Referendum giustizia, il ministro Nordio: “Una riforma che allinea l’Italia alle democrazie occidentali, peccato venga politicizzata”

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, è stato a Piacenza lunedì 17 febbraio per un appuntamento pubblico dedicato al tema della riforma della giustizia.

L’incontro, dal titolo “Le ragioni del sì”, si è tenuto alle ore 18 presso l’Auditorium Sant’Ilario e ha visto la partecipazione anche del ministro piacentino per gli Affari Europei Tommaso Foti e dell’avvocato Mauro Paladino, vicepresidente della Scuola Superiore della Magistratura e membro del comitato “Sì alla Riforma”.

L’evento è stato l’occasione per approfondire i contenuti della riforma e le motivazioni che sostengono la campagna per il “sì”, attraverso il confronto tra rappresentanti istituzionali e figure di rilievo del mondo giuridico.

“Purtroppo, si sta virando verso una politicizzazione del referendum che io avevo sempre auspicato non avvenisse, perché è una riforma che ritengo liberale: dovrebbe allineare e secondo me allineerà l’Italia alle grandi democrazie occidentali dove le carriere sono separate”.

“Purtroppo, vedo, e me ne rammarico, che sta virando verso una politicizzazione, quindi una specie di referendum contro il governo che va a snaturare completamente questo referendum. Io spero anche io che i toni si abbassino e che si parli esclusivamente del contenuto della riforma”.

Il fronte del no

Contestualmente, alle 17, in piazzetta San Francesco Cgil e lavoratori della giustizia hanno allestito un sit-in per ribadire le proprie ragioni del No. In particolare erano presenti lavoratori del comparto Giustizia che di fatto lamentano: il referendum pone quesiti e problemi sbagliati, ci sono altri problemi che rallentano la giustizia.

“Noi vogliamo che il ministro capisca le nostre esigenze e quali sono i veri problemi del Ministero della Giustizia, quelli che realmente vanno poi ad incidere sulla vita dei lavoratori e anche dei cittadini italiani che poi si vedono come attori del sistema giudiziario. Secondo il nostro punto di vista i problemi sono quelli della stabilizzazione”.

“Ad oggi vediamo che il Ministero si concentra in toto su questo referendum e noi siamo ancora in attesa di una risposta a distanza di pochissimi mesi, dopo quattro anni di servizio. Si dice che non funziona la giustizia perché i magistrati sono insieme, sia i PM che i giudici: questo diciamo che non è il problema fulcro della giustizia. Il problema fulcro della giustizia è la mancanza del personale, la mancanza di sistemi operativi validi”.

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