Come è possibile tutelare i minori nell’ambiente digitale, dove, stando al Report 2025 dell’Associazione Meter, la pedocriminalità online è ormai strutturata come un ecosistema organizzato e interconnesso? È stata questa la domanda al centro di un convegno promosso in Università Cattolica dal Dipartimento di Scienze giuridiche e dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Piacenza in tema “salvaguardia dei minori tra mondo reale e spazio digitale”.
«Un tema urgente – ha sottolineato la docente di diritto canonico e diritto ecclesiastico Anna Gianfreda che con la docente ordinaria di filosofia del diritto Mariachiara Tallacchini ha introdotto gli interventi – che richiede un approccio giuridico di policy e normativa attenta e di reazione giuridica, quando gli abusi si verificano. Al contempo – ha aggiunto – serve un approccio di salvaguardia preventivo e formativo che è quello che Papa Leone XIV chiama alfabetizzazione digitale e reti di alleanza educativa che devono coinvolgere tutti i soggetti che operano nella società civile insieme ai minori e negli ambienti abitati da minori».
Il convegno, aperto dai saluti del Direttore del dipartimento di scienze giuridiche Antonino Barletta e chiuso dal docente di diritto canonico e diritto ecclesiastico Giuseppe Maria Chizzoniti, ha riunito diversi punti di vista. La Chiesa, hanno ricordato la presidente del Servizio tutela minori della Cei Chiara Griffini e il vicario della Diocesi monsignor Giuseppe Basini, si basa su di un «approccio di salvaguardia integrale».
«Attraverso cioè un capillare lavoro di formazione – ha detto Griffini – di chi è a contatto con i minori, per prevenire e intercettare segnali di potenziali comportamenti inadeguati dentro gli ambienti ecclesiali ma anche in altri ambienti».
Pietro Moscianese Santori, sostituto procuratore presso il Tribunale dei minori di Milano, e l’avvocato, Massimo Brigati della commissione minori e famiglia del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Piacenza hanno esaminato i profili civili e penali, introdotti dalla Procuratrice della Repubblica Mariagrazia Pradella e dal presidente dell’Ordine degli avvocati di Piacenza Franco Livera.
La giurisprudenza, hanno testimoniato, si è dovuta adeguare in fretta a reati come sexting, sex extorsion, stalking on line, revenge porn. Il magistrato ha ricordato: «la giustizia minorile non deve solo tutelare dagli abusi, ma anche mirare a una risocializzazione dei minori autori di abusi per prevenire la commissione di altri reati».
Rosanna di Gioia, Scientific Officer presso il Joint Research Centre della Commissione Europea ha evidenziato gli esiti di REDirection project, un questionario anonimo rivolto a persone che cercano sul dark web materiale di abuso sessuale su minori che ha avuto un riscontro sorprendente con 54 mila risposte.
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