Un viaggio di studio tra Francia, Belgio e Olanda per gli studenti dell’Università Cattolica

Un viaggio di studio tra Francia, Belgio e Olanda per le studentesse e gli studenti dei corsi magistrali in Scienze e tecnologie alimentariAgricoltura sostenibile di precisione e Food processinginnovation and tradition, accompagnati da Giorgia Spigno, direttrice del Dipartimento di Scienze e tecnologie alimentari per una filiera agro-alimentare sostenibile (DiSTAS), Luca Cattaneo, ricercatore di Zootecnia speciale, Maria Giovanna Pellegrino, assegnista di ricerca e Melissa Polo, dottoranda presso il DiSTAS.

Una preziosa opportunità

«Questo viaggio di studio rappresenta una preziosa opportunità per noi docenti per potere approfondire il legame con i nostri studenti, da cui si impara sempre qualcosa, ma anche per potere trascorrere un po’ di tempo in contesti meno formali con i colleghi» spiega la professoressa Spigno. «Qualche ora di viaggio in cui la mente può vagare e pensare anche a come focalizzare meglio il nostro impegno didattico».

Partiti dai campus di Piacenza e di Cremona dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, la loro prima tappa è stata l’azienda agro-zootecnica Gaec Mavi a Vauzelles, in Francia. L’itinerario è proseguito visitando Barry Calleabaut, azienda leader nella produzione di cioccolato e cacao di alta qualità per l’industria alimentare. «Ci ha colpito molto l’importanza del pascolo negli allevamenti di bovine da latte» raccontano gli studenti.

«Nelle realtà che abbiamo visitato in Francia così come in Olanda viene applicato un pascolo turnato, dove le vacche permangono circa otto ore al giorno all’esterno».

Visite in azienda

Il giorno seguente, gli studenti della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali hanno visitato l’azienda Enza Zaden, dove hanno approfondito il crop breeding nell’ambito orticolo. La visita ha interessato le principali linee produttive dell’azienda, comprese le serre sperimentali e i laboratori.

Nel pomeriggio, hanno visitato Aeres Farm, il centro sperimentale della Aeres University of Applied Sciences, in Olanda. «È una realtà innovativa dove si sperimentano nuove tecnologie e vi sono 140 vacche allevate in allevamento convenzionale, 60 vacche in allevamento biologico, 32 scrofe e 280 lattonzoli, oltre 1000 galline e 50 pecore» aggiungono gli studenti. «L’azienda mira a studiare l’high tech farming e l’animal welfare based. I prodotti lattiero-caseari vengono trasformati direttamente nel caseificio universitario, e poi successivamente consumati da studenti e docenti nella mensa dell’università».

Le politiche agricole

Il giorno seguente hanno partecipato a tre seminari sui temi del controllo e del futuro della politica agricola comunitaria presso la Commissione Europea,dove gli studenti hanno incontrato Pasquale Di Rubbo e Margherita Muzzillo, entrambi alumni della magistrale Agricultural and Food Economics dell’Università Cattolica.

Di Rubbo ha presentato le principali funzioni della Commissione Europea e ha sottolineato l’importanza dei megatrend nella definizione del lavoro politico, mettendo in evidenza come l’agricoltura stia diventando un settore altamente innovativo e in rapida evoluzione, dove la sfida principale è garantire che tutte le parti interessate possano sviluppare modelli di business sostenibili e redditizi. Margherita Muzzillo, invece, ha parlato agli studenti dell’Università Cattolica della Politica agricola comune (PAC), concentrandosi sulla sua evoluzione e sulla crescente enfasi sulle prestazioni.

Ha inoltre sottolineato l’importanza cruciale di rendere il settore più attraente per i giovani agricoltori. Andrea Porcella Capkovicova, infine, ha presentato i principi chiave del monitoraggio delle prestazioni, con particolare attenzione agli indicatori utilizzati.

Da lì, si sono spostati alla Puratos, azienda leader nella produzione di ingredienti e soluzioni innovative per professionisti della panificazione e della pasticceria. Il penultimo giorno di viaggio è iniziato con la visita dell’azienda zootecnica Melkveebeddrijf, un allevamento servito da un sistema biologico grazie al quale le vacche in lattazione hanno accesso libero all’alimentazione.

«L’ultimo giorno, tornati in Italia, abbiamo visitato l’azienda vitivinicola Francesco Poli a Santa Massenza, in Trentino» proseguono gli studenti. «Un’azienda a conduzione familiare che produce una vasta gamma di vini bianchi, rossi, spumanti, passiti, grappe, distillati e spirit. L’azienda è a conduzione biologica e il suo prodotto più caratteristico è il Vin Santo prodotto da uve appassite di Nosiola che vengono affinate in botte per sei anni».

L’esperienza è stata possibile grazie al sostegno dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e di Fondazione Invernizzi, Mazzoleni, Sivam, ATZ Attrezzature Zootecniche, Lely, ED&F MAN, Sugar Plus, ⁠Dinamica generale, Cargill, Consorzio Agrario Terrepadane, Consorzio Agrario Cremona, Azienda Agricola Gerre Basse, Corteva Agriscience. Partecipare a questo viaggio di studio in Europa, raccontano gli studenti al loro ritorno nei campus di Piacenza e di Cremona, «è stata un’opportunità formativa di enorme valore.

Il percorso che abbiamo fatto con la professoressa Spigno ci ha permesso di toccare con mano la teoria studiata in aula, di sperimentare le dinamiche di importanti realtà europee, e di ampliare i nostri orizzonti. Ringrazio l’Università Cattolica per aver promosso un’iniziativa capace di arricchire così tanto il nostro bagaglio non solo accademico, ma anche personale».

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