«L’incontro di Bobbio ha aperto una prospettiva interessante per l’Appennino piacentino. Ora, però, occorre capire quale percorso concreto possa seguire, quali territori coinvolgerà e soprattutto quali progetti e risorse potranno essere messi in campo».
Lo afferma Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale e, contestualmente, una richiesta di accesso agli atti per acquisire la documentazione disponibile sul possibile sviluppo di nuovi strumenti dedicati ai territori montani.
LA NOTA DI TAGLIAFERRI
Al centro dell’iniziativa il confronto svoltosi a Bobbio tra Camera di commercio dell’Emilia, rappresentanti del Governo, Regione e istituzioni locali, durante il quale è stata prospettata la possibilità di lavorare a un progetto pilota per le aree montane delle province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia. La rassegna odierna riferisce inoltre della disponibilità regionale a lavorare con il Governo su uno strumento dedicato alla montagna.
«È un’occasione che merita di essere approfondita rapidamente – prosegue Tagliaferri – anche perché l’Appennino piacentino deve fare i conti con dinamiche demografiche ed economiche che richiedono risposte strutturali. La stessa analisi presentata dalla Camera di commercio evidenzia, tra il 2011 e il 2023, una diminuzione dell’11% della popolazione dell’Appennino piacentino e del 17% del numero delle imprese».
«Non si tratta, naturalmente, di ripartire da zero. Esistono già programmi e finanziamenti destinati alle aree interne e montane. Proprio per questo chiediamo alla Regione di chiarire come l’eventuale nuovo strumento possa coordinarsi con la programmazione esistente e quale valore aggiunto possa portare concretamente ai territori piacentini».
Nell’interrogazione Tagliaferri chiede quindi alla Giunta di chiarire quali interlocuzioni siano già state avviate dopo l’incontro di Bobbio, quale strumento sia effettivamente allo studio, quale possa essere il perimetro dei Comuni interessati, quali progettualità possano essere candidate e quali risorse regionali, nazionali ed europee possano essere attivate.
Con l’accesso agli atti viene inoltre richiesta la documentazione eventualmente già disponibile: corrispondenza istituzionale, note, studi, ricognizioni dei fabbisogni, schede progettuali e materiali relativi al possibile coordinamento con gli strumenti di programmazione già attivi.
«La disponibilità al confronto è un buon punto di partenza. Adesso – conclude Tagliaferri – occorre trasformarla in un percorso riconoscibile: quali progetti per il Piacentino, con quali risorse e soprattutto con quali tempi. Per la montagna la differenza tra un annuncio e un’opportunità concreta sta tutta qui».
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