CAU di Castel San Giovanni, come funzionerà il servizio: “Risposta h24 ai bisogni del cittadino”

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Un servizio dove il cittadino trova una risposta ai propri bisogni di salute urgenti 24 ore su 24.

Alla vigilia dell’apertura del Centro di assistenza e urgenza (Cau) di Castel San Giovanni, prevista per lunedì 2 febbraio alle ore 8, ecco come funzionerà la struttura, che rafforza la rete dei punti già attivi in provincia a Piacenza, Bobbio, Fiorenzuola e Podenzano.

IL CAU: PUNTO DI RIFERIMENTO PER I CASI URGENTI

“Nel Cau – evidenzia Raffaella Bertè, direttore del dipartimento Cure primarie – tutti i cittadini che si presentano vengono accolti e valutati. Il servizio è organizzato per rispondere in modo appropriato ai bisogni e alle urgenze a bassa complessità clinica e assistenziale, cioè la stessa tipologia di utenti che come codici bianchi e verdi finora veniva presa in carico in Pronto soccorso (codici che rappresentano la grande maggioranza degli accessi)”.

COSA SUCCEDE IN CASO DI BISOGNI DI SALUTE GRAVI

Tutte le persone che si presentano al Cau vengono gestite dai professionisti presenti. Se la condizione si rivela grave o tempo-dipendente (codici rossi), viene avviato immediatamente un primo trattamento e attivato il trasporto protetto verso il centro di riferimento, secondo protocolli che garantiscono la massima tempestività.

«Sappiamo che un cittadino non è sempre in grado di riconoscere un’emergenza – spiega la responsabile del Cau Cristina Maestri – per questo chiunque si presenti viene valutato. Se necessario, la persona viene trasferita con un mezzo del 118 e personale sanitario verso l’ospedale più idoneo, come già avveniva prima dell’apertura del Cau. Ci teniamo a rassicurare i cittadini: dal punto di vista della cura non cambia nulla».

Resta fondamentale ricordare che in presenza di dolore toracico o sintomi riconducibili a ictus è sempre necessario chiamare il 112. L’apertura del CAU di Castel San Giovanni non modifica l’organizzazione del sistema di emergenza-urgenza.

IL RUOLO DEL 118

Per i casi gravi e molto gravi (infarto, ictus e traumi maggiori), il 118 provvede al trasporto diretto verso gli ospedali hub, dove sono presenti competenze specialistiche e tecnologie avanzate. Nella maggior parte dei casi il riferimento è Piacenza, ma possono essere coinvolti anche altri centri, come Parma, grazie a una rete di soccorso garantita h24 anche dall’elisoccorso.

“Questo modello organizzativo, basato su evidenze scientifiche e condiviso a livello nazionale e internazionale – spiega Enrica Rossi, direttore Emergenza territoriale – prevede che i casi gravi e tempo-dipendenti vengano trasportati nei centri di riferimento dotati delle competenze specialistiche e delle tecnologie necessarie per intervenire nel minor tempo possibile.

Per patologie come infarto, ictus, traumi maggiori o emergenze ostetriche, il fattore tempo è determinante: solo strutture con un’adeguata casistica, équipe multidisciplinari sempre disponibili e tecnologie avanzate possono garantire esiti migliori e ridurre il rischio di complicanze o disabilità permanenti.

Per questo motivo, da molti anni, questi pazienti non vengono trasportati negli ospedali periferici, ma indirizzati direttamente verso l’ospedale più idoneo: nella maggior parte dei casi Piacenza, dove sono presenti, per esempio, la sala di Emodinamica per il trattamento dell’infarto e il centro per la trombolisi neurologica per l’ictus. In alcuni casi specifici, come cardiochirurgia o neurochirurgia, il riferimento può essere Parma.

Lo stesso criterio vale per i bambini e per le donne con problemi ostetrici o ginecologici, che vengono indirizzati verso l’ospedale provinciale, dove la presenza continuativa di specialisti e un numero adeguato di casi garantiscono la massima sicurezza e competenza clinica.

Questo sistema consente di assicurare qualità, appropriatezza e sicurezza delle cure, evitando ritardi e frammentazioni nei percorsi assistenziali, e non rappresenta una novità: è il modello che da anni guida l’organizzazione dell’emergenza-urgenza sul territorio”.

CODICI MINORI: UN VANTAGGIO PER IL TERRITORIO

Se invece il 118 viene chiamato per casi minori (che rappresentano circa il 70 per cento dei soccorsi) la Centrale operativa Emilia Ovest indirizza il mezzo di soccorso all’ospedale di Castel San Giovanni e questo, da lunedì 2 febbraio, potrà avvenire 24 ore su 24 (mentre finora era solo in orario diurno). È quindi un evidente vantaggio per la popolazione di tutta questa area.

A Castel San Giovanni sono presenti una diagnostica di ottimo livello e diverse competenze specialistiche per le consulenze.

UNA RETE TERRITORIALE COMPLETA

L’apertura del Cau di Castel San Giovanni rafforza la pianificazione approvata dalla Conferenza territoriale socio sanitaria, che prevedeva diversi Cau sul territorio tra i quali Piacenza, Bobbio, Fiorenzuola e Castel San Giovanni (attivi h24) e Podenzano (8–20).

“L’attuale équipe medico-infermieristica – evidenzia Stefano Nani, direttore del distretto di Ponente – viene confermata e integrata con nuovi professionisti. La presenza di Cristina Maestri, figura di elevata esperienza e competenza, rappresenta una garanzia per la continuità del servizio, l’integrazione e la formazione dei nuovi medici”.

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