Inizia giovedì 1° ottobre, alle 21, a Castelvetro, il ciclo di incontri sul tema della sicurezza organizzato dal PD provinciale. Sarà il primo di una serie di appuntamenti, distribuiti su tutto il territorio provinciale, aperti al pubblico e ai quali sono invitati non solo gli iscritti al partito, ma anche elettori, amministratori e consiglieri comunali.
LA NOTA DEL PD
Il primo sarà dedicato all’ascolto, per accogliere le voci dei territori, poiché, a seconda del luogo e della comunità con cui ci si confronta, cambiano i bisogni, le paure, i conflitti e le aspettative. La pretesa di fornire una risposta calata dall’alto, immutabile, che si limiti a indicare ripetitivamente presunte cause solo su basi ideologiche, non porta ad alcun risultato, come testimoniato dalla realtà che osserviamo. Il secondo momento sarà dedicato alla condivisione e alla discussione delle posizioni e degli orientamenti del Partito, accogliendo riscontri, critiche e proposte da raccogliere eventualmente in un documento condiviso che, se approvato a livello provinciale, qualora se ne verificasse l’opportunità, potrebbe essere inviato come contributo alla segreteria regionale.
Nel corso delle serate si tratteranno diversi aspetti: compiti e limiti dei diversi livelli istituzionali, a partire dal concetto fondamentale che sicurezza e ordine pubblico sono una primaria responsabilità dello Stato; tutela reale delle forze dell’ordine; azioni per migliorare le politiche migratorie; disinnesco delle tensioni sociali.
La sicurezza non può essere estranea alla sinistra
“La sicurezza è un tema che non può rimanere estraneo alla sinistra – afferma il segretario provinciale Massimiliano Gobbi – poiché è difesa dei più deboli, non privilegio dei più forti o agiati; è tutela dei diritti, rispetto delle leggi e, soprattutto, garanzia di libertà e democrazia per tutti. In realtà, sicurezza e ordine pubblico dovrebbero essere un bene comune e non un terreno di scontro per guerriglie ideologiche e populismi, sia di destra che di sinistra. Purtroppo, nell’area di centrosinistra, a mio avviso dobbiamo riconoscere di non avere fino a oggi presidiato al meglio questo terreno.”
“Si critica il PD dicendo che ci stiamo lanciando all’inseguimento della destra – prosegue il segretario – in realtà non è così, anche perché non c’è niente da inseguire. Da anni loro additano come madre di tutti i problemi il numero crescente di immigrati, incolpando la sinistra, eppure da 4 anni governa il centrodestra e da più di 15 anni i flussi migratori sono gestiti sulla base di una loro legge, la Bossi/Fini”.
Blocchi navali e centri inutili in Albania
“Sono stati proclamati blocchi navali impraticabili, realizzati inutili centri in Albania, mentre i click-day per ottenere il nulla osta lavorativo dall’estero sono diventati uno strumento in mano alla criminalità organizzata, favorendo ulteriore illegalità e insicurezza. Invece di potenziare la scuola come luogo di inclusione – apprendimento della lingua, formazione civica, integrazione culturale – si inventano ostacoli e discriminazioni. Peggio ancora su altri fronti: nonostante si assuma, gli organici di Polizia si riducono, le scuole di addestramento sono poche e i tempi di formazione dei neoassunti si sono ridotti a 4/6 mesi, per non parlare degli stipendi, ben al di sotto delle medie di altri Paesi europei. Le divise non si tutelano con gli slogan o indossando felpe”.
“Bisogna riconoscere in modo chiaro che sicurezza è indiscutibilmente capacità di interdizione e repressione dei crimini, ma deve essere anche capacità di tessitura, che si concretizza in alcuni punti cardine. Migliorare le politiche migratorie e di integrazione: canali di ingresso regolari, rimpatri legali e dignitosi laddove necessario e regolarizzazioni più efficienti, insegnamento gratuito della lingua italiana agli adulti, scuola come ossatura dell’integrazione, riconoscimento dei titoli di studio per favorire gli inserimenti lavorativi”.
“Tutela reale delle forze dell’ordine: investire su maggiori assunzioni, addestramento ed equipaggiamento per accrescere la presenza e il presidio dei territori, adeguare i salari alle medie europee. Rivedere la riforma della Polizia Locale: organici adeguati, retribuzioni coerenti, tutele assicurative e previdenziali, carriera, formazione obbligatoria finanziata, strumenti operativi, tutela legale effettiva e un autentico riconoscimento della specificità professionale. Rafforzare la presa in carico e la tutela dei minori non accompagnati: garantire accessibilità alla formazione e al lavoro regolare. Disinnescare le tensioni sociali: rigenerazione e riqualificazione urbana di luoghi che saranno vissuti e, dunque, presidiati; soluzioni per l’emergenza abitativa; adeguamento dell’offerta di servizi sanitari e scolastici”.
“È tempo di sottrarre la sicurezza alla propaganda – conclude Gobbi –: non è un palcoscenico per rappresentazioni ideologiche e populiste, bensì un tema di responsabilità pubblica che richiede risposte realizzabili e concrete.”
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