“Si tratterà di risorse inedite per questa regione”. Con queste parole il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, ha annunciato il Piano energetico regionale nel corso della seduta della commissione II “Politiche economiche” di lunedì 6 luglio. I punti di forza del nuovo piano regionale, in via di definizione, sono l’indipendenza energetica, la riduzione del costo dell’energia per famiglie e imprese, il sostegno all’autoconsumo di prossimità e più sicurezza nella produzione di energia.
Nuovi obiettivi di sostenibilità
“Bisogna sostenere nuovi obiettivi di sostenibilità – ha detto Colla – poiché ci portano a sicurezza e indipendenza energetica. Il cambiamento climatico in Emilia-Romagna non è uno scenario futuro, è un impatto presente. Il nuovo Piano energetico regionale non sarà in continuità con il precedente: lo scenario impone novità per raggiungere gli obiettivi. Serve una governance 2040 per una piattaforma integrata regionale”.
Pur non sbilanciandosi sull’entità delle risorse che la Regione stanzierà per i prossimi anni, il vicepresidente ha affermato che “si tratterà di risorse inedite per questa Regione”. Colla ha inoltre affermato di condividere la posizione del presidente della commissione “Politiche economiche” Luca Quintavalla rispetto alla futura destinazione dell’ex centrale nucleare di Caorso a centro dedicato alle energie rinnovabili, anche aperto alla ricerca e alla sperimentazione: una indicazione già espressa, nei confronti del soggetto competente Sogin, in occasione del Tavolo per la trasparenza sulla dismissione della centrale.
La politica energetica
“La politica energetica è un elemento centrale del nostro sistema – afferma il presidente della commissione Politiche economiche, Luca Quintavalla – nonché un elemento di sovranità economica. Nel Piano energetico che stiamo preparando, un occhio di riguardo viene riservato alle cosiddette povertà energetiche, con aiuti alle famiglie spesso in difficoltà di fronte ai costi dell’energia per uso domestico. Determinante anche il supporto alle imprese, che negli ultimi anni hanno sofferto non poco l’aumento dei prezzi: è un tema, questo, che si ripercuote a catena fino all’utente finale”.
“Come Regione, ci stiamo assumendo l’impegno di mitigare i disagi per salvaguardare filiere, commercio ed economie familiari; serve però un’azione più forte a livello nazionale per ottenere i risultati auspicati. Ringrazio inoltre il vicepresidente Colla per aver sostenuto anche in commissione la mia proposta di destinare il sito dell’ex centrale di Caorso, in via di dismissione, alla produzione di energia rinnovabile: proprio nei giorni scorsi ho presentato un’interrogazione per chiedere alla giunta di rivolgersi al governo al fine di valutare una diversa collocazione dell’impianto di accumulo Bess, previsto attualmente nella località di Zerbio di Caorso, proponendo lo spazio dell’ex centrale nucleare”.
L’impegno della Regione Emilia-Romagna per l’energia rinnovabile non nasce oggi. Nel 2021-2025 sono stati stanziati 790 milioni di euro (+25,5% rispetto al quinquennio precedente) di risorse pubbliche che hanno raggiunto 28mila soggetti sul territorio. Risorse grazie alle quali è stato garantito un efficientamento energetico che, a parità di utilizzo dell’energia elettrica, ha fatto calare i consumi del 7%, avvicinandosi così al target europeo del’11%. In Emilia-Romagna, inoltre, l’energia prodotta da fonti rinnovabili è pari a circa il 14% e negli ultimi anni le emissioni di anidride carbonica sono calate del 7%.
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