Sanità in Val Nure, Tagliaferri (FdI): “La Regione conta le prestazioni ma non dimostra quanto funzioni il modello”

Il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri presenta una richiesta integrativa di accesso agli atti e una nuova interrogazione: “Bene i risultati dell’oncologia a Bettola, ma servono dati su ricoveri evitabili, Pronto soccorso, personale e tempi di presa in carico”.

Sanità di prossimità in Val Nure, Tagliaferri: “La risposta della Regione è incompleta”

“La sanità di prossimità non si misura soltanto contando quante prestazioni vengono erogate. Bisogna sapere quanti ricoveri si riescono a evitare, se diminuiscono gli accessi impropri al Pronto soccorso, quanto tempo occorre per prendere in carico una persona fragile e quali benefici concreti arrivano ai cittadini. Su questi aspetti la risposta della Regione alla nostra richiesta di accesso agli atti è incompleta”.

Lo dichiara Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, intervenendo sul riscontro fornito dalla Direzione generale Cura della persona, salute e welfare alla pratica di accesso agli atti n. 356/2026, relativa ai servizi sanitari territoriali di Bettola, Farini, Ferriere e Ponte dell’Olio.

Oncologia a Bettola, 639 prestazioni nei primi otto mesi del 2026

“La Regione ha trasmesso diversi dati sulle attività assistenziali e alcuni risultati meritano di essere riconosciuti. In particolare, l’ambulatorio oncologico della Casa della Comunità di Bettola ha erogato 575 prestazioni nel 2025 e 639 nei primi otto mesi del 2026, assistendo rispettivamente 52 e 59 pazienti. Secondo le stime comunicate, il modello avrebbe consentito un risparmio netto di circa 175 mila chilometri di spostamenti. Sono risultati significativi, che dimostrano il valore delle cure vicino a casa”.

Ma è proprio da questi risultati, sottolinea Tagliaferri, che nasce la necessità di un approfondimento.

Ricoveri evitabili e Pronto soccorso, richiesti dati specifici per quattro Comuni

“Abbiamo chiesto dati precisi per comprendere se il modello della Val Nure produca anche benefici misurabili sulla continuità assistenziale, sui ricoveri evitabili, sugli accessi al Pronto soccorso e sui tempi di presa in carico. La Regione rinvia a reportistiche generali, senza fornire un quadro specifico e comparabile dell’efficacia dei servizi nei quattro Comuni interessati”.

Infermiere di famiglia e comunità, chiarimenti sulle 36 ore settimanali

Un ulteriore elemento riguarda il personale.

“Dal riscontro emerge la presenza di un infermiere di famiglia e di comunità, per 36 ore settimanali, nell’organizzazione dei servizi di prossimità della Val Nure. È necessario conoscere come queste ore siano distribuite tra le diverse sedi, quali siano le effettive attività svolte e se la dotazione risponda adeguatamente ai bisogni di una popolazione anziana e distribuita in numerose frazioni”.

Appennino Smart, verifiche sul finanziamento da 494.500 euro

La documentazione regionale richiama inoltre la Strategia nazionale per le aree interne Appennino Smart e una deliberazione AUSL del 2021 relativa all’acquisizione di un finanziamento di 494.500 euro per interventi sanitari territoriali.

“Anche in questo caso vogliamo verificare quali interventi siano stati effettivamente realizzati, con quali risorse utilizzate e quali risultati abbiano prodotto. La programmazione è importante, ma a distanza di anni è necessario conoscere anche il bilancio dell’attuazione”.

Nuova interrogazione e richiesta integrativa di accesso agli atti

Per queste ragioni Tagliaferri ha predisposto una richiesta integrativa di accesso agli atti, espressamente motivata dall’incompletezza della risposta alla pratica 356/2026, e una nuova interrogazione a risposta scritta.

“Non chiediamo di ricominciare l’istruttoria da zero e non contestiamo i risultati positivi. Chiediamo che vengano completate le informazioni già richieste, indicando chiaramente quali dati siano disponibili e quali eventualmente non vengano rilevati”.

Sanità nelle vallate piacentine, l’ipotesi di estendere le esperienze migliori

“Se la Val Nure rappresenta un modello virtuoso, come auspichiamo, la Regione deve essere in grado di dimostrarlo con indicatori verificabili. E soprattutto deve spiegare se e come le esperienze migliori possano essere estese alla Val Trebbia, alla Val d’Arda e agli altri territori montani piacentini”.

“La sanità di prossimità deve essere valutata sui risultati per i cittadini, non soltanto sulle attività dichiarate. È questo il chiarimento che attendiamo dalla Regione”, conclude Tagliaferri.

Iscriviti per rimanere aggiornato!

Compilando i campi seguenti potrai ricevere le notizie direttamente sulla tua mail. Per garantire che tu riceva solo le informazioni più rilevanti, ti chiediamo gentilmente di mantenere aggiornati i tuoi dati.

Ascolta Radio Sound

Radio Sound Logo
Seleziona il canale...
 
Cover