Prosegue anche oggi, lunedì 11 maggio, lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori dell’appalto gestito da Professional Solution presso Step Spa di San Nicolò (Rottofreno) a Piacenza. Dopo la mobilitazione dei giorni scorsi, il presidio davanti ai cancelli dell’azienda resta attivo e i sindacati denunciano un clima sempre più teso, aggravato – spiegano – dal totale silenzio della società appaltatrice e dall’atteggiamento della committenza.
Secondo quanto riferiscono Filippo Calandra della Filt Cgil e Barbara Murelli della Fit Cisl, nonostante le PEC inviate e i tentativi di interlocuzione, “Professional Solution continua a non dare risposte concrete, mentre Step sostiene di non essere a conoscenza della situazione vissuta quotidianamente dalle lavoratrici e dai lavoratori dell’appalto e al momento non risponde alle nostre PEC, mandatè venerdì scorso”.
Ma è soprattutto quanto accaduto durante le giornate di sciopero a far salire lo scontro. “Abbiamo riscontrato – spiegano Calandra e Murelli – l’introduzione di personale per sostituire i lavoratori in sciopero. Inoltre Step avrebbe impiegato propri dipendenti diretti per svolgere le mansioni normalmente affidate alle lavoratrici oggi in protesta. Siamo di fronte a una palese violazione della legge e dello Statuto dei lavoratori, la legge 300 del 1970”.
Per questo motivo Filt Cgil e Fit Cisl annunciano di aver già dato mandato ai propri legali di predisporre una diffida formale nei confronti sia di Professional Solution sia di Step, contestando una possibile condotta antisindacale.
“La situazione è grave – aggiungono i rappresentanti sindacali – perché invece di aprire un confronto si tenta di neutralizzare il diritto di sciopero. È un comportamento che riteniamo inaccettabile e che intendiamo contrastare in tutte le sedi opportune”.
Al centro della vertenza resta la richiesta di un miglioramento delle condizioni economiche dei lavoratori dell’appalto, a partire dall’aumento di due euro del ticket mensa e dalla definizione di un premio di risultato.
“Non accettiamo che all’interno dello stesso sito produttivo esistano lavoratori di serie A e lavoratori di serie B – spiegano Calandra e Murelli –. Le richieste avanzate sono ragionevoli e parlano di dignità del lavoro. I comportamenti aziendali padronali che stiamo vedendo sono da stigmatizzare e saremo qui a protestare finché non verremo ascoltati”.
La mobilitazione proseguirà anche domani, 12 maggio. I sindacati confermano infatti una nuova giornata di sciopero e ribadiscono che la protesta andrà avanti fino all’apertura di un tavolo di confronto “vero, serio e rispettoso dei diritti delle persone che garantiscono ogni giorno l’operatività dell’appalto”.
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