“Il cantiere dell’impianto di biometano di APIS PC 1 è stato, fin dall’inizio, oggetto di particolare attenzione da parte del Comune e degli enti competenti, così come avviene per tutti i cantieri di particolare rilevanza presenti sul territorio. Su una questione così importante per la comunità, l’Amministrazione non intende né minimizzare né fare sconti a nessuno: ogni segnalazione viene presa seriamente, verificata e sottoposta agli approfondimenti necessari. Proprio per questo riteniamo doveroso ristabilire con precisione la cronologia degli ultimi fatti dopo l’esposto sui rumori provenienti dal cantiere”. Inizia così la nota di Claudia Ferrari, sindaco di Sarmato.
LA NOTA DI CLAUDIA FERRARI
L’esposto del Comitato Rinnoviamo Sarmato è stato inviato nella serata di mercoledì. Giovedì mattina era già stata diffusa una nota alla stampa nella quale si accusava sostanzialmente l’Amministrazione di non essere intervenuta e si ipotizzavano rimpalli di responsabilità tra Comune e ARPAE. Venerdì mattina i controlli erano già iniziati.
La necessità di far uscire il comunicato così rapidamente evidentemente è data dal fatto che anche il comitato sa che il comune è rapido nell’agire, quindi per creare polemica deve inviare l’esposto quando il municipio è chiuso e il comunicato poche ore dopo per portare immediatamente la vicenda sui giornali, senza neppure attendere il tempo materiale necessario agli uffici e agli enti competenti per prendere in carico una segnalazione e svolgere le verifiche. Una modalità che dimostra ancora una volta come si voglia in realtà creare la solita polemica politica.
Nel frattempo il Comune lavora.
A seguito dell’ultimo esposto sono state infatti effettuate verifiche sia all’interno del cantiere sia nelle aree circostanti. Diversi cittadini hanno messo a disposizione le proprie abitazioni consentendo ai tecnici di ARPAE di effettuare rilevazioni dalle case del quartiere più vicino all’impianto.
Le rilevazioni effettuate hanno dato risultati inferiori alle soglie previste per legge. Alla luce degli accertamenti svolti, non sono quindi emerse condizioni tali da impedire la prosecuzione del cantiere, esattamente come avverrebbe per qualsiasi altra attività nelle medesime condizioni.
Questo non significa abbassare la guardia. Significa fare ciò che compete a un’Amministrazione seria: controllare, verificare e decidere sulla base degli accertamenti tecnici, non dei comunicati stampa.
Lo stesso principio è stato seguito anche in occasione delle precedenti segnalazioni, rispetto alle quali gli accertamenti degli enti competenti non hanno riscontrato le criticità denunciate.
Il Comune è comunque tenuto a esaminare ogni esposto ricevuto. È però altrettanto necessario sottolineare che alcune segnalazioni sono state accompagnate da elementi la cui attendibilità risultava difficile da verificare: è stato fatto riferimento, ad esempio, a un presunto laboratorio indipendente per l’analisi delle polveri senza indicazioni sufficienti sull’identità del soggetto, sulle modalità di campionamento e sulle procedure utilizzate; in altri casi sono addirittura state presentate rilevazioni acustiche effettuate attraverso economiche strumentazioni acquistate al discount.
Nonostante questo, gli uffici hanno svolto e continueranno a svolgere il proprio lavoro.
Esiste però anche un problema che non può più essere ignorato. L’Ufficio tecnico riceve con grande frequenza esposti e segnalazioni a firma del presidente del comitato che devono necessariamente essere istruiti, verificati e riscontrati, anche quando si rivelano privi di fondamento. Tutto questo richiede tempo e risorse.
Sovraccaricare sistematicamente gli uffici con segnalazioni pretestuose o non adeguatamente documentate sottrae tempo e risorse ai servizi destinati alla comunità. È un metodo tipicamente utilizzato dalle minoranze politiche per tentare di rallentare l’azione amministrativa.
Le modalità delle proteste
C’è poi un altro elemento che i cittadini possono valutare direttamente: il modo in cui alcune proteste vengono portate sulla scena pubblica. In occasione delle riprese di Telelibertà nei pressi del cantiere del biometano è stato improvvisato un sit-in durato pochi minuti durante la presenza delle telecamere. Terminate le riprese, è terminata anche la protesta: nessun presidio è proseguito e sul posto, come ogni sarmatese può vedere, non è rimasto nemmeno uno striscione.
Anche quanto accaduto durante l’incontro pubblico con Carlo Cottarelli restituisce un’immagine molto chiara. L’intervento del presidente del comitato non ha trovato seguito nella platea e dal pubblico si è arrivati a chiedere che gli venisse tolto il microfono, fino a un acceso diverbio con la platea nel quale il presidente del comitato si è trovato solo.
Manteniamo il massimo rigore
“Ogni cantiere può portare alcuni disagi, dal rumore alla polvere a causa dei lavori; se la situazione fosse davvero così grave come descritta dal presidente del comitato non sarebbe però stato possibile svolgere le numerose attività e i tanti eventi all’aperto che hanno caratterizzato tutta l’estate e il mese di settembre” afferma la Sindaca “Capiamo la preoccupazione delle persone, per questo manteniamo il massimo rigore, ma Sarmato e i sarmatesi non meritano di essere descritti per quello che non sono. Chi vuole davvero bene a Sarmato non passa il suo tempo a denigrarlo descrivendolo in modo così lontano dalla realtà”
Sul cantiere il Comune continuerà a fare esattamente ciò che ha fatto fino a oggi: nessuna difesa preventiva dell’azienda, nessuna sottovalutazione delle segnalazioni, nessuno sconto.
Controlli quando necessari, collaborazione con gli enti competenti e decisioni fondate sui risultati tecnici.
Le polemiche possono correre più velocemente degli accertamenti. L’Amministrazione ha il dovere di fare una cosa diversa: accertare i fatti. Ed è quello che continueremo a fare.
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