Giovani ragazze nigeriane costrette a prostituirsi, riconosciuti i danni anche al comune di Piacenza

Prostituzione

Giovani ragazze nigeriane costrette a prostituirsi, il riscatto grazie al progetto “Oltre la strada”. Dal Tribunale di Bologna riconosciuti i danni anche al Comune di Piacenza.

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Si è concluso il procedimento penale relativo a reati di tratta, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione a danno di due giovanissime ragazze nigeriane, una delle quali minorenne. Il Tribunale di Bologna ha riconosciuto al Comune di Piacenza, costituitosi parte civile, il risarcimento del danno a titolo patrimoniale e non patrimoniale subito dall’Ente; oltre a quello riconosciuto direttamente alle ragazze, parti civili nel giudizio col patrocinio dello Stato.

La storia delle due è purtroppo tanto triste quanto frequente. Il reclutamento avvenne in Nigeria, ad opera della sfruttatrice processata, ora nel carcere di Genova, condannata a 8 anni di reclusione.

Venduta dalla famiglia

La ragazzina minorenne arrivò in Italia con un barcone dalla Libia, dopo essere stata in un campo profughi. Era convinta di trovare impiego come baby sitter o parrucchiera per essere invece costretta alla strada. Per il viaggio, i suoi sfruttatori le dissero che aveva accumulato un debito di 30 mila euro; con un rito tribale, l’avevano indotta all’impegno al pagamento prostituendosi, pena la morte. Rimasta incinta nel periodo in cui era obbligata a prostituirsi, l’avevano costretta ad abortire.

Era stata proprio la famiglia a vendere la ragazzina agli sfruttatori. Ribellatasi alla sua sorte già in Nigeria, per questo l’avevano più volte picchiata e poi costretta a venire in Italia, sempre col peso di un debito di viaggio di 25 mila euro, da riscattare prostituendosi.

Il Giudice ha quindi riconosciuto il diritto per il Comune ad avere il necessario ristoro sia dei danni che reati di tal fatta arrecano al buon nome e all’onorabilità dell’Ente e del territorio che rappresenta.

Ristoro anche a livello materiale, in ragione delle risorse economiche investite nelle azioni di contrasto alla criminalità e di sostegno alle vittime per il loro recupero umano e sociale.

La sentenza, che segue altre analoghe pronunce a favore del Comune, costituisce una ulteriore conferma, quand’anche ce ne fosse bisogno, dell’importanza e dell’efficacia del programma di protezione, assistenza e integrazione sociale “Oltre la Strada”.

Programma all’interno del quale una delle due giovani è stata da subito inserita e a cui il Comune di Piacenza dà attuazione a partire dal 1996, anno della sua istituzione. Il programma ha fornito sostegno, accoglienza e accompagnamento a quanti decidono di uscire dalla situazione di sfruttamento in cui si trovano.

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