Il Comune di Piacenza è stato premiato a Udine, nell’ambito della 24ª edizione del Premio “Filippo Basile” per la formazione nella Pubblica Amministrazione, con una Segnalazione di eccellenza nella sezione “Processi e progetti formativi” per il percorso “Benessere dinamico: l’esperienza al servizio del futuro”.
LA NOTA DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE
Il riconoscimento è stato consegnato nel corso del convegno nazionale “Formazione di frontiera. Connettere saperi, competenze e territori per una PA che innova”, promosso dall’Associazione Italiana Formatori e ospitato a Udine e Gorizia dal 21 al 23 maggio. A confermare il profilo istituzionale dell’appuntamento, l’intervento del ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, che ha aperto i lavori in una cornice nazionale di confronto tra amministrazioni locali, regionali e statali, esperti, formatori e rappresentanti istituzionali da tutta Italia.
Il premio Basile
Il Premio Basile, promosso dall’Associazione Italiana Formatori, è riservato alle Pubbliche Amministrazioni e ha l’obiettivo di premiare, valorizzare e diffondere le migliori esperienze formative realizzate nella PA per lo sviluppo delle risorse umane e il miglioramento concreto dei servizi offerti a cittadini e territori.
In questo contesto, la presenza del Comune di Piacenza tra le esperienze segnalate rappresenta un risultato di particolare rilievo: il progetto dell’ente è stato riconosciuto all’interno di una selezione nazionale che raccoglie alcune tra le pratiche più avanzate della Pubblica Amministrazione italiana in materia di formazione, crescita organizzativa e valorizzazione del personale.
“Benessere dinamico: l’esperienza al servizio del futuro” ha coinvolto nel 2025 complessivamente 329 dipendenti comunali di diversi settori, tra cui 65 neoassunti. Il percorso si è articolato in tre azioni principali: “Identità e appartenenza per generare benessere” e “Allenare la squadra invisibile e i capitani”, realizzate con il supporto della società specializzata Opes Mind e rivolte rispettivamente a 210 tra operatori e funzionari amministrativi e tecnici e a 12 dirigenti e 27 figure di elevata qualificazione; e il progetto di mentoring dedicato ai nuovi ingressi, con 15 mentori selezionati tra il personale comunale più esperto.
“Orgogliosi”
«Questo riconoscimento ci rende orgogliosi – sottolinea la sindaca Katia Tarasconi – perché colloca il Comune di Piacenza all’interno di un confronto nazionale di altissimo livello su un tema che spesso resta poco visibile o addirittura male interpretato, ma che è decisivo per la qualità del lavoro di chi lavoro nella pubblica amministrazione e, di conseguenza, per i servizi ai cittadini». E aggiunge: «Investire sulla formazione, sul benessere organizzativo e sull’inserimento dei nuovi dipendenti non è un dettaglio interno né un costo accessorio: significa costruire un Comune più competente, più coeso e più capace di rispondere ai bisogni della comunità. Ringrazio il direttore generale Luca Canessa, che ha promosso questo percorso, e tutti gli uffici che lo hanno reso possibile».
«In questi anni – aggiunge il direttore generale Luca Canessa – abbiamo scelto di investire sul benessere organizzativo come elemento chiave per migliorare il contesto di lavoro, le relazioni interne e i processi di comunicazione dell’ente. La formazione non è un adempimento formale, ma una leva strategica per valorizzare competenze e attitudini individuali, rafforzare la capacità di fare squadra e migliorare l’efficienza del servizio pubblico. Il riconoscimento ricevuto a Udine conferma la qualità del percorso avviato e ci incoraggia a proseguire in questa direzione».
Tutor Scarl
Particolare attenzione è stata riservata al progetto di mentoring, affidato a Tutor Scarl, azienda partecipata del Comune, che affianca ai 65 neoassunti – in organico da meno di 24 mesi – 15 mentori individuati tra i dipendenti con almeno quattro anni di servizio e buone competenze organizzative e relazionali. Ogni mentore seguirà un gruppo di 3, 4 o 5 nuovi colleghi per accompagnarne l’inserimento nell’ente, facilitare l’accesso a strumenti e risorse interne, favorire il dialogo tra settori diversi e sostenere la continuità amministrativa anche in vista del turnover generazionale.
Il percorso, oltre a rafforzare l’onboarding – cioè l’accoglienza, l’inserimento e l’accompagnamento dei nuovi dipendenti nei primi mesi di lavoro – punta a consolidare il senso di appartenenza all’ente e a valorizzare lo scambio intergenerazionale tra chi porta nuova energia e chi mette a disposizione esperienza, conoscenza dei processi e memoria organizzativa.
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