Seta, la Cisl alza i toni: “Lavoratori sollecitati e poi puniti”

La Segreteria Territoriale della Fit Cisl di Piacenza lancia un “grido d’allarme” sulla gestione del personale in Seta: “Le ultime decisioni aziendali, avvallate da tutte le altre sigle sindacali, che modificano il Premio di Risultato (PDR) penalizzando i lavoratori in base ai sinistri stradali, rappresentano l’ennesimo schiaffo a una categoria già stremata“.

LA NOTA DELLA FIT CISL

“Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile,” attacca Salvatore Buono Fit-Cisl. “Oggi nessuno vuole più fare l’autista: le responsabilità sono enormi, i turni logoranti e le paghe basse rispetto al costo della vita. Risultato? I pochi autisti rimasti in servizio sono costretti a turni particolarmente duri per garantire il trasporto pubblico e il diritto alla mobilità ai cittadini di Piacenza. Eppure, l’azienda invece di ringraziarli cosa fa? Decide di punirli se fanno un piccolo sinistro”.

Secondo il sindacato, il nesso è matematico: chi lavora di più ed è più stanco ha, fisiologicamente, una probabilità più alta di incorrere in un incidente. “Punire chi lavora per tappare i buchi dell’organico significa colpire proprio quei lavoratori che, con spirito di sacrificio, permettono ai bus di uscire dal deposito. È un sistema che non premia la produttività, ma sanziona la stanchezza derivante dal troppo lavoro che è divenuto necessario”.

La situazione è aggravata da un contesto operativo giudicato “impossibile” dalla Fit Cisl. I tempi di percorrenza delle tratte urbane ed extraurbane non sono stati adeguati a un traffico aumentato esponenzialmente e al dilagante malcostume della sosta selvaggia.


“A Piacenza pretendiamo che autobus da 12 metri circolino in vicoli del centro storico nati per le carrozze, schivando auto in doppia fila e rispettando tabelle orarie allucinanti. È una missione impossibile. Se a questo aggiungiamo che i giovani dell’Academy, pur con tutta la buona volontà, sono autisti in formazione che necessitano di tempo per acquisire esperienza, è chiaro che qualche piccolo urto sia inevitabile. Penalizzare economicamente, in questo modo così eccessivo, un neofita o un veterano stanco, significa non avere alcun rispetto per la realtà della strada”.

Il rischio, avverte il sindacato, è la fuga di massa. “Se Seta continuerà con questa politica punitiva, anche i pochi professionisti rimasti si guarderanno intorno e cercheranno lavoro altrove, dove le responsabilità sono minori e la serenità è garantita. Se gli autisti se ne vanno, l’azienda non potrà più garantire il servizio pubblico: Seta, in alte parole, sta segando il ramo su cui è seduta”.

Fit Cisl chiede una revisione totale dei criteri del PDR, l’adeguamento dei tempi di percorrenza e una riflessione seria sulla dimensione dei mezzi nel centro storico e comunque indirà un referendum sulle modifiche alle penalizzazioni introdotte nel PDR  per capire cosa ne pensano i lavoratori. “Non accetteremo che si facciano addirittura utili sulla pelle e sulla salute dei lavoratori. La sicurezza si fa con i mezzi adeguati e il riposo, non penalizzando i propri dipendenti”, conclude Salvatore Buono.

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