornati i tuoi dati.
